Il rap, genere tanto versatile quanto crudo. Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, lo sa bene. Col tempo il genere cambia veste e diventa sempre più di massa, ma cosa resta quindi dell’esprimersi del rapper?

La storia del rap ci mostra vicende di vita underground che talvolta danno notorietà al cantante di turno. A volte il successo aiuta la persona, altre volte la catapulta in un mondo così complesso e articolato da lasciarlo, in ultima analisi, solo con la sua musica. Qui di seguito parleremo del rapper Salmo, in particolare della canzone Lunedì, soffermandoci non tanto sulla carriera artistica o la persona quanto sul senso dell’esistenza che il testo può esprime.
Piccola parte dell’Hip Hop: il rap ieri ed oggi
Il rap può essere considerato quella parte del genere Hip Hop, nato negli anni ’70 in America e diffusosi anche in Italia a partire dagli anni ’80. Esso nasce con l’intento sistematico di polemizzare facendo musica nei quartieri-ghetto di New York. Il genere ora ha mille sfaccettature e rami e talvolta ha perso anche il suo originale spirito di protesta in favore della mercificazione della musica e del guadagno (come nel caso del genere trap). La musica è un grande canale di sfogo sotto innumerevoli punti di vista, si collega a quella parte dell’uomo che necessita di esprimersi, con forza e con passione. Ma cosa accade quando la musica diventa assoggettata alle logiche di mercato ed all’esigenza di vendere? Cosa ne resta della persona che ha bisogno di esprimersi? La canzone Lunedì dell’italiano Salmo ci mostra quanto possa essere pesante l’impegno di un rapper nell’essere sincero ed originale, cercando di mantenere il personaggio senza tralasciare la persona.

Heidegger ascolta Lunedì e parla dell’esistenza
All’interno del testo, Salmo riesce a coniugare sapientemente un’atmosfera cupa e solenne (fornita dal beat) con la profondità espressiva che lo caratterizza sin dai ‘tempi lontani’ di Faraway. Prendiamo ora in prestito Heidegger per fare alcune considerazioni. La costitutiva apertura all’essere dell’uomo si esprime nel peculiare sentore dell’angoscia. Questo ‘regno dell’essere’, colto dall’unico fra gli enti (il da-sein, l’esser-ci, l’uomo) in grado di interrogarlo, si mostra nelle sue diverse sfaccettature in base al modalità d’esistenza dell’essere umano. L’uomo, all’interno di questo mondo dell’essere, può scegliere di costruirsi un’esistenza autentica o inautentica, in base alla propria personale apertura al mondo. Ma quindi di cosa starebbe parlando il rapper per Heidegger? Egli metterebbe in luce la vacuità dell’esistenza della maggior parte dei cantanti, data la superficialità dei modi e la ‘chiacchiera’ trita e ritrita nella trattazione di temi molto importanti come la sessualità, l’apparire e l’accettazione di sé. Condurre un esistenza inautentica significa fermarsi all’apparire dell’essere e non cogliere l’elemento costitutivo e caratterizzante dell’uomo: l’angoscia verso un’esistenza, che terrorizza e non viene pienamente compresa solo nella misura in cui non la si considera come l’elemento peculiare che identifica l’uomo, cioè la scelta. Scegliere ed esser in grado di farlo nel migliore dei modi è ciò che strappa l’uomo al cieco determinismo in cui sembra, apparentemente, gettato.

La necessità di parlare di sé in Lunedì
Cos’è dunque Lunedì? Heidegger direbbe che è un testo che mostra l’ardua presa di coscienza delle proprie scelte, l’insofferenza verso la superficialità e la necessità di parlare dei temi peculiari dell’esistenza umana quali la morte, il ricordo, l’accettazione ed il successo nel modo più genuino possibile, nell’essere-per-la-morte che non è una bieca accettazione del morire, bensì riconoscersi come artefici del proprio destino. Il rapper che accetta questa condizione non parlerà solamente in modo superficiale, ma sarà anche in grado di parlare dell’esistenza come pochi nella scena fanno (e sanno fare). Con molta probabilità Salmo non pensava ai temi heideggeriani in questi termini, ma dal testo traspare la sua sensibilità verso il senso dell’esistenza e la necessità di dire la sua, anche con un testo, tutt’altro che leggero, come quello di Lunedì.