In Germania, nelle case di cura, arriva ora la terapia a base di videogame. La console per anziani, realizzata ad Amburgo, si chiama MemoreBox ed è destinata ad essere diffusa in oltre 100 case di cura tedesche. Il videogame sfrutta il Kinect (videocamera di Xbox), e permette ai giocatori di cimentarsi in giochi tra cui Ping Pong e Bowling. Il dispositivo registra i gesti del giocatore e li riproduce sullo schermo. Questo tipo di movimenti stimola la mente e il corpo, permettendo loro di fare leggeri esercizi e di divertirsi allo stesso tempo. Un’altra fonte di motivazione è data dalla competizione che si instaura tra i partecipanti, ma aumenta anche i rapporti nei giochi di squadra, rendendo così lo sforzo fisico non meramente fine a se stesso.

Uno studio dell’Università dell’Iowa ha inoltre evidenziato come l’utilizzo di videogame da parte degli anziani ne rallenti l’invecchiamento cognitivo. Questo genere di giochi può infatti incrementare la velocità dei processi di elaborazione mentale e rallentare il declino cognitivo e le conseguenze negative sulla memoria, l’attenzione, la percezione e la soluzione dei problemi. Lo studio ha testato e monitorato le capacità cognitive di un gruppo di 681 adulti sani over 50. Questi sono stati monitorati nell’utilizzo del gioco “Road Tour”, che prevede l’identificazione rapida di un veicolo in corsa. Il gioco permette di migliorare le funzionalità cognitive della mente, velocizzandole e affinandole. I risultati della ricerca evidenziano come i soggetti che hanno giocato almeno per dieci ore hanno ottenuto un miglioramento cognitivo pari a tre anni dopo un solo anno di test. Un gruppo che si è sottoposto invece a quattro ore aggiuntive di allenamento, ha guadagnato quattro anni in più.

Benefici dei videogiochi 

I videogiochi e i brain training sono delle modalità che possono essere facilmente applicabili al trattamento dei disturbi mentali. Questi possono essere infatti visti come un allenamento di alcune attività cerebrali. L’utilizzo costante (ma responsabile e non esagerato) di videogame sembrerebbe infatti portare ad un incremento della funzionalità di aree come ippocampo, corteccia prefrontale e cervelletto. Il primo è implicato nei processi di memoria e di navigazione spaziale, l’attività della prefrontale invece è associata al controllo dell’azione in relazione ai propri obiettivi. Il cervelletto, infine, è associato principalmente al controllo motorio. Proprio queste aree sono quelle danneggiate da patologie come schizofrenia, disturbi dell’umore (come la depressione) e soprattutto da patologie neurodegenerative (e dall’invecchiamento)

I diversi videogiochi sono costruiti a partire da alcuni compiti neurofisiologici (Simon task, go-no go emotivo, flanker task,…). Questi compiti sono già utilizzati efficacemente per migliorare il controllo cognitivo. Con questa espressione si intende l’abilità di esercitare un certo grado di controllo sui propri processi mentali e comportamenti, e la capacità di controllare il focus dell’attenzione per poter raggiungere un obiettivo. I videogiochi inizialmente sono semplici, questo perché prevedono che il giocatore non sia già esperto. L’apprendimento inizia quindi sin da subito mentre i vari livelli si fanno gradualmente più complessi, portando a sviluppare nuove strategie per far fronte ai livelli. Il nostro ippocampo è quindi stimolato da ciò e questo aiuta a contrastarne il deterioramento dovuto all’avanzare dell’età.

Coach dei videogame

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania, hanno affiancato ai giocatori un coach che li invitava a pensare ai problemi della vita come agli ostacoli di un gioco. È stato osservato come una sessione di gioco di 30 minuti (ripetuta nei giorni) possa aiutare a sentirsi più fiduciosi in se stessi e aumentare la capacità di vedere i problemi da diversi punti di vista. Il fattore principale sta proprio nel concentrarsi sulle capacità richieste dal videogioco. Riflettere sulle qualità che i videogiochi sviluppano in noi può risultare quindi prezioso ed utile nella quotidianità. 

Alcuni aspetti dell’argomento possono essere approfonditi nel seguente articolo: https://ilsuperuovo.it/il-valore-terapeutico-dei-videogiochi/

Marco Prevedello

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