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Il discorso di Papa Francesco: un grido di rivoluzione per le unioni civili tra omosessuali

Durante il Festival del Cinema di Roma è stato presentato un documentario di Evgeny Afineevsky dedicato a Papa Francesco.

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Nel documentario presentato durante il Festival del Cinema di Roma, vi è un’intervista a Bergoglio nella quale egli dichiara di essere assolutamente pro alle unioni civili tra coppie omosessuali. Questa notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutte quelle coppie gay italiane che aspettano di celebrare la propria unione.

Il documentario

Il documentario “Francesco” tocca molti temi attuali: dalla pandemia all’ecologia, abusi sessuali, omosessualità, emancipazione femminile e povertà nel mondo. Ci sono varie interviste esclusive al Pontefice e a molti grandi personaggi.

Quando ho fatto il film sulla Siria e sull’Ucraina ho come avuto voglia di speranza e ho pensato al Papa che con i suoi interventi ha toccato tutti gli argomenti dolorosi del presente. Si può dire anzi che in questo senso questo documentario non è su lui, ma sui disastri del mondo.

Queste sono le parole di Afineevsky, che ha aggiunto:

Sono stato toccato da lui non come Papa, ma come persona. Lui è un vero gesuita, un uomo d’azione, ma anche un vero leader, una cosa che manca molto oggi.

Il contatto diretto del Papa con gli omosessuali

Tra i migliori momenti del documentario, vi è la telefonata del Papa a una coppia di omosessuali, con tre figli a carico, in risposta a una loro lettera in cui parlavano del grande imbarazzo che provavano nel portare i bambini in parrocchia. Il consiglio di Bergoglio è stato quello di portare comunque i bambini in parrocchia, senza dar peso ai giudizi.

Molto commovente anche la testimonianza di Juan Carlos Cruz, vittima di abusi e attivista contro gli abusi sessuali, presente al Festival del Cinema di Roma insieme al regista. Juan incontrò il Pontefice nel 2013, il quale lo tranquillizzò con le sue parole di vicinanza, dichiarando che lui lo ama anche se gay, come anche Dio.

Una svolta per la comunità LGBT

Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo.

Queste parole di Papa Francesco accendono una luce di speranza nei cuori di chi si batte per i diritti degli LGBT, in molti hanno parlato di una svolta per il futuro della nostra società dal momento in cui Bergoglio ha predetto un cambiamento della dottrina cattolica.

Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica un Papa si è espresso a favore delle unioni civili tra omosessuali. In fondo, è necessario tutto ciò, siamo nel XXI secolo e ognuno di noi ha diritto a costruire la propria famiglia, indipendentemente dall’identità sessuale o dalla sessualità.

La comunità LGBT

L’acronimo LGBT sta per: Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transessuali. Negli ultimi anni gli attivisti hanno cambiato l’acronimo in LGBTQ+. La Q sta per “Queer” e sta a definire tutti quegli individui che non si riconoscono nei canoni di genere tradizionali. In sociologia la teoria Queer definisce le identità sessuali come socialmente costruite, quindi si possono modificare nel corso della vita.

Come abbiamo appena appurato, le lettere dell’acronimo definiscono tipi di identità di genere in cui ognuno di noi può riconoscersi. Il “+” alla fine sta a significare che il movimento è aperto a qualsiasi altro tipo di identità di genere/sessualità non specificato nell’acronimo.

Tra i membri della comunità LGBTQ+ ci sono anche i cisgender, persone che si riconoscono nel sesso assegnato alla nascita, quindi non transessuali, gli intersex, persone con determinate configurazioni genetiche non perfettamente definibili come maschio/femmina, gli asessuali, coloro che non hanno preferenza sessuale per nessun sesso, spesso non avendo attrazione fisica verso nessuno, e infine, gli alleati, eterosessuali cis che sposano la causa e difendono e supportano i loro conoscenti e amici queer.

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Distinzione tra sesso, genere e sessualità

È molto importante inoltre, distinguere il sesso, il genere e la sessualità.

Il sesso è la distinzione biologica tra femmine e maschi e si determina al momento della nascita. Il genere, invece, è quell’insieme di aspettative culturali socialmente costruite relative a uomini e donne.

L’identità di genere è l’identificazione di un individuo in un determinato genere (uomo, donna o combinazione tra i due), e non ha nulla a che fare con il sesso. Quindi il sesso non è un costrutto sociale come il genere, il quale si definisce nel corso della vita ed è molto influenzato dalla società in cui viviamo (si pensi al fatto che le bambine vengono vestite di rosa e i bambini di azzurro).

Quando si parla di sessualità invece, si parla dell’insieme di desideri, comportamenti e identità sessuali di un individuo. Ha un’origine biologica ma è anche un costrutto sociale. Quest’ultima non ha nulla a che fare né con il sesso, né con l’identità di genere.

Perché è giusto legalizzare i matrimoni gay

Il sesso, il genere e la sessualità di un individuo non dovrebbero influenzare la possibilità di due persone che si amano di costruire una famiglia propria. Non c’è nessuna dimostrazione scientifica o logica del fatto che una coppia gay sia meno in grado di mantenere una famiglia rispetto a una coppia eterosessuale.

Il Pontefice ha scosso il Vaticano dicendo la sua circa le unioni civili per gli omosessuali, speriamo che le sue parole diventino realtà, in nome una convivenza pacifica e dell’amore tra individui, che siano di qualsiasi sesso, genere e sessualità!

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