Il Superuovo

Il mondo è davvero “reale”? Rispondono Matrix, H.Putnam e Platone

Il mondo è davvero “reale”? Rispondono Matrix, H.Putnam e Platone

Siamo davvero sicuri di vivere in un mondo “reale” e di non vivere all’intero di una simulazione?

La domanda in merito a cosa sia davvero “reale” ha fatto fa ancora discutere quanti cercano di capire quale sia la corretta definizione da dare al termine “realtà”, infatti, ad oggi, non è ancora possibile affermare con sicurezza che il nostro mondo sia “vero” e non una mera simulazione.

“Matrix”

Matrix è un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto dalle sorelle Wachowski. La pellicola racconta la storia di Thomas Anderson un programmatore di software che vive due vite parallele: di giorno cittadino modello e di notte Hacker informatico sotto lo pseudonimo di “Neo”. Una notte, mentre è impegnato in alcune attività di hacking, a Neo compaiono sullo schermo del computer una serie di frasi criptiche riguardo a qualcosa chiamato “Matrix”, così, desideroso di scoprire cosa sia, l’uomo accetta di entrare in contatto con “Trinity”, braccio destro di Morpheus, il miglior hacker in circolazione. Durante l’incontro con Trinity e Morpheus quest’ultimo pone Anderson davanti ad una scelta: ingerire una pillola azzurra che farà dimenticare all’uomo tutto ciò che ha scoperto fino ad ora o ingerire una pillola rossa e comprendere cosa sia davvero Matrix. Spinto dalla curiosità, Neo ingerisce la pillola rossa svegliandosi bruscamente nudo, immerso nell’liquido di un’incubatrice e con il corpo collegato a cavi elettrici. I cavi vengono scollegati e l’uomo viene recuperato da Morpheus che lo accoglie a bordo del suo hovercraft, il “Nabucodonosor”. Anderson viene immediatamente sottoposto ad una terapia riabilitativa utile a ricostruire i muscoli mai usati. Concluso il processo di ricostruzione muscolare, Morpheus mostra a Neo la realtà: Nel XXII secolo le macchine si sono ribellate agli uomini assumendo il controllo del pianeta, il mondo in cui l’uomo ha vissuto fino ad ora non è altro che una neuro-simulazione interattiva costruita sul modello della società del 1999 creata per tenere buoni gli esseri umani. L’ultimo baluardo della resistenza umana è “Zion”, una città costruita al centro della terra che ospita, oltre i ribelli, quanti vengono quotidianamente scollegati e salvati da Matrix. Durante la sua permanenza sul Nabucodonosor, Neo scopre di essere l’eletto, l’unico uomo che ha il potere necessario per sconfiggere definitivamente la macchine e per salvare l’umanità dalla prigione informatica in cui è stata rinchiusa.

Cosa è reale?

Il concetto di reale è probabilmente uno dei più complessi da definire; più volte, infatti, filosofi e scienziati hanno provato a dare una definizione concreta di ciò che può essere “reale”. Sono molti i riferimenti filosofici presenti all’interno del film: la contrapposizione tra il mondo simulato e il mondo reale si rifà certamente alle teorie di Platone e in particolare al mito della caverna: all’interno di una caverna alcuni schiavi sono incatenati alla roccia, costretti a guardare di fronte a sé verso il fondo. Fuori della caverna si erge un muretto, dietro al quale camminano, nascosti, degli uomini che portano sulle proprie spalle statue rappresentanti tutte le cose esistenti. Dietro a questi uomini arde un fuoco che proietta sul fondo della caverna le ombre delle statue; gli schiavi, costretti a guardare davanti a sé e impossibilitati a voltarsi, scambiano le ombre che appaiono sulla parete della grotta per la vera realtà. Se uno schiavo riuscisse a scappare e ad uscire dalla caverna inizialmente sarebbe accecato dalla luce del sole, ma poi finalmente riuscirebbe a vedere chiaramente la verità, di cui le ombre sono solo una copia. Se poi volesse tornare nella caverna per rivelare agli altri schiavi la verità, non sarebbe creduto ed anzi verrebbe ucciso. Neo rappresenta in toto lo schiavo che riesce a liberarsi e che si incarica di liberare l’umanità dalle ombre che le macchine spacciano per reali. Iconica scena del film è quella in cui Morpheus chiede a Neo una definizione di reale “che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere… quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello”. Le parole di Morpheus sono un chiaro riferimento alla teoria del “cervello nella vasca” del filosofo statunitense Hilary Putnam. La teoria di Putnam è semplice: un cervello estratto dal corpo, immerso in un liquido nutritivo e con i neuroni collegati tramite cavi ad un super-computer che invia loro segnali elettrici simili a quelli che riceverebbero normalmente continuerebbe a provare esperienze perfettamente consce vivendo in una realtà fittizia e simulata senza mai rendersene conto. Le teoria di Putnam mette in dubbio ogni certezza che l’umanità credeva di avere in merito al concetto di reale e costringe gli uomini a porsi costantemente la domanda “ciò che vivo, è reale?”.

Simulazioni e reti neurali

Il futuro distopico descritto nel film delle sorelle Wachowski è attuale oggi più che mai. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche ha infatti consentito agli studiosi l’utilizzo di nuovi strumenti  utili per studiare il mondo: simulazioni e reti neurali. Le simulazioni sono teorie scientifiche espresse sotto forma di programma di computer, esse ci aiutano a comprendere la realtà ricreandola artificialmente. Le reti neurali, invece, sono teorie simulative del comportamento e della vita psichica capaci di scindere la separazione mente-natura simulando contemporaneamente il sistema nervoso e il comportamento dell’organismo prodotto dal funzionamento del sistema nervoso. La tecnologia, dunque, riuscirà presto a creare Matrix sconfiggendo morte e tempo e, allo stesso tempo, riuscirà a trasformare l’umanità in dati rinchiusi all’interno di un computer trasformando quella che prima era considerata “realtà fittizia” in realtà.

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