Il diario di Anne Frank ci dimostra la forza comunicativa del genere diario come testimonianza

Annelies Frank o meglio conosciuta come “Anne” quest anno avrebbe compiuto novanta anni, morta di tifo nel 1945 a Bergen-Belsen, ci ha lasciato una delle testimonianze che hanno permesso di ricostruire la persecuzione ebraica durante la seconda guerra mondiale. 

Diario originale di Anne Frank, custodito al museo a lei dedicato ad Amsterdam.

 

Conosciamo tutti la piccola Anne, ragazza tredicenne che durante la persecuzione ebraica teneva un diario con tutti i suoi pensieri, questo diventato poi una grande testimonianza dell’orrore nazista. In onore del suo novantesimo compleanno che avverrà il prossimo due giugno, vorrei parlare di lei, ma anche di come il diario abbia un’importanza storica e di come attraverso questi si siano fatte le scoperte più importanti, che abbracciano materie che vanno dalla matematica alla storia, passando per la filosofia e la letteratura.

esempio di diari

 

Una passeggiata nella storia

La nascita delle prime forme di scrittura possiamo datarla al IV millennio a.C. i più antichi testi sono riconoscibili come pittogrammi, questi rappresentavano delle immagini facilmente comprensibili, ma questo però non permetteva di esprimere emozioni, pensieri o concetti astratti. Per una scrittura più sviluppata, abbiamo dovuto aspettare il 3500 a.C. in Mesopotamia, in cui ci sono i primi segni di scrittura ideografica, invece per arrivare alla scrittura alfabetica che è quella che oggi usiamo tutti per comunicare, siamo prima passati dalla scrittura cuneiforme dei sumeri. Proprio questa popolazione, scriveva su delle tavolette di argilla, incidendo le parole che  avrebbero voluto dire, possiamo definire queste tavolette come delle prime forme di diari o documentazioni.

La parola diario, deriva dal latino diarium che a sua volta deriva dal latino antico dies, significato della parola giorno, quindi, in origine indicava un registro, su cui annotare le cose giorno per giorno. Le prime testimonianze risalgono al Medioevo, nella zona di Firenze, si trattava di memorie -chiamate ricordanze- per sè e per la propria famiglia. A partire dall’800 si sviluppano altri tipi di diario come quello di viaggio o di bordo. Possiamo dividere il diario in due tipologie diario autentico e diario di invenzione, nel primo l’autore parla di sè e di fatti realmente accaduti, mentre nel secondo l’autore inventa il personaggio che racconta la sua storia.

 

diario personale

 

La verità del male senza consolazione

Dopo aver percorso un minimo di storia, riguardo la nascita della scrittura e l’importanza del diario, voglio ritornare alla questione degli scritti di Anne Frank, sappiamo che dalla scoperta del manoscritto ad oggi, ci sono stati vari casi di studio, da parte di sociologi, antropologi, storici e tanti altri. Una di questi è Cynthia Ozick, una scrittrice ebrea, che nel 1997 scrive un saggio sul New Yorker, su cui afferma che la storia della ragazza è stata:

censurata, distorta, tramutata, tradotta, ridotta; è stata resa infantile, americana, uniforme, sentimentale; è stata falsificata, volgarizzata, e, di fatto, spudoratamente e arrogantemente negata.

La Ozick scrive che il diario è stato usato per troppi fini, a volte anche buoni, ma con il risultato di smorzarne lo spessore di atto d’accusa con precisi connotati storici e politici. Anne parlava dell’antisemitismo del suo tempo, la malvagità che la circondava, mentre il suo diario molte volte è stato visto come la testimonianza di una vittima da compatire ed elogiare, e proposto come una lettura consolatoria, dell’orribile periodo storico di cui ci raccontava. E’ stata descritta come una briosa e dolce bambina, ma invece è stata una scrittrice vera, autrice di una verità sconvolgente, che ha cambiato il mondo e la storia. Dalle parole di Cynthia Ozick:

Credere che il Diario sia ‘una canzone per la vita’ significa crogiolarsi in una mostruosa innocenza

Cynthia Ozick

Questo saggio dal titolo “Di chi è Anne Frank?” ci fa vedere questo diario con occhi nuovi, forse da un punto di vista che nessuno aveva mai pensato di svelare, per l’autrice questa è la prova più eclatante del nostro non voler vedere, della nostra volontà di chiudere i conti con quello che la Shoah realmente è stata. La Ozick ci ammonisce dal trasformare un omicidio di massa nel mero sfondo delle vicissitudini e delle speranze di un’adolescente, non solo per salvarci dal pericolo del sentimentalismo, ma soprattutto per non cadere in una forma di revisionismo non meno pericolosa della stessa negazione dell’Olocausto.

 

 

Il diario come documento

Ma come nel caso di Anne Frank il diario può diventare un documento importante per la storia e per gli studiosi che si occupano di queste discipline. Abbiamo esempi di testimonianze che possiamo definire come diari, perchè contengono pensieri o azioni che l’uomo svolgeva durante un determinato periodo storico, e questo ci ha permesso di ricostruire millenni di storia, che sono stati fondamentali per conoscere il passato di molte civiltà e perfino altre usanze o religioni di chi sta dall’altro lato del mondo.

Uno degli esempi più famosi e importanti che conosciamo è la Stele di Rosetta, una stele in granodiorite incisa, contenente tre diverse lingue: greco antico, geroglifico e demotico. Che racconta i benefici del faraone, permettendo di interpretare la scrittura egizia, grazie alla parte di greco antico, tutto questo ha permesso degli studi sulla cultura egizia. Potrei fare altri mille esempi di questo genere, come i taccuini di Leonardo Da Vinci, che hanno permesso la scoperta dell’uomo vitruviano, attraverso cui lo stesso, fece uno studio morfologico delle precise “misure” del corpo umano attraverso le figure geometriche, anche questo grande oggetto di studi e scoperte.

Possiamo creare un diario con qualsiasi cosa, anche un muro può diventare un diario, dei semplici fogli volanti, dei taccuini, perfino il nostro stesso corpo può esserlo, ogni cosa che ci circonda e su cui potremmo scrivere potrebbe diventare un diario e un giorno magari essere la testimonianza di qualcosa d’importante.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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