Il Superuovo

I misteri dello spazio-tempo: scopriamo cos’è il cronotopo con “Dark” e il romanzo

I misteri dello spazio-tempo: scopriamo cos’è il cronotopo con “Dark” e il romanzo

Cronotopo: un termine che forse avrai già sentito, forse no, sicuramente vivi, invecchi, ed esisti grazie a lui. 

(sosutenze.it)

Da dove deriva l’importanza di tale concetto? Da un semplice assunto: il cronotopo è la realtà. E non è solo questo, è anche il fondamento delle due principali forme di rappresentazione artistica della realtà: il cinema e la letteratura. Sì, perchè ignorare l’esistenza del cronotopo significherebbe non poter apprezzare Dark né tantomeno la lettura di romanzi.

Cos’è il cronotopo?

In realtà sai già di cosa si tratta, poichè l’eloquenza del vocabolo non inganna. Parliamo di crono (dal greco chronos) e topo (dal greco topos) cioè di tempo e spazio, due dimensioni strettamente correlate e indissolubili. Tuttavia il sodalizio  spazio-tempo è stato introdotto in tempi recenti, solamente con l’avvento della relatività e le intuizioni di Einstein. Se prima del Novecento erano considerate due grandezze assolute indipendenti l’una dall’altra e dalla materia, adesso fanno parte di un pacchetto unico: il cronotopo, uno spazio costituito da quattro dimensioni, le tre spaziali di lunghezza, altezza e profondità, e il tempo.

(arrigoamadori.com)

Dark: dove passato, presente e futuro sono compresenti

Esaurita la breve e semplificata definizione di cronotopo dal punto di vista della fisica, parliamo finalmente di cose interessanti: Dark.

Dark, serie tedesca targata Netflix debuttata nel 2017, indaga i misteri dello spazio-tempo e costruisce la propria trama sul concetto di cronotopo. Infatti, la narrazione corale dei destini degli abitanti della cittadina di Winden si misura con un solo protagonista, o antagonista, il tempo.

Tuttavia il tempo della narrazione non è unico, gli spazi temporali entro cui si muovo i personaggi sono molteplici: tre nella prima stagione, il 2019, il 1986 e il 1953, fino ad arrivare ad un totale di sei con la terza ed ultima stagione della serie. Tutti i tempi della storia sono distanti 33 anni l’uno dall’altro, ma presto i cittadini di Winden scopriranno che questi in realtà sono compresenti e accessibili da tunnel spaziotemporali situati nelle grotte del bosco della città, tunnel indicati in fisica con il termine di ‘wormhole’. I wormhole permetterebbero dunque di viaggiare da un punto all’altro dell’universo alla velocità della luce, rendendo credibile e comprensibile la celebre espressione di Einstein con cui la serie stessa si apre: “[…] la distinzione tra passato, presente e futuro è soltanto un’illusione, ostinatamente persistente”.

Jonas, Ulrich, Michael e tutti gli altri increduli eroi di Dark hanno così avuto modo di scoprire una piccola parte dei misteri dello spazio-tempo, rivivendo un unico spazio, quello della cittadina di Winden, in tempi diversi. Ma noi possiamo riscontrare l’importanza del cronotopo nella vita di tutti i giorni? Sì, leggendo romanzi.

(space.com)

La forza immedesimativa del romanzo

Dal 1937 il concetto di cronotopo è entrato in letteratura designando una categoria narratologica assolutamente necessaria per i romanzi. In questo caso, il padre non è più Einstein ma Bachtin, un critico letterario e teorico della letteratura del Novecento. Bachtin nel saggio Estetica e romanzo del 1937-38 definisce il cronotopo come “un luogo in cui si verifica la fusione dei connotati spaziali e temporali in un tutto dotato di senso e concretezza, nel quale il tempo si fa denso e compatto, diventando artisticamente visibile, e lo spazio si intensifica e si immette nel movimento del tempo dell’ intreccio della storia“. Dunque, il cronotopo letterario non è altro che la fusione dello spazio e del tempo, coordinate che, se rappresentate in modo realistico nei romanzi, favoriscono la fondazione di un mondo credibile e vivo nella mente del lettore.

Senza cronotopo perciò non esisterebbe l’esperienza di lettura, nella nostra immaginazione non prenderebbe forma alcun cortocircuito illusionistico dettato dalle vicende della storia, ugualmente accadrebbe per il cinema e per tutte le altre forme d’arte immedesimative.

 

 

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