Le misteriose e affascinanti nubi di Marte sono inaspettatamente di origine meteoritica

Dopo qualche anno di ricerche, finalmente, si è scoperta la misteriosa origine delle nubi di Marte. Esse si formano dai residui ghiacciati delle meteoriti che ogni giorno entrano nell’atmosfera di Marte.

Foto scattata da Opportunity nel 2005

Da quando sono state osservate le nubi marziane gli scienziati si sono sempre chiesti come facessero a formarsi. Dopo numerose simulazioni, finalmente questo evento non è più un mistero. Hanno infatti scoperto che le nubi si formano in seguito alle polveri ghiacciate dei meteoriti che, entrando nella sua atmosfera, si disgregano e rimangono sospesi in aria.

Come si formano le nuvole

Negli ultimi anni sono state osservate numerose nubi nell’atmosfera di Marte, sia tramite le sonde, che tramite i rover, certe volte anche ben sviluppate. Pochi giorni fa Curiosity ha inviato immagini spettacolari di queste nubi marziane.

Nuvole su Marte riprese da Curiosity

Dall’analisi di queste foto si è capito che le nuvole si sono formate a circa 30 km di quota, che sono composte da acqua e ghiaccio (come quelle terrestri) e che sono sempre illuminate dal Sole, anche di notte, per via dell’altezza a cui si trovano. La composizione delle nuvole marziane è molto simile a quella delle nuvole terrestri, ma quelle di Marte non assumono formazioni gigantesche, bensì sono sottili, simili ai filamenti dello zucchero filato. Le nubi terrestri si formano quando i granelli di sale e le particelle di polvere si innalzano nell’aria, a questo punto si uniscono alle particelle d’acqua, formando nubi sempre più grandi. Questo processo non è possibile che avvenga su Marte, ma dopo numerose ricerche si è scoperto come le nuvole si formano. Ogni giorno su Marte precipitano dalle due alle tre tonnellate di detriti meteoritici, questo materiale, attraversando l’atmosfera, si ‘sbriciola’, dando origine a un velo di polveri che viene chiamato dai ricercatori ‘fumo meteoritico’. Secondo i ricercatori le nuvole si svilupperebbero proprio da questi residui meteoritici. Si ipotizza, inoltre, che queste nubi potrebbero avere un importante impatto sul clima, sarebbero in grado, per esempio, di far alzare o abbassare la temperatura marziana di 10°C. Questo fenomeno, inoltre, potrebbe aiutare a comprendere meglio il passato di Marte, permettendo di capire i processi che hanno portato alla presenza d’acqua sul pianeta.

Marte, quello che sappiamo

Marte è il quarto pianeta del Sistema Solare, in ordine di distanza da Sole, ed è l’ultimo dei pianeti terrestri. Viene anche chiamato il ‘pianeta rosso’, perché a causa delle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono, assume un colore rossastro. La sua temperatura superficiale oscilla tra −120°C e −14°C, ha un’atmosfera molto rarefatta, ha l’inclinazione dell’asse di rotazione e la durata del giorno simili a quelle terrestri. Il suo diametro medio è di 6.780 km, ha un volume di 1,6318×1020 m³ e una massa di 6,4185×1023 kg. È possibile vederlo ad occhio nudo, solitamente appare di un marcato colore giallo, arancione o rossastro, la luminosità, invece, è variabile.

Immagine rappresentativa della struttura interna di Marte

Marte si è formato tra 4,1 e 3,7 miliardi di anni fa, assieme agli altri pianeti terrestri. Durante la sua formazione fu colpito da un intenso bombardamento di meteoriti (stessa cosa avvenne anche sulla Terra), circa il 60% della superficie marziana presenta crateri da impatto, il più grande è nell’emisfero settentrionale ed ha un diametro di 10.000 km. Si pensa che questo cratere si sia formato quando, un planetoide delle dimensioni di Plutone, si è scontrato con Marte, lasciando questo enorme solco che occupa il 40% circa della superficie del pianeta. Nello stesso periodo si è formata una zona, chiamata Tharsis, intensamente soggetta al fenomeno del vulcanesimo in maniera molto attiva, di cui, ancora oggi, ne abbiamo traccia. Per quanto riguarda la struttura interna del pianeta, la si può suddividere in crosta, mantello e nucleo. La crosta è ricca in basalto, ma in alcune zone sono presenti grandi quantità di silicio, la superficie è ricoperta in gran parte da ossido di ferro che gli conferisce il tipico colore rosso. Il mantello è più denso di quello terrestre, ed è composto prevalentemente da silicati, ma contiene anche olivina, clinopirosseni, ortopirosseni e granati. Il nucleo è composto principalmente da ferro e nichel, con una piccola percentuale di zolfo, probabilmente è solido, ma viscoso. Per quanto riguarda la presenza di acqua e le tempeste marziane potete leggere questo articolo https://www.ilsuperuovo.it/le-tempeste-di-sabbia-di-the-martian-sono-irreali-ecco-come-sono-realmente/ . Marte non presenta, ad oggi, la magnetosfera, ma si pensa che sia scomparsa circa 4 miliardi di anni fa. L’atmosfera marziana è composta da anidride carbonica (95%), azoto (2,7%), argon (1,6%), vapore acqueo, ossigeno e monossido di carbonio. Recentemente è stata scoperta la presenza di gas metano nell’atmosfera marziana, ed in alcune zone anche in grandi quantità, parliamo però di circa 10 ppm (parti per milione), in unità di volume.

Laura Messina

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