L’analisi prossemica della nuova accattivante serie tv di Sky Atlantic su John Brown

Jhon Brown era il celebre abolizionista americano, che finì impiccato poco prima della guerra di secessione, oggi Now tv e Sky atlantic ne hanno creato una serie tv. In questo articolo analizzerò la veridicità della serie tv riguardo la reale storia di questo attivista politico.

 

John Brown è stato un attivista fautore dell’abolizionismo negli Stati Uniti D’America, dedito alla causa dell’Underground Railroad, che sosteneva e credeva nell’insurrezione armata come l’unico modo per risolvere la schiavitù negli USA. Fu uno dei protagonisti del massacro di Pottawatomie , comandò nella battaglia di black jack  e anche nella battaglia di Osawatomie. Gli venne dedicata una canzone divenuta subito assai popolare, John Brown’s Body, una marcia ed inno di battaglia informale delle truppe dell’Union Army durante la successiva guerra civile che lo ritrae come un martire. Le tattiche utilizzate lo rendono ancora oggi una figura controversa. A volte viene ricordato come un eroe e un visionario, talvolta invece visto come un pazzo e un terrorista. Centocinquantanove anni dopo avergli dedicato una canzone, oggi Ethan Hawke e Mark Richard, gli dedicano anche una serie tv, che verrà trasmessa su Now Tv e Sky Atlantic, divisa in sette puntate, che raccontano le più grandi gesta di questo attivista.

 

Tra storia e finzione

Quella dell’abolizionista John Brown è una figura incredibilmente controversa delle pagine di storia degli Stati Uniti d’America. Pensate che alcuni lo ritengono un eroe, un esempio, un simbolo. Altri invece lo descrivono come un terrorista, un folle invasato. Il perché di questa delineata conflittualità nell’immaginario collettivo è da ricercare nel suo modus operandi. L’attivista, deceduto nel 1859 e protagonista di una nota canzone popolare, riteneva che solo con l’insurrezione armata fosse possibile porre fine alla schiavitù. Deluso dal pacifismo promosso da abolizionisti ben più pacati, John Brown si fece notare durante il periodo oggi noto come Bleeding Kansas. Proprio in questi anni di violenti scontri tra schiavisti e abolizionisti è ambientata The Good Lord Bird (nel 1859) mini-serie che prova a descrivere un personaggio così discusso, nel bene e nel male. Nel trailer di The Good Lord Bird si parla di una produzione basata su fatti realmente accaduti. “Questa storia è vera” si legge. In realtà, nel drama creato da Ethan Hawke (che presta anche il volto al Capitano John Brown) c’è anche qualcosa di inventato. Ecco cosa c’è da sapere sulla serie evento tratta dal romanzo di James McBride. Conoscere John Brown attraverso lo sguardo di un quattordicenne che – come il Capitano e “adottato” da quest’ultimo – spera di poter assistere alla definitiva caduta degli schiavisti negli Stati Uniti d’America.  The Good Lord Bird, dal 7 ottobre 2020 in Italia su Sky Atlantic, racconta gli ultimi anni dell’abolizionista di Torrington, dall’incontro a New York con Frederick Douglass alla tappa in Canada per reclutare uomini, fino al grande piano per l’attacco all’arsenale federale della città di Harper’s Ferry.

 

 

 

 

Le riprese, il cast e il luogo

The Good Lord Bird è stata girata principalmente a Richmond, Virginia. Un’intero set è stato allestito per l’occasione, con spostamenti verso Belle Isle, Three Lakes Park e Chuch Hill. Riconoscibili inoltre la Bolling Haxall House (antico edificio situato a Richmond e noto anche come Woman’s Club) e la Tuckhahoe Plantation (costruita nella prima metà del 18esimo secolo per gli schiavi che lavoravano nelle piantagioni. Nella mini-serie in Italia su Sky Atlatic si intravedono elementi dell’ambiente condivisi con TURN, trasmessa dal 2014 al 2017. In una scena di The Good Lord Bird, ad esempio, è visibile la chiesa bianca in legno che nella serie AMC è stata utilizzata come Setauket Presbyterian Church.  Nei panni di Jhon Brown ritroviamo un bravissimo Ethan Hawke, anche co-regista di questa serie tv.

Questa è una storia vera e in gran parte accaduta

Si legge nelle note di inizio, narrate da Onion, un personaggio narrante creato apposta per l’occasione.

 

 

E’ stata una buona idea quella di Hawke?

Assolutamente si. Questa mini-serie è stata studiata nei minimi dettagli, per essere raccontata come la storia vera di questo “eroe” ma con inserti di finzione, per appunto rendere la storia ancora più accattivante e credibile. Vuole lasciare lo spettatore incollato, con quella sensazione di dubbio, quella che tutti proviamo quando guardiamo la nostra serie tv preferita. Dal punto di vista mediatico, ha fatto ampiamente parlare di sè, molti giornali, blog hanno scritto di questa attesissima serie tv, dobbiamo anche dare il merito alla pubblicità, che è da qualche mese che ci bombarda, all’arrivo di una nuova e grande emozionante serie tv, che racconta un pezzo di storia americana. Vorrei spendere anche qualche parola per il trailer, che ci lascia con il fiato sospeso ad ogni frame, e fa in modo di incuriosire chi ancora non ha avuto la possibilità di cominciare questa appassionante serie tv.

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: