Gli occhi sono davvero lo specchio dell’anima? Dante e De André ce lo spiegano

Più volte nella letteratura italiana viene esaminato il concetto degli occhi, assumendo varie connotazioni, soprattutto nel campo dell’amore. Ma che sentimenti possono esprimere? E soprattutto che funzione poetica svolgono?

(Dante Alighieri)

Gli occhi hanno sempre avuto un’importanza rilevante nella poesia, un classico esempio è la “poetica dello sguardo” nella poesia stilnovistica di Dante Alighieri, ma lo è anche uno anche più recente, ovvero la canzone Valzer per un amore di Fabrizio De André.

(Fabrizio De André)

Gli occhi salvifici

(Dante al primo incontro con Beatrice)

Dante Alighieri, oltre ad essere il padre della letteratura italiana, può essere considerato come l’esponente più illustre del dolce stil novo, che inserisce gli occhi come uno dei temi fondanti della sua poesia. Di preciso prende il nome di “poetica dello sguardo”, infatti esso assume una funzione salvifica, che avvicina il poeta sempre più a Dio. Nella Vita Nova così scrive:

Ne li occhi porta la mia donna Amore,
per che si fa gentil ciò ch’ella mira

Gli occhi in questo caso mostrano a Dante la natura salvifica di Beatrice (la donna amata), provocando in lui una sensazione non solo piacevole, ma che lo porta ad una vera e propria estasi. L’anima della donna è vista sotto una veste angelica, che permette all’Alighieri di salire in paradiso. Il poeta fiorentino poi scrisse questi versi:

De gli occhi de la mia donna si move
un lume sì gentil che, dove appare,
si veggion cose ch’uom non po’ ritrare
per loro altezza e per lor esser nove:
e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove
tanta paura, che mi fa tremare
e dicer: “Qui non voglio mai tornare”

Emerge da queste parole l’impotenza che l’uomo ha nei confronti degli occhi della sua donna amata, di come essi lo rendano vulnerabile e privo di protezioni.

Gli occhi perduti

(Copertina del singolo)

Nel 1964 assieme a La canzone di Marinella, Fabrizio De André pubblica il singolo Valzer per un amore, ispirandosi al sonetto Quand vous serez bien vieille di Pierre de Ronsard. Il brano racconta delle sofferenze di una donna dopo la fine di un amore, espressione del sentimento sono gli occhi in lacrime. Così riporta:

le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato
ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.

Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.

Questo gesto del pianto diventa l’espressione del sentimento dell’amante in preda allo sconforto, rappresentano lo stato di disperazione della sua anima. Tra le righe sembra quasi che gli occhi siano in lacrime non solo per l’amore perduto, ma perché sono consapevoli che difficilmente verranno cantati da qualcun altro, licenza permessa solo ad artisti e poeti.

Il riflesso dei sentimenti

Dante Alighieri e Fabrizio De André sono l’esempio di come gli occhi possano rappresentare un elemento importante per l’essere umano, soprattutto dal punto di vista emotivo. Essi sono una via per la manifestazione dei sentimenti, sia negativi che positivi, come si nota dagli esempi citati, nella storia della letteratura essi vengono usati come elementi di poesia, poiché caratterizzano l’uomo nel suo essere. Alessandro Baricco così ha scritto: Chi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di un uomo si possa vedere così lontano, che evidenzia, ancora una volta, come la funzione degli vada oltre a quello di semplice organo sensoriale, ma siano anche specchio dell’anima.

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