Il profumo: analizziamo la dimensiome olfattiva evocata da Süskind attraverso Platone ed Aristotele

La filosofia antica si è basata per secoli sulla dicotomia anima-corpo. Ma se introducessimo una nuova dimensione, quella degli odori, dove potremmo collocarla?

Il romanzo Il profumo di Patrick Süskind si pone come rivoluzione sensoriale all’interno della dimensione dualista, protagonista dell’antichità. Il netto contrasto tra anima e corpo proposto da Platone, potrebbe generare difficoltà nella classificazione dei profumi. Gli odori corrispondono ad una nostra dimensione fisica o metafisica? Scopriamo attraverso Platone ed Aristotele, dove sia possibile collocare i profumi evocati da Süskind.

 

Il profumo

Il romanzo scritto da Patrick Süskind, trasporta il lettore nella Parigi del 18esimo secolo, facendogli scoprire, attraverso il misterioso personaggio di Jean Baptiste Grenouille, una dimensione olfattiva troppo spesso sottovalutata.
Il protagonista infatti non percepisce il mondo per associazione di immagini, ma piuttosto attraverso i profumi e gli odori.
Sin dalla nascita Jean Baptiste Grenouille possiede una peculiarità, quella di non emanare nessun tipo di odore. Ciò lo renderà per anni un essere misero ed assolutamente invisibile e lo spingerà a ricercare quasi ossessivamente il profumo “perfetto”.
Accanto a questa mancanza, si accosta infatti un talento sovrumano: la capacità di fiutare e riconoscere qualsiasi tipo di odore. Questo talento lo spingerà sin da piccolo ad essere sfruttato da famosi profumieri dell’epoca che, grazie al suo fiuto ed il suo talento nel riprodurre gli odori, faranno carriera e si arricchiranno.
Il romanzo prende nel corso della storia una piega sempre più macabra, nella quale il vero protagonista resta sempre uno: il profumo.
A prescindere dalle vicende, l’unicità del romanzo risiede infatti nel ruolo centrale e quasi divino ricoperto dagli odori, capaci di manipolare ed influenzare inconsciamente gli uomini con una potenza quasi metafisica.
Dopo aver commesso numerosi omicidi, Grenouille viene finalmente scoperto e condannato. Tuttavia, il giorno in cui sarebbe dovuto essere giustiziato, spruzzandosi un profumo angelico prodotti da lui stesso, Grenuille riesce a ribaltare la situazione. Come per magia nessuno crede più che egli sia un assassino da punire ed in folla compiono gesti di adorazione nei suoi confronti. Il cambiamento radicale deriva dal potere del profumo creato da Grenouille.

Poiché il profumo era fratello del respiro. Con esso penetrava negli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere.

Jean Baptiste Grenouille, adattamento cinematografico

Platone tra anima e corpo

Forse poco abituati a pensare in termini olfattivi piuttosto che visivi, non saremmo in grado di classificare immediatamente il profumo.
Ragionamdo in termini dualistici dove saremmo spinti a collocare i profumi e gli odori? Nella dimensione sensibile o intelligibile?
Istintivamente potremmo associare gli odori al corpo e quindi alla sensibilità, riconoscendo quanto essi siano prossimi reciprocamente.
Eppure, leggendo Il profumo questa certezza potrebbe lentamente indebolirsi.

È possibile che un odore, prettamente legato al corpo ed alla sensibilità fisica, sia in grado di agire con una potenza metafisica e quasi sovrumana sugli individui, influenzando non solo il loro agire ma la loro stessa essenza?
La scena finale del romanzo sembra suggerirci di sì: Una schiera di persone stregata dal profumo divino di Grenouille, spinta da un istinto e da un appetito inaspettati, lo assale e lo divora.

Sembra poco probabile che il profumo possa prendere una posizione netta in questo contrasto dualistico. La soluzione è forse superare quest’ultimo per adottare una visione più inclusiva.

 

La forma di Aristotele

Potremmo trovare una risposta più soddisfacente in Aristotele.
Il quello che sembra un apparente dualismo, Aristotele propone il corpo come sinolo di forma e materia.
I due risultano fondamentali e necessari reciprocamente nella costituzione dell’individuo.
Il questo legame indissolubile sembra più facile collocare odori e profumi, associandoli alla forma aristotelica, che grazie alla materia si completa e prende vita.
Il profumo nel romanzo diventa un elemento unico e distintivo di ogni individuo, per questo associabile alla forma, che definisce l’insipida ed anonima materia. Grenouille privo di profumo e odore, sembra infatti materia trasparente.
Ecco svelato il potere del profumo, silenzioso ma onnipresente, capace di definire ed influenzare gli uomini in una bidimendionalità fisica e metafisica.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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