Il Superuovo

La realtà è deformata dalla mente

La realtà è deformata dalla mente

Cos’è la realtà? Per rispondere a questa domanda si sfocia nel relativismo, poiché non esiste una verità, non esiste una realtà oggettiva. La spiegazione a queste affermazioni è riconducibile al fatto che questa viene modificata dalla mente. La realtà risulta quindi relativa, soggetta alle modificazioni date dalla mente dell’uomo, che la scandaglia e la riduce alla stregua della soggettività. La realtà muta al mutare delle opinioni, dei sentimenti, delle idee di ciascuno. Si fonde in sé stessa, si trasforma continuamente, è mutevole ed è mutata al contempo, se per uno è verità per un altro è menzogna.

La soggettività del ricordo

La memoria è un luogo psicologico che ha una capacità limitata. Per questo motivo necessita di occupare con i ricordi uno spazio quanto più possibile ridotto. Convenzionalmente, l’individuo viene definito un economizzatore cognitivo. I fatti vissuti sono trasformati in codici con un peso grandemente ridotto, quasi infinitesimale. Per questa continua manipolazione e compressione, i ricordi raramente rimangono inalterati, anzi, si può anche affermare che nella maggior parte dei casi i ricordi non rimangono inalterati nella maniera più assoluta. Il vissuto, il ricordo di un fatto che si è fermato nella memoria, non è altro che l’ombra distorta di un passato che non si può recuperare. La mente ha carpito le informazioni salienti, le ha elaborate, poi compresse, poi depositate. I ricordi sono “disegnati” dalla mente stessa, approssimati a quella realtà che ormai si è dissolta nei meandri del tempo e adattati alla prospettiva di ciascuno. La realtà degli individui è integrata con le conoscenze e le credenze, integrata con i processi di ragionamento e con le conclusioni che vengono tratte sul mondo. Non esiste un ricordo uguale ad un altro, così come non esiste un individuo uguale ad un altro. Ogni uomo è un artista che dipinge il quadro della sua stessa realtà.

Gli elementi che causano la suggestione della realtà

La suggestione dell’individuo, che si trova a fronteggiare eventi di una realtà che si è scritto da solo, deriva in prima istanza dai sentimenti che quella determinata situazione ha scatenato. La suggestione rispecchia i desideri, le aspettative, i sogni di una persona. Il ricordo aderisce a queste componenti e le soddisfa nel momento in cui, possibilmente, la realtà non è in grado di farlo. I ricordi hanno a che fare non con ciò che si sa, ma con ciò che si presume di sapere. I ricordi non hanno a che fare con la sincerità nella maniera più assoluta e i momenti nei quali si ricorda la realtà, esattamente così come è stata, sono così rari che sembra quasi che ogni cosa sia frutto della mente dell’individuo, che non esista niente di, anche solo approssimativamente, veritiero. Tuttavia, questi rari momenti, in cui si sperimenta un ricordo veritiero, esistono. 

I Flashbulb

Un germe della realtà nuda e cruda può riemergere come un lampo. Ciò accade sotto l’influenza di un evento che richiama specificatamente quel determinato ricordo. Si verifica quello che viene chiamato flashbulb, una lampadina mnestica che si accende che permette di recuperare ricordi che sono particolarmente dispendiosi in termini di risorse. Si tratta di ricordi a lungo termine che raramente possono essere soggetti a modifiche, dal momento che la traccia che contengono è molto precisa. Il flashbulb è una sorta di flashback, un ritorno al passato. Questo si manifesta per quello che è. Tuttavia, è proprio per questa sua genuinità che risulta essere nocivo. In molti casi il flashbulb compare nei disturbi da stress post traumatico, in quelle situazioni che sono state dimenticate “di proposito” perchè contenenti degli elementi troppo stressanti e per questo motivo deleteri per l’individuo. Ma allora, per quali vantaggi altri ricordi vengono trasformati?

Modificare la realtà

Deformare la realtà non è un meccanismo che l’individuo attua volontariamente. Ogni persona inconsciamente strumentalizza il proprio vissuto, lo utilizza per far sì che in futuro si possa ripetere, o che, al contrario, si possa evitare che quello stesso evento si verifichi. Molto spesso ciò in cui si crede non è conforme a quanto accaduto realmente. Ciò si verifica quando i sistemi di credenze e di valori, di cui si è precedentemente parlato, non corrispondono alla realtà che si ha avuto modo di sperimentare. A volte questa riscrittura è un meccanismo di difesa, nel quale si ha lo scopo di salvaguardare la salute psichica. La mente abbraccia la negatività che si sprigiona con il ricordo per neutralizzarne l’effetto deleterio e si adopera per sconfiggere mostri che, altrimenti, se ne impadronirebbero.

Pensare che la realtà che l’individuo pensa di aver vissuto possa essere frutto della strumentalizzazione che la mente stessa ha fatto del ricordo risulta destabilizzante. Se, guardando indietro, si ripensa a determinati eventi che si sono vissuti, è possibile dire che questi stessi ricordi corrispondono alla realtà dei fatti? Oppure è tutto frutto dell’immaginazione di ciascuno? Quanta verità c’è nella versione di una stessa vita che ognuno sta trascorrendo, raccontando a sè stesso e tessendo poco a poco col filo dell’esistenza?

Alice Tomaselli

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