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Il cervello tra desiderio e sogno: un viaggio nella mente del protagonista di Inception

Il cervello tra desiderio e sogno: un viaggio nella mente del protagonista di Inception

Cosa succede nel cervello quando desideriamo e quando sogniamo? Il film Inception ci offre un’opportunità per parlare della relazione tra sogni e desideri.

 

Nel film Inception il protagonista sogna la moglie morta e i figli che non vede da molto tempo. Questo frammento di sogno ci mostra che il sogno è molto legato a ciò che più desideriamo. In questo articolo tenterò di spiegare le basi neurobiologiche del desiderio e del sogno e del perché non è azzardato ipotizzare che sia del tutto concepibile una teoria che affermi che sogniamo quel che desideriamo. La stesura di questo articolo nasce dalla lettura delle scoperte e delle teorie del neuroscienziato e neuropsicoanalista Mark Solms.

 

 

 

Le basi neurobiologiche del desiderio

Se cercate il significato della parola desiderio nel vocabolario Treccani troverete che con questo termine si intende un “Sentimento intenso che spinge a cercare il possesso, il conseguimento o l’attuazione di quanto possa appagare un proprio bisogno fisico o spirituale”.

Questa definizione spiega perfettamente il compito di un sistema del nostro cervello: il sistema dopaminergico mesolimbico, anche chiamato sistema della ricerca, in inglese: seeking, foraging, curiosity, exploration system. Il sistema della ricerca è parte del fascicolo mediale del proencefalo e quando questo sistema è attivato ha una funzione particolare: quello di spingere il soggetto a cercare quello di cui ha bisogno.

Nel tronco encefalico c’è una serie di strutture tra cui il nucleo solitario, area postrema, organi circumventrali, nucleo parabrachiale e ipotalamo, parti arcaiche del nostro affascinante cervello, che hanno il compito di monitorare e regolare l’economia corporea (esempi sono: la temperatura corporea, livelli di sodio, quantità di ormoni che causano stress ecc…).

Affinché l’essere umano riesca a monitorare e regolare l’economia corporea in modo corretto l’individuo deve andare a cercare nel mondo le risposte alle sue necessità: cibo con cui saziare la fame, una partner con cui procreare, e tutto ciò di cui ha bisogno. Questo andare per il mondo a cercare di possedere ciò che possa appagare un proprio bisogno è la funzione del sistema della ricerca.

L’essere umano ha piacere nella fase di  pianificazione del proprio desiderio, quando pensa ad un progetto da perseguire, ad esempio il ricorso al roleplaying prima o durante un rapporto sessuale. Il desiderare l’altro prima dell’orgasmo è fonte di piacere e questo piacere deriva dal seeking system.

 

I sogni e il cervello

“Il sogno è un fenomeno psichico pienamente valido e precisamente l’appagamento di un desiderio.”                                                                                                                                                                                                                 Sigmund Freud.

Al giorno d’oggi, c’è un interessante dibattito su quale sia il ruolo e la funzione del sogno. Ci sono dei fatti ampiamente dimostrati e che ci danno l’opportunità di lavorare su nuove ipotesi da verificate in futuro.

Fino a pochi anni fa, si riteneva che i sogni avvenivano durante la fase del sonno chiamata R.E.M. (rapid eye movement) e quindi le parti cerebrali che causano la fase R.E.M. erano ritenute le stesse parti che causavano i sogni. Intorno al 2000 le ricerche neuroscientifiche hanno dimostrato che questo non è del tutto vero.

È stato infatti dimostrato che i sogni si producono frequentemente anche al di là della fase R.E.M.: un quarto dei nostri sogni avvengono infatti al di fuori della fase R.E.M. e inoltre i meccanismi cerebrali che causano i sogni sono diversi rispetto ai meccanismi cerebrali che causano la fase del sonno R.E.M.. Questi due meccanismi possono coesistere ma non significa che essi siano correlati. Ciò è stato provato grazie a un gran numero di pazienti che pur non possedendo i meccanismi cerebrali per entrare nella fase R.E.M. del sonno potevano ugualmente sognare.

È stato dimostrato che sono due le parti cerebrali interessate al sognare: la prima è la Parieto-Occipital junction collocata su entrambi i lati del cervello e la seconda è il mesolimbic/mesocortical dopamine system conosciuto anche come il sistema della ricerca. La prima è responsabile per la cognizione visuale e spaziale. Ciò ha senso perché ovviamente quando sogniamo abbiamo bisogno di uno spazio immaginario senza il quale sarebbe impossibile sognare.  La seconda regione encefalica è molto più interessante della prima perché ci mostra che il sogno ha a che fare con il desiderio.

Il neuropsicoanalista Solms sostiene che sogniamo quel che desideriamo

La domanda sorge spontanea… Come è possibile che questa area cerebrale che attiva negli individui la volontà di intraprendere una azione è essenziale e molto attiva anche durante il sogno? Sembra un paradosso, come mai questo sistema del desiderio, questo sistema che motiva a compiere azioni nel mondo reale viene attivato anche quando stiamo dormendo?

Una delle teorie correnti ritiene che i sogni siano in realtà una alternativa alle azioni reali realizzate nel mondo esterno. In altri termini il mondo immaginario del sogno, delirante e allucinatorio, riesce a sostituirsi nell’economia psichica dell’individuo e alle azioni che quest’ultimo compie normalmente nel mondo reale.

Ciò ci permette di mostrare che la funzione del sogno è quella di favorire il sonno riuscendo a mettere in atto uno scenario immaginario che soddisfa un desiderio in modo alternativo ma ugualmente efficace a cercare alla soddisfazione dei desideri tratta nella nostra vita quotidiana.

Oltre a questa teoria ce ne sono ovviamente altre. Qui ne segnalo una che ipotizza che quando sogniamo le memorie della giornata vengono consolidate e attivate insieme con le memorie già esistenti, e che dunque attraverso il sogno processiamo gli eventi che abbiamo vissuto durante il giorno (probabilmente nelle ultime due giornate) codificandoli in connessione con le memorie già esistenti e selezionando cosa ricordare in funzione che questi ricordi hanno per ciascun individuo.

Queste due teorie, da me appena tratteggiate non si escludono, i sogni infatti potrebbero avere più funzioni. Non ci rimane che attendere l’esito delle ricerche in corso oltre che di quelle future per avere ulteriori e più puntuali risposte.

 

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