Il film d’animazione “I Racconti di Parvana” racconta la situazione femminile in Afghanistan

Il mondo visto dagli occhi di una ragazzina Afghana rileva i tratti disumani delle differenze di genere in Afghanistan.

La vera storia della Ragazza Afgana di Steve McCurry • Uozzart

 

“I Racconti di Parvana” noto anche con il nome di “Breadwinner” è un film d’animazione prodotto nel 2017, tratto dal romanzo “Sotto il Burqa” della scrittrice Deborah Ellis.

 

La trama del film

Parvana è una ragazzina di 11 anni, abita con la madre Fattema, la sorella Soraya, il padre Nurullah e il fratellino Zaki nato da poco, a Kabul, la capitale Afghana.

Un giorno il padre viene ingiustamente arrestato con l’accusa di essere nemico dell’Islam, da un suo ex allievo facente parte dei Talebani.

La situazione femminile non è nemmeno umanamente concepibile: le donne devono essere accompagnate e conseguentemente controllate da un uomo, che sia un fratello, un marito, o un figlio.

Nasce successivamente a Parvana la necessità e la voglia di salvare la famiglia e di liberare il padre ingiustamente accusato, ma vi starete chiedendo: in che modo può una bambina, femmina, da sola, a Kabul, salvare le sorti della famiglia?

Molto semplice… essere uomini.

Parvana allora decide di tagliarsi i capelli, vestirsi da uomo e cercare un lavoro per portare alla famiglia il cibo, e tutto l’occorrente per vivere “dignitosamente”.

La ragazzina riuscirà nel suo intento?

Il cammino non sarà di certo semplice.

“I Racconti di Parvana” non è solamente un film d’animazione, ma la testimonianza delle donne stanche di vivere la propria vita nascoste dalla luce del sole, in un tunnel, nel quale la luce stessa sembra non emergere alla sua fine.

 

Alza le tue parole, non la voce

è la pioggia che fa crescere i fiori, non il tuono.

 

The Breadwinner: la bimba afghana che rivuole la sua libertà | Mamme.it

La situazione attuale in Afghanistan

La situazione attuale in Afghanistan, sotto il dominio del Talebani, ha reso lo stato in piena crisi e ha tolto, soprattutto alle donne, anche il semplice diritto fondamentale di esistere.

Gli uomini possono scappare pagando i trafficanti, in antitesi, per le donne, non è affatto così.

La situazione femminile è alle strette. L’unica loro richiesta sarebbe quella di garantire dei corridoi umanitari con i quali poter fuggire dal paese in sicurezza, ma questo non è loro concesso.

Le donne Afghane sono sempre più costrette in una situazione di limitazione totale: recentemente è stato introdotto l’obbligo del burqa integrale in pubblico, facendo un passo indietro di 20 anni.

Cosa succede però realmente all’interno del paese?

Vi sono schieramenti poco chiari, i talebani stessi sono divisi in: tradizionali (schieramento molto violento e conservatore) e moderni (schieramento meno radicale). In poche parole, forze che si contraddicono a vicenda anche nelle decisioni politiche.

Nel Panshir, invece, combattono piccoli schieramenti Anti-Talebani, di etnia Tagika, finanziati dal Pakistan.

Infine, l’isis, nella quale associazione sono finite le forze armate Afghane, che compie ogni giorno attentati.

Dal punto di vista economico, sociale, climatico, politico, da quando i talebani hanno preso il potere, moltissime persone, di cui la maggior parte donne, hanno perso il lavoro e quasi la totalità della popolazione è povera.

Di solito l’Occidente dava all’Afghanistan degli aiuti economici che rappresentavano più o meno il 60% del budget finanziario del Paese, oggi però non basta.

Afghanistan, il tam tam solidale che si è diffuso per iniziative di sostegno alle donne afghane - la Repubblica

 

La voce che libera

Perchè è importante parlarne, soprattutto in Occidente?

Perchè le donne non possono essere costrette dentro a lunghi lenzuoli, attraverso i quali nemmeno lontanamente può giungere loro la vita attraverso i cinque sensi dei quali tutti siamo dotati.

Oggi le donne in Afghanistan possono uscire di casa solo se hanno una buona ragione, non possono guidare e ovviamente non possono viaggiare. Devono indossare il burqa integrale, e non possono andare a scuola oltre i 12 anni. Da quando i talebani hanno preso il potere non possono lavorare, ma molte donne sono vedove con figli, dunque non hanno nessun modo per mantenerli.

Se contravvengono agli obblighi, la punizione eventuale non viene data tanto alle donne, ma soprattutto ai loro uomini, perché non hanno saputo gestirle e controllarle.

Oggi per le donne la situazione in Afghanistan è molto difficile, ma cercano di resistere, e noi dobbiamo combattere con l’informazione, soprattutto per loro e con loro.

Questa voce testimone deve giungere i luoghi e le donne che, stanche, deluse e ferite, si sentiranno capite e ascoltate, nonostante l’obbligato grido silente.

Bisogna parlare nel momento presente, e bisogna farlo per donare loro la voce che al momento non possono avere.

I racconti di Parvana: the Breadwinner | portalebambini.it

 

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