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Il DID tra cinema e realtà: Kevin Crumb e il suo disturbo

Il DID tra cinema e realtà: Kevin Crumb e il suo disturbo

Il disturbo dissociativo di identità (DID) viene spesso demonizzato dalla società in quanto particolarmente inquietante, nonostante è stimato che colpisca circa l’ 1,5% della popolazione mondiale, ovvero quasi 114 milioni di persone. Fattore che contribuisce al fenomeno di rigetto della società per questo tipo di disturbo sono tutte quelle opere, letterarie, cinematografiche e videoludiche, che rappresentano i soggetti afetti da tale patologia come dei veri e propri mostri, capaci, tramite una o più delle loro personalità, di gesti ignobili. È importante perciò capire cosa effettivamente sia questo disturbo.

Kevin Crumb, l’estremizzazione cinematografica

L’ultimo, più famoso, esempio di esasperazione del DID è quello di “Split”, dove Kevin, il protagonista, è dimora di 24 differenti personalità completamente differenti tra loro. La presenza di così tanti “individui” all’interno di uno stesso corpo e il fatto che questi siano assoggettati ad una sola delle personalità, particolarmemnte violenta e cattiva, gioca sicuramente a svavore di tutte quelle persone che, nel mondo reale, sono affette da tale patologia e nonstante ciò sono completamente innocue. In effetti non è vero che il DID si manifesti esplicitamente, in realtà una qualsiasi persona inesperta in materia potrebbe rapportarsi con un malato senza accorgerse, anche per anni.

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una delle personalità di Kevin

Il DID nella realtà

Ebbene, ora è giunto il momento di capire cosa sia il DID. Il Disturbo Dissociativo dell’Identità è una seria patologia psichica, che si pensa rappresenti il risultato di esperienze di violenza cronica ed estrema subite dalla persona durante l’infanzia. La caratteristica principale di questa condizione psicopatologica è l’ “interruzione dell’identità”, caratterizzata dalla presenza nella persona di due o più stati di personalità distinti, ognuno con proprie modalità relativamente stabili di percepire, relazionarsi e considerare l’ambiente e il Sé stesso. Tali stati di personalità possono essere connotati da caratteristiche molto diverse, come il nome, l’età, il sesso, il tono di voce, la gestualità, il temperamento, la calligrafia, abilità diverse e memorie diverse. La seconda caratteristica cardine del disturbo è rappresentata dalle amnesie. I pazienti affetti dal DID mostrano tipicamente difficoltà nel ricordare eventi del passato, ma anche del presente. Per esempio una persona affetta da DID potrebbe non ricordare eventi traumatici del passato o interi periodi di vita, come anche trovarsi in posti diversi da quelli ricordati per ultimi senza sapere come vi siano arrivati. Un ottimo lavoro di rappresentazione di quest iaspetti della patologia è stato quello di Umberto Eco ne “Il cimitero di Praga”.

Miti e verità

L’immagine del DID fornita dalla cinematografia è particolarmente estremizzata, in effetti più il ritratto della persona è esasperato, più affascina gli spettatori. Di conseguenza, cinema e letteratura hanno contribuito ad estremizzare le manifestazioni del distubro, rappresentando i cambiamenti di personalità con frequenti cambi d’abito, comportamenti estremi e manierismi contrastanti. In realtà è stato osservato che solo il 6% dei pazienti DID ha continuamente dimostrazioni evidenti, invece di mostrare esplicitamente identità alternative, il tipico paziente con DID presenta una miscela complessa di sintomi dissociativi, sintomi caratteristici di un disturbo post-traumatico da stress e sintomi apparentemente non traumatici, come depressione, ansia, abuso di sostanze, sintomi somatoformi e disordini alimentari.

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Tyler Durden e il protagonista senza nome di “Fight club”, altra rappresentazione del DID

In più è falso che all’ interno di un solo corpo coesistano differenti personalità, in realtà le persone che soffrono di questo disturbo non hanno molteplici identità all’interno di uno stesso corpo, ma l’opposto: questi soggetti non hanno neanche un’identità completa, bensì frammenti di una personalità, diversi stati del sè non collegati tra loro, dissociati per l’appunto. Tuttavia, nel loro insieme, tutte le identità alternative costituiscono la personalità della persona affetta da DID. Inoltre il DID non va confuso con patologie quali schiziofrenia, bipolarismo o altre, in quanto sono profondamente diverse tra loro.

Per concludere, è importante conoscere questo tipo di patologie per non demonizzarle inutilmente come fanno alcuni film, che seppur capolavori nel loro genere danneggiano tutte quelle persone che effettivamente soffrono a causa di disturbi psichici.

-Valto

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