Il SopravvissutoThe Martian, film di fantascienza di Ridley Scott, è uscito nelle sale cinematografiche nel 2015 e parla di Mark Watney che durante una tempesta di sabbia su Marte viene colpito da alcuni detriti e, creduto morto dal suo equipaggio, viene abbandonato sul pianeta. Il film mostra come Mark riesca a sopravvivere su un pianeta inospitale e con poche risorse a sua disposizione. Ma è tutta fantascienza? In realtà no, infatti i piani della Nasa sono quelli di portare l’uomo su Marte ed, in futuro, di colonizzarlo.

Le tempeste su Marte: non poi così devastanti come nel nostro immaginario

Animazione girata da Curiosity nell’arco di due settimane del mese di giugno 2018, durante una tempesta di sabbia globale, su Marte (immagine presa da focus)

Ogni anno Marte è colpito da tempeste, più o meno grandi, che vengono denominate ‘tempeste di sabbia’. Le tempeste di sabbia sono innescate dalle radiazioni solari che riscaldano l’aria a contatto con il suolo, questa risale trasportando con se particelle di polvere ed a causa di una bassa attrazione gravitazionale si possono formare muri di sabbia fino a 60km (da notare che l’attrazione gravitazionale su Marte è circa 1/3 di quella sulla Terra, quindi il ‘modo di camminare’ è molto più simile a quello della Luna, ovvero saltellando, e non si può assolutamente camminare normalmente come invece si vede nel film). Raramente una di queste tempeste ricopre tutto il pianeta, circondandolo e prende il nome di ‘tempesta di sabbia globale’ (circa una ogni tre anni marziani che corrispondono a cinque anni e mezzo terrestri). La velocità massima che può raggiungere il vento è di 100km/h, ma considerando che la densità atmosferica di Marte è 1/100 di quella terrestre, verrebbe percepito un leggero vento, che non è assolutamente in grado di spostare macchinari (come invece si vede proprio nei primi minuti di film). L’unico pericolo è rappresentato dai granelli di sabbia che, essendo debolmente elettrostatici, si attaccano facilmente alle attrezzature causando problemi nel caso in cui finiscano negli ingranaggi o sui pannelli solari. L’ultima ‘tempesta di sabbia globale’ è avvenuta i primi di giugno 2018. In seguito a questa tempesta Opportunity, alimentato a energia solare, dopo la celebre frase ‘my battery is low and it’s getting dark’, non si è più risvegliato, mentre Curiosity ha un’alimentazione elettrica nucleare, ed è quindi sopravvissuto alla tempesta.

Cibo: il suolo marziano è fertile?

In questa scena, dal film ‘The Martian’, Mark sta coltivando patate

Nel film vediamo che Mark coltiva delle patate, in una stanza dove può tenere sotto controllo i livelli di ossigeno e usando come fertilizzante le sue feci. Ma è davvero possibile ciò? Sicuramente prima di poter coltivare una pianta il terreno andrebbe trattato in modo da rimuovere sostanze che danneggerebbero le piante, come i perclorati e il perossido di idrogeno, ma non è sufficiente, perché è verosimile che nel terreno ci siano batteri che potrebbero attaccare e uccidere le piante.

E l’acqua?

Le onde radar emesse dal Mars Express Orbiter sono riflesse in modo differente dai vari strati del suolo e del sottosuolo (foto presa da focus)

Tempo fa è stata trovata acqua ghiacciata ai poli. Nel luglio 2018 un’analisi dei dati raccolti dal radar Mars Express, ed analizzati da un gruppo di ricercatori, guidato da Roberto Orosei (INAF, Istituto nazionale di astrofisica) ha scoperto l’esistenza di un lago di 20 km di diametro a 1.5 km di profondità, al di sotto della calotta glaciale. Ciò è possibile perché la calotta crea un isolamento termico permettendo all’acqua di non ghiacciarsi, esattamente come al di sotto delle calotte terrestri, dove sono presenti laghi. Poiché su Marte le temperature ai poli sono più basse di quelle antartiche, non è sufficiente la calotta glaciale e la sua pressione per avere acqua liquida a un chilometro e mezzo di profondità, c‘è però un elemento in più rispetto all’ambiente polare della Terra, le grandi quantità di sali disciolti nell’acqua. Sulla superficie di Marte sono stati trovati sali di sodio, magnesio e calcio, che possono portare il punto di fusione dell’acqua a -74 °C. Ma quindi, vista la presenza di acqua, quanto siamo vicini davvero a colonizzare Marte?

Laura Messina

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