La morte non è altro che una transizione? The OA incontra il platonismo

Il corpo è destinato a morire ma che fine spetta alla coscienza? Muore anch’essa o continua a vivere in altre dimensioni? Non potremo mai dare una risposta ma Prairie non si arrende.

Sono passati sette anni dalla sua sparizione e il ricordo di Prairie Johnson sembrava affievolirsi anche per i suoi genitori adottivi. Fu un video su YouTube, portato all’attenzione della madre, che dimostrò che lei era viva e, soprattutto, nascondeva qualcosa.

The Original Angel

La contorta e affascinante serie Netflix ruota attorno alla figura di Prairie, una donna con un passato molto travagliato che la perseguiterà per sempre. Di origini russe, nel pieno della sua infanzia fu vittima di un incidente stradale che la portò a perdere la vista ma, come per un miracolo, riuscirà a riottenerla diversi anni dopo. Quell’incidente la porterà a vivere un’esperienza pre morte, che la benedirà e, allo stesso tempo, costituirà la sua più grande maledizione. Assieme ad altri cinque individui darà vita a un gruppo all’interno del quale porterà chiarezza sulle motivazioni della sua sparizione e su ciò che visse in quei sette lunghi anni. Per gli altri lei non era semplicemente Prairie ma The OA, ovvero the Original Angel  (PA nel doppiaggio italiano, Primo Angelo). Lei aveva uno scopo: doveva compiere i cinque movimenti per poter morire e spostarsi su una dimensione parallela. Può sembrare strano e complicato, per certi versi molto fantascientifico (e lo sarà) ma non voglio fare troppa chiarezza su questo punto poiché sarà il fulcro di tutta la trama e questa serie merita di essere guardata.

I cinque movimenti

Sembra di assistere ad una danza, come appartenente a un’antica tribù. Servivano cinque persone per poter rendere efficace questa coreografia ed era necessario un forte legame tra di essi. Attraverso questi movimenti è possibile cambiare il corso della vita, sconfiggendo la morte o accogliendola. La bellezza della scenografia lascia senza fiato, per poi farci sobbalzare ad opera compiuta. La strada per poterli apprendere tutti sarà lunga e difficoltosa, soprattutto quando una figura cardine ne verrà a conoscenza: Hap, un medico dedito alla studio e alla sperimentazione, eticamente molto discutibile, nell’ambito delle esperienze pre morte e alla ricerca della dimostrazione di una vita seguente la morte. Il principio dei movimenti si può facilmente ricondurre alla filosofia platonica per via del ruolo che egli attribuiva al movimento e all’automovimento. L’immortalità dell’anima sarebbe dovuta alla capacità del potersi muovere poiché, secondo Platone, ciò che si muove è sempre immortale. A seguito di questo principio non vi può essere una fine in quanto non può né nascere né morire.

La Mort de Socrate, Jacques-Louis David, 1787, olio su tela.

Platone e Socrate: che cos’è la morte? Cosa ci aspetta?

La visione platonica dell’anima e della vita ultraterrena è stata di grande ispirazione e condivisa dal Cristianesimo fino ai giorni nostri, ponendola come sostegno della teoria cristiana. La morte non è altro che un evento che sancisce la finisce di un corpo e l’inizio di una nuova vita per l’anima. All’interno della serie tv non ci si riferisce esplicitamente all’anima ma ci si concentra sulla coscienza, poiché essa sarebbe in grado di mantenere i ricordi delle esperienze passate. Sarebbe come poter rivivere nuovamente ma con i ricordi delle vite precedenti. Platone si avvicinava molto a questa visione attraverso la reminiscenza. L’uomo ricorda perché la sua anima ha vissuto precedentemente in un corpo per poi abbandonarlo e dirigersi in una dimensione ultraterrena. Il corpo viene perciò visto come una sorta di fardello dal quale liberarsi.

Nel dialogo che segue, Platone ripropone una conversazione tra Socrate e Simmia a riguardo di ciò che è la morte, ovvero una semplice separazione tra il corpo e l’anima.

–  […] Riteniamo noi che la morte sia qualche cosa?.

–  Certo, disse Simmia.

–  E riteniamo che sia altro che non una separazione dell’anima dal corpo? E che essere morto non sia altro che questo: da un lato, l’essere il corpo, separatosi dall’anima, da sé solo, e dall’altro, l’essere l’anima, separatasi dal corpo, da sé sola? O dobbiamo ritenere che la morte sia qualcos’altro e non questo?.

–  No, questo, disse.

Platone, Fedone

 

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