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Bambini, fate attenzione all’Ickabog: una favola moderna per bambini e adulti

Bambini, fate attenzione all’Ickabog: una favola moderna per bambini e adulti

Durante la pandemia, sopraffatti dalla noia e dall’impossibilità di uscire, in molti si sono dati alla pulizia, rispolverando vecchi ricordi fisici e metaforici. Così ha fatto anche J.K. Rowling, riportando alla luce un suo vecchio racconto. 

Foto della scrittrice tratta da theculturelab.it

“Harry Potter” sono le prime due parole che ci vengono in mente quando sentiamo il nome Rowling: è lei la mamma del maghetto e lo sarà per sempre. Al di là del grandissimo successo mondiale che ha avuto la storia di Harry Potter, ancora viva ed attuale per chiunque sia “cresciuto” con lui, è con un po’ di nostalgia che è necessario ricordare come siano passati ben 14 anni dall’uscita dell’ultimo libro. Dopo la saga l’autrice non si è più rivolta ad un pubblico “giovane” ma torna a farlo adesso con nientemeno che una favola che tanto di antagonisti, oggetti magici e risoluzione della vicenda. Analizziamo il genere della favola e le sue differenze con la fiaba, per poter apprezzare anche la favola moderna dell’Ickabog.

L'Ickabog

Il genere della favola

Il genere della favola è molto antico e nasce con l’obiettivo didattico. Già presenti nell’antica Grecia e a Roma, il nome favola deriva da fabula cioè racconto. Di base infatti la favola è un racconto la cui funzione non è però solo di intrattenimento ma anche didattica. A differenza della fiaba, tramandata prevalentemente oralmente e senza un autore, la favola ha dei veri e propri elementi fondamentali e generalmente si sa con precisione il nome dell’autore. Essa è un breve racconto che si svolge in un luogo e in un tempo indeterminato e che ha come protagonisti spesso gli animali (basti pensare a Fedro o Esopo). La struttura è lineare: non ci sono flashback o anticipazioni e il linguaggio è semplice. Il lieto fine è d’obbligo. Favola e fiaba sono due generi indirizzati perlopiù ai bambini ma sono piacevoli letture anche per gli adulti.

Gli elementi della favola

La favola ha come protagonista un eroe (termine tecnico) che, attraverso il superamento di più prove, riesce a risolvere la vicenda. L’eroe non è da solo ma ha un aiutante e in genere vi è un elemento magico che interviene in favore del protagonista. Altrettanto fondamentale è l’antagonista, cioè il personaggio cattivo che cerca di impedire al protagonista di trionfare. L’elaborazione o la semplicità della vicenda raccontata dipendono dalla lunghezza complessiva del racconto ma in genere sono abbastanza brevi. L’Ickabog, in questo e in qualcos’altro, fa eccezione.

L’Ickabog

Qualcuno l’ha definita una favola per adulti, qualcun altro un favola moderna ma una cosa è certa: ha tutti gli elementi della favola e come tale va trattata. La vicenda è ambientata nel paese di Cornucopia, piccola cittadina animata da numerosi personaggi. Fin dal principio si nota una cura particolare nella caratterizzazione dei personaggi, sia da un punto di vista fisico che psicologico: i protagonisti delle vicende narrate sono descritti dettagliatamente e l’autrice interviene costantemente con commenti e pareri sugli stessi. Nella narrazione della storia è infatti ben presente la figura dell’autore che si dichiara subito onnisciente e, naturalmente, assolutamente di parte. Tutte queste caratteristiche, di cui sicuramente un bambino non si rende conto, caratterizzano la storia come adatta anche ad un pubblico adulto. Tuttavia gli interventi dell’autore sono rassicuranti e adatti anche ad una lettura infantile poiché rassicurano nei momenti più bui i piccoli lettori. I protagonisti sono due bambini, amici per la pelle, che vengono separati e poi si riuniscono e fanno una conoscenza interessante: l’Ickabog. A Cornucopia infatti l’Ickabog è un po’ come il nostro mostro che si accuccia sotto i letti: se ne parla ogni tanto per spaventare i bambini ma tutti sanno che non esiste.

L’inizio della vicenda

Come ogni reame che si rispetti, anche Cornucopia c’è il re. Solitamente il re è caratterizzato dalla sua bontà e dalla sua saggezza ma Teo il Temerario è tutto fuorché buono, saggio e temerario. Non è che sia un personaggio cattivo, non è lui il vero antagonista: semplicemente è un po’ opportunista e preferisce decisamente apparire piuttosto che essere. Come in tutti i reami che si rispettino anche a Cornucopia c’è una giornata in cui il re ascolta i suoi sudditi ed elargisce qualche favore reale. Così anche re Teo, vestito dei suoi abiti migliori e accompagnato dai suoi consiglieri, lord Scaracchino e Flappone, si siede sul trono e con aria un po’ annoiata adempie ai suoi doveri di re. La giornata sta per terminare ma arriva un contadino da molto lontano: “impietosito” re Teo lo ascolta ma quello che dirà quel povero contadino segnerà le vicende di tutto il reame. Il contadino infatti, dopo tre giorni di viaggio, racconta al re come il suo cane sia stato mangiato da niente meno che dall’Ickabog. Così re Teo, alla ricerca di un facile successo militare, decide di recarsi con tutto il suo esercito nella terra del contadino per sconfiggere definitivamente l’Ickabog (naturalmente più che certo che non esistesse). Il re, pensando di sfruttare una leggenda per farsi rispettare e diventare famoso, si ritrova impigliato in vicende ben più grandi di lui e si dimostra tutto fuorché temerario.

Il messaggio

Come ogni favola che si rispetti, anche questa ha un suo messaggio: i veri mostri non sono sempre quelli che sembrano e per scoprire chi sono i veri cattivi ci vuole coraggio. Robi e Margherita, i due protagonisti, sono due bambini con cui ogni piccolo lettore si identificherà ma non sono perfetti. Anche loro litigano, disubbidiscono, fanno la pace e chiedono scusa. Il messaggio più forte sia il fatto che per essere eroi è necessario solo essere come siamo. Robi e Margherita hanno paura, si nascondono ma vanno alla ricerca della verità e non si fermano. Nè possono essere fermati.

Il libro

Come anche gli altri libri della scrittrice, anche questo è pubblicato in Italia da Salani ma, a differenza dei precedenti contiene un dettaglio interessante. Il libro è infatti illustrato dai bambini che, dopo aver letto la storia, ne hanno disegnato i protagonisti. E un’altra cosa bella è che i disegni sono diversi a seconda della lingua: i piccoli di ogni paese hanno avuto la possibilità di veder pubblicati i loro disegni. Non ci sono disegnatori o grafici che possano reggere il confronto con i bambini!

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