Gli occhi ingenui di Forrest: la sua semplicità contrapposta al sistema critico di Hegel

Forrest Gump vive osservando la realtà senza vederne le sovrastrutture e i grandi meccanismi che gestiscono le complesse dinamiche della società, ma in modo disincantato ed estremamente personale.

Forrest Gump è un film del 1994 diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks. Forrest è un personaggio molto particolare, sin da quando è bambino nota di essere diverso dai suoi coetanei dai quali non è accettato, esclusa una ragazza, Jenny, che, a suo modo, gli starà vicino quasi tutta la vita.

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Interessante è lo sguardo ingenuo, disincantato ma pregno di umanità, che Forrest mostra di avere tutta la vita e di fronte a qualunque situazione. Ed è forse proprio questo punto di vista che gli permette, in modo inaspettato e sempre molto natuale, privo di meschinità, di raggiungere il successo in vari ambiti nei quali si cimenta.

Forrest, il Vietnam ed i pacifisti

Un esempio interessante per mostrare la personalità di Forrest e la sua grande semplicità è il modo in cui affronta la guerra del Vietnam.

Forrest riceve un volantino che invita i giovani ad arruolarsi nell’esercito americano, lo guarda e decide di arruolarsi. Non fa ragionamenti o calcoli per comprendere il valore della scelta, non sembra considerare quella opzione di vita come avrebbe fatto qualsisi altro ragazzo. Senza farsi domande o pensare a ciò che gi dicono di fare Forrest esegue gli ordini che gli vengono impartiti nell’esercito perchè sa che è ciò che deve fare, e inizia ad eseguire in modo quasi automatico. Grazie a questo suo approccio Forrest viene molto stimato nell’ambiente militare, essendo a tratti considerato il migliore.

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Forrest viene mandato a combattere in Vietnam. In un attacco però il suo plotone viene colpito. Forrest corre e scappa lontano fino a ritrovarsi da solo, per questo torna indietro per salvare Bubba, il suo amico. Due infatti sono le caratteristiche che lo rappresentano: l’amicizia e il mantenere le promesse. Senza scrupoli infatti Forrest torna indietro in mezzo alle bombe che esplodono per salvare Bubba, non lo trova subito e, ogni volta che incontra un soldato vivo, lo porta in salvo. Una volta tornato in America si impegna a costruire la barca per pescare gamberi, realizzando il progetto che in guerra lui e Bubba avevano pensato.

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Esemplare è il modo in cui Forrest, ormai eroe di guerra, si relaziona con i pacifisti che manifestano a Washington.

Viene invitato a parlare per caso, (come quasi sempre accade Forrest non cerca le situazioni ma ci si trova e senza farsi troppe domande le affronta) quasi non sa cosa dire e, quando inizia a parlare, i microfoni vengono staccati da un militare e del suo discorso nessuno riesce a sentire nulla ma lui non sembra accorgersene e continua a parlare. Molto evidente è la diffrenza tra Forrest ed i pacifisti: egli vive il tutto come se fosse normalità, i pacifisti invece urlano e partecipano tutti con molta enfasi. Questa scena evidenzia molto bene come Forrest sia diverso da tutto il resto della gente e sia unico.

Forrest cambia espressione e sembra “illuminarsi” solo quando dalla folla si fa avanti Jenny che lo riconosce sul palco.

 

Hegel e il sistema in cui la guerra è armonizzata

L’Eticità, terzo momento della svolgimento triadico dello spirito oggettivo, si articola al suo interno in: famiglia, società civile e Stato. Quest’ultimo si articola a suo volta in diritto statale interno, diritto statale esterno e concezione della storia. E’ proprio nel secondo momento di questa tripartizione che si individua la posizione di Hegel nei confronti della guerra.

Nelle dinamiche dello Stato viene meno la solidarietà etica che contrassegna al suo interno l’organismo politico e ritornano alcune caratteristiche della società civile: gli Stati stabiliscono tra loro rapporti che posso ricordare quelli che intercorrono tra gli individui atomizzati. Lo Stato però, a differenza dell’individuo, è autosufficiente, ed il rapporto fra Stati ha come principio fondamentale la sovranità di ciascuno. Non vi è una volontà universale che istituisca il diritto internazionale.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

L’assenza di una volontà generale superiore alle volontà particolari dei singoli stati porta Hegel a prendere le distanze dall’idea kantiana della “pace perpetua”. Questo ordinamento non ha fondamento etico in quanto non rappresenta l’espressione di una volontà generale, ma si regge solo sull’equilibrio precario di volontà particolari. Hegel ritiene dunque inevitabile e legittimo il ricorso alla guerra per risolvere le controversie tra stati quando venga meno l’accordo tra loro.

 

Forrest vive la guerra con semplicità, senza particolare enfasi o aspirazione, non si fa domande e non respinge ciò che gli accade, ma lo vive fino in fondo, e la sua grande umanità ed attenzione al prossimo lo dimostra. Quella di Forrest non è superficialità ma semplicità e umanità, che prende però le distanze da ogni tipo di approccio filosofico giustificazionista come quello hegeliano: Forrest infatti non ha la necessità di spiegare perché la guerra sia giusta (o perché sia sbagliata, come sostengono i pacifista), al contrario di Hegel che sottolinea la necessità della guerra come realizzazione dello spirito di un popolo.

Elena Gallo

 

 

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