Il femminismo assume sfaccettature totalmente nuove, dalla politica alla musica.

Il femminismo non è solo un fenomeno, ma anche un movimento oltre che un ideale politico. Anni di lotte e di manifestazioni che dalla pubblica piazza si sono spostate sui social. Mancano le tutele, le leggi e i sostegni, ma non mancano i volti di questa lotta che continuano a mandare avanti le loro battaglie. Tra queste, c’è anche Beyoncè.
NUOVE LEADER DAI TACCHI A SPILLO
Singolo della cantante statunitense Beyoncé pubblcato il 21 aprile 2011 come primo singolo estratto dal suo quarto album di inediti, Run the World (Girls) è uno dei brani che meglio evidenzia la lotta femminista che la cantante ha reso propria: un inno dedicato alle donne indipendenti che quotidianamente combattono con idee patriarcali da cui loro vogliono prendere le distanze. Il brano risulta essere inoltre un invettiva agli uomini che amano rendere la propria donna un oggetto, per non dire un giocattolo sessuale. La cantante di Single Ladies ha urlato il suo disgusto, servendosi di un testo ricco di rabbia. Allo stesso tempo però ha costruito un esercito di donne che, come evidenziato nella scena finale del videoclip girato per il lancio del singolo, sono pronte a schierarsi per combattere qualsiasi esercito di uomini. Una battaglia fra uomini e donne che ricorda Le donne al Parlamento (Ecclesiazuse), commedia di Aristofane, in cui le donne ateniesi vogliono prendere il controllo della città e, travestite da uomini, si recano in Parlamento per attuare il loro colpo di Stato. Una commedia moderna che sembra raccontata proprio dal regista del videoclip, Francis Lawrence, storico regista delle Destiny Child’s. Tornando ai giorni nostri, Beyoncè diventa leader di questo nuovo manifesto femminista per declamare la sua immense forza che a breve spazzerà via ogni traccia di idea patriarcale che si possa trovare nei paraggi. Con un ritornello ripetitivo, a tratti ossessivo, ribadisce il messaggio:
“My persuasion Can build a nationEndless powerWith our love we can devourYou’ll do anything for meWho run the world? Girls!”

LE BATTAGLIE TEORICHE
Uno dei temi più studiati nel campo del genere è il rapporto tra genere, lavoro e famiglia. Da sempre, infatti, la sociologia analizza come il genere si catalizzi secondo l’arco della nostra storia. È comune pensare che i maschi sposati o conviventi svolgano meglio il loro lavoro e siano più produttivi perché le donne a casa si occupano delle faccende famigliari. Ma nell’era delle famiglie a doppio reddito è importante evidenziare il modo in cui uomini e donne usano il loro tempo fuori dal lavoro. C’è chi sostiene che nelle famiglie a doppio reddito con figli, le mogli che prendono posti di lavoro al di fuori della casa tendono ad avere un secondo tipo di lavoro, ovvero i loro tradizionali compiti di cura dei figli e i lavori domestici rispetto agli uomini. La disuguaglianza di genere nell’accesso ai sistemi educativi, e nell’esperienza all’interno di questi, è un’importante fonte di disuguaglianza di genere in tutta la società. Infatti, le differenze di genere hanno provocato in passato diversi investimenti fatti dalle famiglie che investivano più nei ragazzi che nelle ragazze, questione che per certi tratti ha ripercussioni anche nella società odierna. Questo andamento ha però subito una modifica in molte parti del mondo e, col tempo, le cose sono cambiate e stanno cambiando. Le donne tendono ad avere una vita molto più lunga rispetto agli uomini, soprattutto nei paesi sviluppati. C’è una grande differenza tra i generi nell’aspettativa di vita in tutto il mondo. Le donne, però, soffrono di più di malattie e di altri problemi di salute rispetto agli uomini. Sapevi che le donne hanno quasi il doppio di probabilità degli uomini di soffrire di questa malattia? Per non parlare dei disturbi alimentari. Restano le differenze in campo salariale, mentre le visioni sessiste stanno cercando di essere spazzate via. Ma non basta, serve infatti un sistema educativo più efficiente tanto quanto una maggiore sensibilizzazione sulla parità di genere.
FACCIAMO DONNA LA RIVOLUZIONE
Anni di lotte per liberare una donna dalla sua immagine di soggiogate non sono bastate per regalare ad una donna gli stessi diritti di un uomo. Siamo ancora oggi tante piccole suffragette. Basti pensare all’aborto, o al fatto che i talebani in Afghanistan hanno gradualmente escluso le donne dalla vita pubblica negando loro il lavoro, l’istruzione, la libera circolazione e obbligandole a rimanere in casa e indossare il burqa. Sempre in Oriente, per la precisione in Iran, le donne hanno iniziato a protestare contro l’obbligo dell’hijab. Una donna deve nascondere la propria gravidanza se il suo contratto è a rischio, mentre negli anni aumentano i casi di disturbi alimentari. Per loro è difficile cercare lavoro quanto crescere un figlio da sole. Resta attuale invece il problema relativo ai numerosi casi di femminicidio verificatisi negli ultimi anni. In campo politico si è fatto poco, ma la voce femminista negli anni è invece aumentata grazie ai social, un nuovo spazio dove la censura sembra ancora non aver colpito il dilagarsi dei movimenti femministi online. Una vittoria piccola, virtuale, ma pur sempre una vittoria. Ripetiamolo un ultima volta tutti insieme: anni di lotte per liberare una donna dalla sua immagine di soggiogate non sono bastate per regalare ad una donna gli stessi diritti di un uomo. Siamo ancora oggi tante piccole suffragette.