In Paradiso c’è un caffè sospeso pronto per Luciano De Crescenzo

La morte del filosofo-scrittore De Crescenzo ci offre l’occasione per parlare di una stravagante tradizione napoletana: il caffè sospeso

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La scomparsa di De Crescenzo

Dopo la morte di Andrea Camilleri, un altro grandissimo uomo di cultura ci ha lasciato in questi ultimi giorni, Luciano De Crescenzo. Si è spento ieri, 18 Luglio 2019, a causa di una polmonite, alla veneranda età di 90 anni. Grande viavai oggi per la camera ardente allestita in Campidoglio. Tra i presenti anche gli amici Renzo Arbore e Mara Venier.

Dopo essersi laureato in ingegneria idraulica con il massimo dei voti presso l’Università “Federico II” di Napoli, ha lavorato per un ventennio al servizio dell’IBM, prima come addetto alle pubbliche relazioni e poi come dirigente. Solamente nel 1976 si “converte” al lato umanistico, favorito anche dall’interessamento di Maurizio Costanzo, che ha curato l’uscita della sua prima e più famosa opera: “Così parlò Bellavista“. In quegli anni acquisisce grande visibilità tramite il talk show “Bontà loro“, condotto sempre da Costanzo, tanto che il suo libro raggiunge le 600.000 copie vendute e viene tradotto un po’ in tutto il mondo.

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Camera ardente in Campidoglio allestita per De Crescenzo

Un uomo dalle mille risorse

De Crescenzo, nella sua attività da scrittore, ha saputo conciliare la materia divulgativa e quella romanzata. Spesso, è stato soggetto di aspre critiche da parte dei più invidiosi per via del suo stile talvolta ironico, reputato “inadatto” ad una materia “alta” come quella filosofica. I suoi studi si sono concentrati principalmente sulla filosofia greca e medioevale; solo in parte si è dedicato alla filosofia moderna e contemporanea. Sulla filosofia greca ha persino condotto un programma televisivo Rai “Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi”, dedicato agli antichi miti greci. Tra le sue opere più importanti possiamo annoverare saggi divulgativi quali “Storia della filosofia greca”, “I Presocratici”, “Storia della filosofia greca – Da Socrate in poi”, “Storia della filosofia medievale”, “Storia della filosofia moderna – da Niccolò Cusano a Galileo Galilei”, “Storia della filosofia moderna – da Cartesio a Kant”, e ancora scritti d’altra impronta come “Ulisse era un fico”, “Fosse a’ Madonna”, “Garibaldi era comunista”, “Gesù è nato a Napoli” e “Il caffè sospeso”.

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“Il caffè sospeso”, una delle ultime opere di De Crescenzo

Il caffè sospeso ieri e oggi

A quest’ultima pubblicazione si deve il merito di aver reso nota ai meno informati una particolare tradizione partenopea: il caffè sospeso, per l’appunto. Si tratta di una tradizione nata durante la II Guerra mondiale. La gente era solita pagare due caffè, uno per se stessi e l’altro per i più bisognosi.  Non mancavano di certo i “furbetti“, che si affacciavano alla porta dei bar pronti ad approfittare più volte nell’arco di una giornata di questa occasione. Il caffè sospeso non è solo un filantropico e benevolo gesto, bensì un’occasione per fare amicizia e solidarizzare. Forse, non è un caso che sia nato proprio nel corso della II Guerra mondiale, periodo in cui i legami avevano la forza di distrarre gli animi dagli orrori. Lo stesso De Crescenzo scriveva di aver “conosciuto un brav’uomo, bisognoso di fare amicizie, che di “sospesi” ne pagava addirittura cinque“.

Man mano che passavano gli anni, questa abitudine si affievoliva sempre più, tanto da diventare una rara occasione per i meno abbienti. Pare che il famoso attore Totò fosse solito pagare una quindicina di caffè sospesi ogni giorno. Al giorno d’oggi la tradizione si è un po’ persa, anche se, nel 2010, il celebre bar napoletano “Gambrinus“, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di attività ha portato avanti un’iniziativa di “ripresa della tradizione”.

Ora, il dubbio è: chissà se in Paradiso ci sia, pronto da bere per De Crescenzo, un caffè sospeso…nel Cielo.

Mattia Vitale

 

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