L’Ultra Istinto di Goku nella vita reale: il metodo del Focusing

Nella nuova serie “Dragon Ball Super”, Goku riesce a raggiungere una nuova trasformazione, l’Ultra Istinto. E’ possibile “sbloccarlo” anche nella realtà? Il metodo del Focusing si avvicina molto…

Nell’estate 2015, con grande sorpresa e trepidazione dei suoi fans, viene reso disponibile il primo episodio di “Dragon Ball Super“, la nuova serie animata del celebre manga (e successivamente anime) “Dragon Ball”.

Il logo della serie

Ambientata nei dieci anni che intercorrono tra la sconfitta di Majin Buu e l’epilogo di “Dragon Ball Z” (che funge anche da ponte per la serie sequel “Dragon Ball GT“), vede il ritorno di Goku e degli altri comprimari alle prese con nuove avventure, nuove sfide e nuovi avversari.

Non si fanno mancare, come da tradizione, le celebri trasformazioni in nuovi stadi del Super Saiyan, tra cui spicca l’Ultra Istinto, l’ultima comparsa (ed ottenuta dal protagonista) in ordine cronologico.

Goku nello stadio dell’Ultra Istinto

L’ULTRA ISTINTO

Durante la saga del Torneo del Potere, in cui i destini dei dodici Universi della serie sono in palio in un torneo dove i migliori guerrieri di ognuno di essi si affrontano per garantirne la sopravvivenza, Goku sfida Jiren, il campione dell’Universo 11 nonché l’avversario più forte mai incontrato finora, il quale si rivela tuttavia troppo potente, sconfiggendo malamente l’eroe dell’Universo 7.

Goku affronta Jiren (a destra)

Ma, come spesso accade nei momenti di difficoltà, Goku trova il modo di ribaltare la situazione, riemergendo nello stato di Ultra Istinto.

Questo è in realtà una capacità estremamente difficile da padroneggiare, raggiunta a fatica dai Kaioshin e dagli Dei della Distruzione, e praticamente irraggiungibile per i mortali.

L’Ultra Istinto permette al corpo, che si adatta autonomamente alla situazione, di reagire in modo automatico e istintuale ad ogni stimolo della battaglia, facendo fronte ad ogni minaccia o attacco senza esserne cosciente.

Il movimento viene slegato dall’attività cognitiva cerebrale, cosicché il corpo non si muove più reattivamente ma per riflesso, seguendo l’istinto, amplificandone l’efficacia sia per scopi offensivi che difensivi: mancando una pianificazione nell’attacco, il corpo agisce in modo automatico adattandosi costantemente alla situazione, così da oltrepassare i propri limiti e performare al massimo delle capacità.

In questo stadio infatti, fintanto che perdura, Goku è in grado di rivaleggiare con Jiren, schivando i suoi colpi e riuscendo finalmente a ferirlo.

In questo stadio, Goku è in grado di schivare facilmente i colpi del Pride Trooper e di combattere alla pari con l’avversario

L’Ultra Istinto trova un corrispettivo nella realtà nella tecnica del Mushin, traducibile con “Mente Vuota“: si tratta di uno stato mentale in cui entra l’artista marziale durante il combattimento, in seguito ad un particolare addestramento, e consiste proprio in un movimento corporeo disintenzionato e slegato dai processi di pensiero, dove il corpo fronteggia le minacce in arrivo basandosi sull’intuizione e sui riflessi.

IL FOCUSING

Se l’Ultra Istinto si basa dunque sull’ascolto del proprio corpo e sul far affidamento alle proprie sensazioni interiori, è possibile allora individuare punti di contatto con il metodo del Focusing, una tecnica terapeutica messa a punto alla fine degli anni ’60 da Eugene Gendlin, filosofo e professore americano allievo di Carl Rogers, pilastro della Psicologia Umanistica.

Eugene Gendlin (1926 – 2017)

Il Focusing è di fatto una metodologia, una tecnica, volta alla conoscenza profonda di sé attraverso l’ascolto empatico del proprio corpo e delle proprie sensazioni con la finalità di superare le difficoltà che si vivono e migliorare la propria qualità di vita, favorendo autoconsapevolezza e benessere.

E’ basato sulla sinergia e sull’integrazione tra Corpo e Mente, tramite la quale l’individuo può “ascoltare” le sensazioni corporee trasmesse, che emergono così consapevolmente, durante momenti di riflessione e di attenzione interiore riguardo tematiche o situazioni centrali della propria vita.

LA SENSAZIONE PERCEPITA

La sensazione (specialmente se somatica) si configura infatti come forma di comunicazione pre-verbale utilizzata dal corpo come forma di feedback rispetto agli stimoli della realtà; si tratta di fatto della “prima realtà autentica” che possediamo e con cui ci orientiamo nella vita e che quindi possiamo sfruttare, una volta decodificata e significata, per uscire da situazioni, atteggiamenti o comportamenti di stasi ed impasse.

Gendlin definì “Natural Focuser” quei soggetti che, in seduta psicoterapeutica, riuscivano a percepire in modo innato i segnali provenienti dal loro corpo: questa capacità di percezione profonda permetteva un maggior beneficio derivante dal processo terapeutico, poiché avviava un processo di trasformazione della realtà vissuta come problematica, attraverso il superamento di nodi critici e attivando nuove risorse o strategie di risoluzione.

Il Focusing è basato sul concetto di “felt-sense“, ovvero di “sensazione percepita”, che consiste in una sensazione corporea fisica vaga, difficilmente identificabile ma anche piena, complessa e significativa, correlata sempre ad un evento o ad una dinamica della propria storia psichica: attraverso il processo di Focusing, è possibile significare tale sensazione ed elaborarla in modo consapevole cosicché acquisisca una sua identità in relazione al soggetto che la esperisce.

L’identificazione di questo “felt-sense” scatena un’attivazione somatica di tipo reattivo, che può rivelarsi in modificazioni corporee come sensazioni di sollievo e di liberazioni, di leggerezza, di benessere diffuso e di calore: a tal proposito è interessante notare l’Ultra Istinto sia caratterizzato da un’aura che ricorda l’effetto del fuoco e da una generale diffusione di calore.

APPRENDERE IL FOCUSING

Per quanto definita una capacità innata, il Focusing rimane un metodo, una capacità, che è possibile acquisire, attraverso un metodo strutturato in sei fasi dinamiche sviluppato da Gendlin stesso e volto ad imparare a focalizzarsi sulle reazioni del proprio corpo e a sentire così la sensazioni percepita.

La prima fase consiste nella creazione di uno Spazio, ovvero la condizione psicofisica in cui può prendere coscienza della sensazione percepita: è necessario un profondo silenzio e rilassamento che favorisca quell’atteggiamento di ascolto, comprensivo ed empatico, rivolto ai segnali del proprio corpo correlati ad una riflessione sulle preoccupazioni del soggetto.

La seconda fase è quella della felt-sense, la sensazione percepita: mantenendo il focus sulle sensazioni che il corpo trasmette, si è in grado di percepire quella corrispondente alla questione rilevante per il soggetto e ben localizzata nel corpo, prima in modo indefinito, poi in modo sempre più consapevole; focalizzandosi su questa sensazione percepita, è possibile intervenire sulla questione, sulla dinamica o sull’esperienza soggiacente.

La terza fase, quella della simbolizzazione, consiste nella definizione simbolica di tale sensazione, attraverso una parola, un suono, un’immagine o altro che la rappresenti e la descriva.

La quarta fase è quella della risonanza, dove si verifica la concordanza e la corrispondenza effettiva tra sensazione percepita e simbolo rappresentativo scelto: è una fase di limatura e rifinitura, dove si cerca una perfetta coincidenza tra i due elementi; la risonanza definitiva è segnalata da una risposta corporea positiva, come soddisfazione o sollievo.

Nella quinta fase si “interroga” la sensazione percepita riguardo la sua natura e la sua qualità in rapporto all’aspetto di vita problematico del soggetto; la cassa di risonanza è ancora una volta la risposta somatica che indica il cambiamento avvenuto, chiamato “Body-shift“, che consiste nuovamente in una sensazione positiva e di benessere.

L’ultima fase è quella dell’accoglienza della sensazione positiva generata dal Body-shift, che costituirà anche il punto di partenza per altri processi di questo tipo al fine di fornire costantemente nuove strategie e soluzioni al soggetto circa le sue difficoltà.

 

Marco Funaro (illgeppetto)

 

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