Il lato oscuro della Luna: dal satellite stesso ai Pink Floyd

Le due facce profondamente diverse della Luna sarebbero il risultato del catastrofico impatto tra un gigantesco asteroide e il nostro satellite, avvenuto quando era ancora giovane.

Le due facce lunari

La crosta del lato perennemente nascosto alla vista è più spessa, mentre quella rivolta dalla nostra parte è più sottile. È per questo che gli asteroidi che nel tempo hanno colpito la faccia visibile hanno lasciato meno tracce: facevano un cratere profondo che veniva riempito dal magma sottostante

Due facce così differenti

I ricercatori dell’Università della Scienza e Tecnologia di Macao hanno messo alla prova diversi scenari per spiegare la strana conformazione del nostro satellite. Fra i 360 scenari simulati, gli unici a portare alla situazione attuale sono quelli che considerano l’impatto con un asteroide del diametro di 750 km che avrebbe colpito la Luna a oltre 23.000 km/h. Un impatto disastroso capace di scaraventare nello Spazio buona parte della crosta del nostro satellite: parte di questo materiale sarebbe poi ricaduto sul lato opposto, accumulandosi per uno spessore di 10 km. Questa ipotesi è supportata anche dalla composizione chimica della superficie lunare: sulla faccia in luce c’è infatti più abbondanza di minerali che si formano a causa degli impatti di asteroidi.

Immagine della superficie lunare visibile

Morfologia lunare

La Luna ha nel suo complesso forma sferica, ma le irregolarità che dovrebbero definire la sua forma esatta di selenoide sono ancora allo studio. Anche osservata ad occhio nudo la Luna presenta delle grandi macchie scure. I mari sono delle grandi estensioni di rocce simili al basalto. I mari sono praticamente assenti nell’emisfero a noi invisibile, come hanno rivelato le sonde. I crateri sono numerosi e molto ampi. I solchi sono enormi spaccature lunghe decine di km e larghe talvolta fino a 2 km, dirette in tutti i sensi. Le montagne sono coniche, quindi probabilmente vulcani spenti. Dato che sulla Luna non è possibile riferirsi ad un livello zero, è stato preso come punto base per tutte le misurazioni orizzontali e verticali il fondo del cratere Moesting A, che si trova quasi al centro dell’emisfero visibile ed al quale i cartografi hanno assegnato un dislivello di 7km dal bordo. Riguardo al colore della Luna si può dire che la denominazione di disco argenteo è errata essendo il suo colore tendente al giallo pallido. La colorazione però non è uniforme a causa delle irregolarità della sua superficie e dell’interazione con la Terra. Un’altra conformazione tipica della Luna sono i raggi, sottili striature di polvere chiara, che partono come raggi, dai crateri più grandi e più giovani; si pensa che essi si formino in seguito all’impatto dei meteoriti che provocherebbero la frantumazione delle rocce. Tutta la superficie lunare appare ricoperta di detriti, provocati certamente non da degradazione meteorica ma dalla degradazione spaziale, cioè dalla continua abrasione provocata dai meteoriti.

Morfologia lunare

“The dark side of the Moon”

“Ci incontreremo sul lato oscuro della luna”. Con questa promessa, quattro decenni fa i Pink Floyd pubblicavano “The dark side of the moon”, disco storico del rock che portò al gruppo britannico una fama che continua a resistere nonostante il passare degli anni e delle generazioni. Il gruppo, formatosi a Londra nel 1965, riscrisse le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia. Presentatosi con un titolo intrigante e una copertina con un’immagine molto semplice, minimalista ma ricca di significati. Venne suonato per la prima volta il 17 Febbraio 1972 al Rainbow Theatre di Londra. Il concerto venne ripetuto quattro volte, fino al 20 Febbraio, e vi assistettero circa 12 mila persone. Nell’occasione venne registrato anche un bootleg Pink Floyd Live, di cui furono vendute la bellezza di 120 mila copie, credendo che fosse il nuovo album del gruppo. “The Dark Side of the Moon” fu un successo immediato e duraturo nel tempo: nel marzo 2013 ha toccato le 1050 settimane nella classifica US Top Catalog, con 50 milioni di copie vendute in tutto il mondo. I testi furono scritti da Toger Waters, mentre il batterista Nick Mason ricevette un premio speciale come compositore solista di Speak to Me e Alan Parsons si guadagnò un Grammy Award per il miglior album prodotto, come tecnico del suono, del 1973.  Questo disco ha affascinato e continuerà ad affascinare diverse generazioni perché, come le più grandi opere d’arte, si fa portatore di temi universali. Parla della società, dell’uomo, del suo lato luminoso e di quello oscuro. Affronta i temi del conflitto interiore, il rapporto con il denaro, il trascorrere del tempo e quello dell’alienazione mentale, ispirato in parte dai disturbi mentali di Barrett. Oltre al suo successo commerciale, “The Dark Side of the Moon” è spesso considerato uno dei migliori album di tutti i tempi.

Copertina del più famoso album dei Pink Floyd

Alberto Simula

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