I’ll never love again: l’estremo addio da A Star is born a Foscolo

La morte della persona amata lascia vuoti incolmabili difficili da spiegare, come inidentificabile è l’impotenza davanti allo sgretolarsi del proprio amore. Ally di A star is born non amerà mai piú, Foscolo, invece, sarà portavoce dell’amore di Jackson.

Scena del film A star is born

Il remake del musical A star is born (2018) diretto da Bradley Cooper ha fatto innamorare tantissimi spettatori. La pellicola ha fatto tanto parlare di sé e l’intesa tra Bradley Cooper e Lady Gaga lascia ancora molto adito al gossip. Il film non ci ha trasmesso solo questo, si può dire che la semplicità della trama (quasi verosimile) e dei sentimenti trattati ha fatto ritornare le menti a sognare come nostre queste storie con un po’ di miele. Al di là di tutto, le performance canore dei due protagonisti sono state talentuose, ma i testi delle canzoni hanno riempito i social, scalando classifiche e guadagnandosi notevoli premi.

Ormai è cosa nota che le canzoni siano una forma poetica di grande impatto, se solo pensiamo che i poemi epici dei grandi autori latini venivano accompagnati musicalmente, si può bene intendere che questo tipo di poetica abbia una certa risonanza. Le canzoni di questo film hanno toccato il cuore e smosso gli animi con purezza e semplicità, caratteristiche che appartengono ai sentimenti di ciascuno spettatore. Per quanto il finale non fosse per nulla inaspettato, la goccia che ha fatto straripare dighe di lacrime è arrivata con l’ultima e dirompente canzone alla fine del film, I’ll never love again, diventata poi colonna sonora ufficiale.

Scena del film A star is born

L’impotenza e l’amore eterno

Il testo della canzone si presenta a tutti gli effetti come un testo poetico, nella prima parte c’è il rammarico della protagonista per non aver potuto dire addio al suo amore :«Vorrei poterlo fare /Avrei voluto poterti dire addio /Avrei voluto dirti che volevo /Forse avrei persino pianto per te /Se avessi saputo che sarebbe stata l’ultima volta /Mi sarei spezzata il cuore in due /Cercando di salvare una parte per te». Nel ritornello, oltre al forte dolore, viene espressa la volontà di conservare quell’amore eternamente. Nessun’altro sarebbe capace di riportare una luce tale, nella sua vita: «Non voglio sentire un altro tocco /Non voglio iniziare un altro fuoco /Non voglio conoscere un altro bacio /Nessun altro nome pronunciato dalle mie labbra /Non voglio dare il mio cuore /Ad un altro sconosciuto /Oppure iniziare un altro giorno /Non lascerò nemmeno entrare la luce del sole /No, non amerò mai più ».

Tutte le negazioni rivolte a se stessa, il continuo negarsi la possibilità di un futuro di nuovo felice vogliono dimostrare quanto l’amore travolga rendendoci impotenti di fronte al dolore del distacco. Subito dopo viene ricalcata un’immagine molto forte: «E voglio fingere che non sia vero […] che te ne sei andato/Perché il mio mondo continua a girare e girare e girare e non mi muovo». Il dolore rende immobili, impassibili, impotenti, è questo il tipo di vuoto che resta quando veniamo lasciati per sempre? Un vuoto che sovrasta ogni cosa e che quasi diventa presenza. Una figura che non permetterà l’ingresso a nient’altro, «nemmeno entrare la luce del sole». Inesorabilmente niente e nessuno potrà riportare tutta la felicità trascorsa e in tutto si perde ogni forza per ricostruire un amore nuovo: «Non lo farò /Non giuro che non posso /Vorrei poterlo fare ma non lo farò /non amerò mai più /Non amerò mai /Ancora /Chi …»

L’ultimo addio, dolore di ogni tempo

Sofferto e struggente, questo meraviglioso testo riporta alla mente un’innumerevole quantitá di poesie, atrraversado ogni epoca, dalla più vicina alla più lontana. Ci potrebbe essere l’imbarazzo della scelta, ma per adesso soffermiamoci sul profondo e instancabile animo di Foscolo (1778-1827) e sull’estratto da una sua prosa. Ne Le ultime lettere di Jacopo Ortis (1802) c’è un estremo addio ad un amore (da lui stesso dichiarato) concepibile a nessun altro. Sentimento che mostra la sua dirompente potenza e, come un tornado, lascia solitudine e distruzione: «T’amai, dunque, t’amai, e t’amo ancor di un amore che non si può concepire che da me solo». Allo stesso modo di I’ll never love again, la semplicità del linguaggio rende la descrizione del sentimento fedelissima, pura, senza alcun gioco stilistico o linguistico. Anche se è lui ad abbandonare questo amore e questa Terra, appare ancora una volta quella sensazione di enorme impotenza che rende l’amore unica e sola ragione di felicità.

ritratto di Ugo Foscolo

«È poco prezzo, o mio angelo, la morte per chi ha potuto udir che tu l’ami, e sentirsi scorrere in tutta l’anima la voluttà del tuo bacio, e piangere teco». Tutto ha un diverso peso quando è possibile assaporare la gioia e la vita attraverso l’amore, anche la morte vale di meno. «Io sto col piè nella fossa: eppure tu anche in questo frangente ritorni, come solevi, davanti a questi occhi che morendo si fissano in te, in te che sacra risplendi di tutta la tua bellezza». perché proprio questo estratto? Al fine di avere un punto di vista diverso, capire cosa percepiscono le persone che ci abbandonano, che la loro consapevolezza è dolorosa come la nostra mentre li guardiamo andare via. È Foscolo quindi a spiegare le emozioni dietro l’atto estremo di Jackson, azione che sarà indipendente dalla persona amata e dal suo totalizzante sentimento. Ci saranno sempre vuoti difficili da colmare, ma non sono forse i ricordi quelli che prenderanno il posto del dolore?

Simona Lomasto

1 thought on “I’ll never love again: l’estremo addio da A Star is born a Foscolo

  1. Simona hai scritto un articolo bellissimo.
    Complimenti !!!
    Lo rileggerò spesso più che volentieri anche perché alcune frasi riflettono il mio stato d’animo attuale… e mi fanno stare un po’ meglio.

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