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Il volto del tradimento mostrato dal Cenacolo Vinciano e da Alex DeLarge

Scopriamo il legame tra il tradimento subito da Cristo e rappresentato nell’affresco leonardesco, e quelli subiti dal personaggio di Alex DeLarge nel capolavoro di Kubrick “Arancia Meccanica”.

“La Morte di Cesare” di Vincenzo Camuccini

Il tradimento è indubbiamente una macchia incancellabile sia per chi lo subisce sia per chi lo perpetra, si tradiscono e si viene sempre più spesso raggirati anche da persone vicine: partner, amici, datori di lavoro e familiari; non sempre esistono i mezzi per smascherare le menzogne di qualcuno di cui ci si fida ciecamente, anche se scopriremo che a volte la scienza ci viene timidamente in aiuto.

L'”Ultima Cena” di Leonardo: gesti, movimenti ed espressioni

Il Capolavoro leonardesco del “Cenacolo” è rovinato, dipinto con una tecnica sperimentale destinata al deterioramento, bombardata durante la WWII e poi infine restaurato e fruibile per la nostra ammirazione; lo stato in cui verte rimane pietoso, ma leggibile; tuttavia questo è l’aspetto estrinseco dell’affresco, cosa si nasconde intrinsecamente nella scena che il genio di Leonardo ha deciso di rappresentare?

Siamo nel momento della Cena Domini, in cui Gesù annuncia ai suoi apostoli il tradimento da parte di uno di loro: le reazioni dei commensali sono tra le più disparate, e presentano uno studio sul body language da parte di Leonardo piuttosto sofisticato in realtà, sì perché, pochi se ne accorgono, ma in questo affresco gli apostoli, parlano, con le mani e con il viso.

Soprassedendo sui nomi dei discepoli  (che sono nella didascalia dell’immagine), è interessante analizzare alcune espressioni facciali e gestuali da loro assunte in seguito all’annuncio del Maestro.

Troviamo lo sgomento, rappresentato in maniera piuttosto forte da Giuda Taddeo, troviamo la curiosità e perplessità di Filippo che chiede palesemente “sono forse io?”, troviamo anche la puntualizzazione in Andrea, che mette avanti le mani come per dire “ah io non c’entro eh” ed infine Giacomo Maggiore allarga le braccia come per dire “Cosa?! sei impazzito?!”.

Ma in un personaggio in particolare troviamo anche l’incredulità, non all’annuncio del tradimento in sé, ma al fatto che Cristo già sapesse che uno dei suoi discepoli lo avrebbe compromesso, e troviamo infatti un Giuda Iscariota che guarda con ansia, nervosismo ed interrogazione verso la figura di Cristo stringendo nervosamente nelle mani il sacchetto con il prezzo del suo tradimento.

Cenacolo Vinciano. I personaggi da destra: Simone, Giuda Taddeo, Matteo, Filippo, Giacomo Maggiore, Tommaso, Cristo ,Giovanni, Giuda Iscariota, Pietro, Andrea, Giacomo e Bartolomeo.

Il linguaggio del corpo ci può aiutare a smascherare le bugie?

Sì, ognuno di noi, quando mente, dalla più piccola alla più grave bugia, manifesta delle reazioni corporee involontarie, in genere: sudorazione fredda, balbuzie, aumento improvviso del battito cardiaco e del ritmo respiratorio, erubescenza, secchezza delle fauci, sguardo ballerino, mancata capacità di formulare la frottola a ritroso ecc.

Ma questi segnali sono sempre accurati? non proprio, bisogna sì, affidarsi alla scienza, ma bisogna anche usare l’intuito, magari qualcuno a cui stiamo facendo una domanda ha qualche disfunzione respiratoria che lo fa respirare in modo affannoso, oppure qualche problema ormonale che lo fa sudare in modo smodato, oppure è paonazzo in viso perché gli piace particolarmente il vino rosso.

Per ulteriori precisazioni sul tema legato al body language e le menzogne, si consiglia la lettura di un paio di interessanti libri: “i segreti del linguaggio del corpo” di Marco Pacori, e “Il linguaggio segreto del volto” di Anna Guglielmi; nonché la visione della serie televisiva “Lie to me”, con Tim Roth nei panni di Kal Lightmann, un esperto di body language che grazie alle sue conoscenze smaschera svariati reati.

L’esempio di Alex DeLarge

Alex DeLarge con i suoi “drughi” (amici), secondo la storia ispirata dal romanzo di Anthony Burgess, passa i suoi pre-serata in un bar che a sorseggiare lattepiù, una fantomatica bevanda contenente droghe che stimolano l’esercizio di una ancor più fantomatica ultra-violenza, tradotta da Alex e i suoi drughi in pestaggi, risse, rapine, scorribande e stupri.

Cosa c’entra la figura di Alex con la figura di Cristo quindi? Assolutamente nulla, sarebbe blasfemo paragonare queste due figure per modo d’essere, ma ambedue hanno subito un tradimento, Alex addirittura due: sia dagli amici sia dalla famiglia.

In Breve: Alex viene colto sul fatto dalla polizia in seguito ad un omicidio da egli compiuto, ciò accade poiché tradito dai suoi amici in seguito ad un litigio; in carcere viene rieducato grazie ad un programma sperimentale per cui non potrà più usare la violenza in nessun caso, finirà per sentirsi male fisicamente anche al solo pensiero di voler sferrare un pugno.

Scena del tradimento di Alex da parte di un suo “drugo” che porterà all’arresto del protagonista

Un piccolo appunto sulla famiglia di Alex, che ospita per tutta la durata della pena del figlio un altro ragazzo che ha di fatto preso il posto, anche fisicamente, del rieducato galeotto, famiglia che poi alla fine del film cercherà di riavere la benevolenza del figlio, chiedendo un perdono che non si sa se arriva o no, poiché in quel momento il regista cambia scena.

Quindi come si evita il raggiro?

Quelli sopra riportati, sono esempi estremi, è ma è anche vero che dare fiducia a qualcuno è sempre ed inesorabilmente un rischio non indifferente: per i rapporti di amicizia, di coppia, lavorativi e purtroppo a volte anche famigliari.

L’arte ci insegna che già nel Rinascimento il linguaggio del corpo veniva osservato dagli artisti come Leonardo, ma che ancora gli studi erano scarsi e primordiali, ma del resto Leonardo era avanti anni-luce ai suoi contemporanei, peccato per la sua scarsa buona volontà, e mi si biasimi pure per quello che ho appena scritto, ma non finiva quasi mai un lavoro assegnatogli.

La scienza che studia il linguaggio del corpo e del volto ci insegna che esistono indizi per captare le menzogne, ma che non sempre i segnali esposti sono veritieri, quindi prima di accusare qualcuno di tradimento solo perché balbettava, pensiamoci su, ma teniamo buoni questi indizi come primo campanello di allarme.

Infine, cosa ci insegna il personaggio di Alex? ci insegna ad essere resilienti nonostante sia stato brutalmente pugnalato alle spalle sia da quelli che erano i suoi amici sia dalla sua famiglia.

In poche parole: le bugie hanno le gambe corte, il naso lungo, i battiti accelerati, il respiro affannoso, e l’improvvisa erubescenza, direi vedendo lo sguardo concitato dell’Iscariota verso Cristo nell’affresco di Leonardo, direi che già il genio di Da Vinci avesse captato questi utilissimi segnali di menzogna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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