fbpx
La tragedia: tra Suspiria di Luca Guadagnino e la poetica di Aristotele

Nel 2018 è uscito il remake dell’opera del 1977 di Dario Argento: Suspiria, diretto da Luca Guadagnino. La pellicola può essere osservata criticamente attraverso l’opera di Aristotele “Poetica” in cui esamina la tragedia e l’epica.

Suspiria: l’angosciante opera di Luca Guadagnino

Come annunciò precedentemente Guadagnino: l’opera non si tratta di un vero e proprio remake, ma un semplice omaggio alle vibranti emozioni che sentì la prima volta che guardò il film di Dario Argento. L’autore siciliano svolge, dunque, una fenomenale rilettura personale, si arriva addirittura a provare difficoltà nel chiamare Suspiria un puro film horror a causa della ricchezza e dell’intensità degli argomenti trattati.L’opera è divisa in sei atti più un epilogo (1977, Palazzi di Lacrime, Prendere in prestito, Nella Casa della Madre- Tutti i Piani sono Tenebre, Suspiriorum, Una pera a Fette). Con un’insolita lentezza, focalizzando l’attenzione sulla danza, sulla creazione di un’atmosfera agghiacciante, atroce e gelida attraverso suoni normalmente calmi e soavi come i respiri, i passi e i silenzi ma uditi in una chiave atipica come il ripetersi ossessivo delle medesime scene e visioni oniriche creano una sinfonia travolgente, terrificante e claustrofobica ma a dirla tutta, anche esteticamente affascinante e piacevole.

La trama è piuttosto lunga e complessa: Una ballerina americana, Susie, proveniente dall’Ohio (interpretata da Dakota Johnson) si trasferisce nella città di Berlino per iniziare un percorso di danza nella celebre “Markos Tanz”. Attraverso intrighi, note dolenti e passi falsi si scopre che non è tutto come sembra: la scuola è capitanata da una congrega di streghe e la danza, nonostante sembri l’elemento più rimarchevole, si rivela essere soltanto una farsa, un mero sipario sotto il quale si cela l’agghiacciante mondo delle tre streghe composto da sabba, morti violente, assassini e lotte di supremazia.

La poetica aristotelica come tramite per giudicare l’atto finale: Suspiriorum

Il fine ultimo della dettagliata ma frantumata opera di Aristotele è affermare che la tragedia è nettamente superiore rispetto agli altri generi poetici, nel corso dell’opera ne dimostra la causa. A differenza di Platone che evidenzia l’elemento della molteplicità e della dispersione delle figure – a causa della ricchezza degli elementi presenti in tale opera – come un tratto negativo. Aristotele è uno dei primi a ribaltare la situazione e a considerare positivo ciò che precedentemente fu considerato una pecca, una mancanza da parte della tragedia. Innanzitutto il dramma, afferma il filosofo stagirita, pone i pragmata, gli avvenimenti, le azioni davanti gli occhi degli spettatori e in questo modo fa risaltare l’essenza di ciò che sta avvenendo. Nella tragedia si ha movimento, azione, ossia la sostanza delle cose in divenire, delle cose che mutano il proprio corso, che si trasformano. La netta superiorità della tragedia sta nella combinazione totale dei piaceri: la vista, l’udito- a causa della presenza del coro o della musica durante l’età moderna e contemporanea- e la pienezza del tragico, di azioni drammatiche. E sono proprio queste azioni così tanto ricche di pathos che suscitano una partecipazione totale sul piano estetico e emotivo, suscitano dapprima pietà e terrore, tuttavia ciò ha come effetto il sollevare e purificare l’animo di queste profonde passioni.

L’atto finale di Suspiria, riletto con chiave classica, ha come fine ultimo proprio ciò che designa Aristotele: provare una sensazione esteticamente piacevole attraverso la trasformazione di emozioni forti, drammatiche e piene.

Nell’atto finale, il “Suspiriorum”, durante il rito che avrebbe procurato un nuovo corpo alla strega Helena Markos, quello di Susie, assistiamo alla rivelazione: la ballerina è in realtà la Mater Suspiriorum. La “tragedia” culmina con un tripudio di morte, assassini e sangue (presente nella scena in modo prettamente kubrickiano) provocati dall’invocazione della morte, apparsa in forma cadaverica, da parte della nuova Mater, Susie.

Silvia Cherillo

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: