Che occhi grandi che hai! Hänsel e GRETAl e la strumentalizzazione dei bambini

Agli occhi languidi dei bambini nessuno può resistere, l’aveva capito bene Walter Keane quando iniziò a vendere per suoi i quadri della moglie raffiguranti occhioni innocenti.
E allora qual è l’arma di persuasione più vecchia del mondo? I bambini, naturalmente.

Alzi la mano chi ama Tim Burton!

Dalla variopinta Alice in Wonderland, al commuovente Edward mani di forbice, il regista statunitense ci ha accompagnati per la nostra infanzia con film iconici ed indimenticabili, diventate delle vere e proprie opere cult.
E se vi siete persi Big Eyes, andatelo subito a recuperare!
Consiglio della Keane? Agli occhi dolci dei bambini nessuno può resistere, e la politica non fa eccezione.

Che occhi grandi che hai!

Era il 1955 quando Margaret D. H. (nata Peggy Doris Hawkins) prese il cognome Keane, sposando Walter, pittore mancato, ma ottimo imprenditore, che fiuta subito il successo dietro i quadri di lei, rappresentanti bambini dagli occhi enormi.

Purtroppo, la gente non compra opere d’arte realizzate da donne.

-Walter Keane

Accede così che in un’epoca in qui le donne erano buone quasi esclusivamente per generare bambini, Margaret inizia a firmare “Keane” i suoi dipinti ed il marito ben presto si appropria della paternità delle opere.

Gli occhioni di Margaret conquistano i cuori, sono in grado di scrutare l’anima, Walter ne è certo, o, quantomeno, li spaccia per tali, sfruttando “gli orfanelli” per costruire il suo impero.

Pontida 2019

“Ho visto, venendo qua, che ci sono dei bimbi.
Magari se sono ancora lì e non si sono ancora addormentati li invito a salire sul palco […] Avanti ragazzi, avanti, facciamo passare davanti i bimbi le mamme e i papà.
E fra i bimbi c’è Greta, se non sbaglio. Vieni avanti. […] Greta è questa splendida ragazza con i capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma!
Esclama così Matteo Salvini, comizio da non perdere in diretta sui social, peccato che, sin dal principio, iniziano le prime incongruenze, la piccola Greta non sale infatti sul palco dalla folla, ma accede dal “dietro le quinte” insieme alla mamma, munite di apposito pass.
L’account ufficiale della Lega – Salvini Premier rilancia la mattina dopo, alle ore 10:55, pubblicando un tweet con la frase, tutta in maiuscolo, “SALVINI A PONTIDA CHIUDE COMIZIO CON GRETA, BIMBA DI BIBBIANO” insieme all’articolo dal titolo “Pontida, Salvini chiude comizio con una bimba di Bibbiano sul palco” de Il Messaggero.
Selvaggia Lucarelli pubblica il 16 settembre 2019 alle ore 16:13 un tweet in cui sostiene che Greta non sia menzionata nell’ordinanza del Gip di Reggio Emilia riguardante il caso Bibbiano.
“Mi comunica un magistrato che la bambina GRETA portata da SALVINI sul palco di Pontida NON E’ MENZIONATA NELL’ORDINANZA del GIP di Reggio Emilia riguardante il “caso Bibbiano”. Inoltre il suo caso non sarebbe stato neppure tra quelli seguiti dai Servizi Sociali della Val d’Enza.”

Immagine di Blogo

Chi è Greta?

Da una consultazione dell‘Ordinanza del Gip sul caso Bibbiano si viene a scoprire che effettivamente Greta non viene citata nel documento e che non sia di Bibbiano (Emilia Romagna) ma delle zone di Milano.
Dopo una ricerca sulla madre, Sara De Ceglia, si viene a scoprire che, effettivamente, quest’ultima risulta domiciliata a Lomazzo, provincia di Como, amministrata da Giovanni Rusconi, candidato con una lista civica che univa Lega Salvini, Forza Italia, Insieme, non esattamente un piddino, si direbbe.

Naturalmente questo non sminuisce la situazione di Greta, che si è realmente trovata lontana per più di un anno dalla propria famiglia, lei come tantissimi altri bambini d’Italia.
Ma la domanda vera non è “chi è Greta?”, “chi è stato?”, “è colpa del PD?”, la domanda è perché per parlare di una situazione grave come questa si deve per forza finire in un battibecco politico?

A Greta non importa se Salvini è stato spodestato dal PD ed adesso deve trovare un nuovo nemico per la sua politica dell’odio, a Greta non importa di essere una paladina dei bambini di Bibbiano, a Greta non importa di alzare le ondate di rancore.

A Greta importa di tornare a casa e di avere la pace, e di avere giustizia, e di non essere strumentalizzata, perché Greta non è soltanto Greta.
Greta è ogni bambina ed ogni bambino che viene portato via ingiustamente dalla propria famiglia, Greta può essere nostra figlia, nostra sorella, nostra nipote, la nostra vicina di casa …
E merita di più di questo, merita di più di essere resa mera propaganda della politica dell’odio.

Illustrazione di Carlo Casaburi

 

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