Federica Cacciola, un’altra vittima del cyberbullismo. Perché le persone insultano?

Da quando i bulli si sono trasferiti dal mondo reale a quello digitale, l’umiliazione è totale poiché il pubblico a loro disposizione è molto più ampio rispetto al passato.

Cyberbullismo

Il cyberbullismo è un fenomeno che si sta pericolosamente diffondendo giorno dopo giorno. Può essere definito come ‘un insieme di azioni aggressive, deliberate e ripetute, attuate da una o più persone attraverso strumenti elettronici come tablet, telefoni o computer, con lo scopo di danneggiare e/o isolare la persona scelta come bersaglio che ha difficoltà a difendersi‘. Si tratta di un fenomeno molto recente, per cui è importante condurre degli studi per cercare di comprenderlo meglio e di capire quali potrebbero essere le conseguenze. Le ipotesi circa le genesi di tale fenomeno sono diverse e tra quelle più recenti troviamo un’ipotesi neuroscientifica.

 

Il possibile coinvolgimento dei neuroni specchio

Gallese e colleghi hanno individuato un ruolo importante dei neuroni specchio in quella che loro hanno definito ‘simulazione incarnata‘. Si tratta di un processo biologico che si attiva quando una persona ne osserva un’altra compiere un’azione o provare una certa emozione. In chi osserva si attiverebbero non solo le stesse reazioni fisiche, ma anche le stesse strutture neuronali ed è per questo che quando vediamo una persona piangere o soffrire, proviamo un po’ della sua sofferenza. Tutto questo è possibile soltanto se si osserva l’altro di persona ed è proprio questo il punto.

Con l’avvento dei nuovi strumenti elettronici possiamo avvicinarsi a persone che ritenevamo inavvicinabili, come attori o calciatori, ma allo stesso tempo scarseggia sempre più il contatto con l’altro. Questa distanza che pian piano si crea non ci permette di allenare i nostri neuroni specchio, con la conseguente carenza nel riconoscimento e nella condivisione delle emozioni altrui. In altre parole, non potendo provare un po’ delle emozioni altrui, queste non possono essere comprese né condivise, per questo è più facile insultare ed offendere le persone sul web piuttosto che nella vita reale. Inoltre molti studi hanno evidenziato un deficit a livello empatico nelle persone che tendevano ad attuare con maggior frequenza atti aggressivi online. La cosa più preoccupante è che la violenza presente sul web è maggiore rispetto alla violenza che si potrebbe attuare di persona e questo perché manca il contatto diretto con la vittima.

Sulla scia di quest’ipotesi, la soluzione è piuttosto semplice. Il cervello umano è plastico, ciò significa che ha la possibilità di trasformarsi non solo durante l’età evolutiva, ma durante tutta la nostra vita. Quindi sarebbe utile, soprattutto nei ragazzi, stimolare adeguatamente il cervello con attività che permettono di sviluppare ed affinare le loro competenze sociali, di aiutarli a mettersi nei panni degli altri e ad assumere il loro punto di vista, affinché possano riconoscere e comprendere le emozioni altrui.

 

Le possibili conseguenze psicologiche del cyberbullismo

Il cyberbullismo è una forma più subdola e sottile di bullismo innanzitutto perché garantisce l’anonimato. Oggi per insultare qualcuno senza conseguenze basta creare un profilo falso e lasciare commenti qua e là alle proprie vittime. Inoltre è possibile raggiunger un numero maggiore non solo di vittime isto che ormai letteralmente chiunque può insultare chiunque, ma si ha anche un pubblico maggiore a propria disposizione, ricevendo così molti più consensi da parte di chi la pensa nello stesso modo.

Insultare
Ovviamente è più semplice capire le motivazioni legate all’insultare qualcuno che si conosce rispetto alle motivazioni che invece spingono ad insultare chi non si conosce.

 

Tutto questo ha delle conseguenze negative importanti per la vittima, la quale spesso non riesce a difendersi da questi molteplici attacchi. Si parla di molteplici attacchi perché basta l’insulto di una sola persona per scatenare l’odio, la rabbia e forse anche l’invidia di molti altri. Alcuni non si lasciano vincere dai bulli, anzi gli tengono testa e non permettono loro di rovinare una bella giornata, ma non tutti hanno la stessa forza. Molte vittime si lasciano abbattere, iniziano a rimuginare su quei commenti così cattivi e purtroppo non sono infrequenti i casi di ansia, depressione e nei casi peggiori anche di suicidio. Per questo è così importante fornire un supporto ed un sostegno psicologico adeguato alle vittime, affinché non si arrivi a commettere atti estremi.

 

Perché le persone insultano?

I motivi per i quali le persone ne insultano altre sono molti. Alcuni lo fanno quando non hanno argomenti con i quali sostenere una discussione, altri invece lo fanno per rabbia, per invidia o per semplice mancanza di autostima. Ovviamente è più semplice capire le motivazioni legate all’insultare qualcuno che si conosce rispetto alle motivazioni che invece spingono ad insultare chi non si conosce.

Nel bel mezzo di una discussione, non necessariamente dai toni accesi, ad un certo punto uno dei due interlocutori insulta l’altro, senza un’apparente motivazione e per giunta senza legami con l’argomento della discussione. Questo accade perché spesso mancano gli argomenti per sostenere la propria tesi, quindi è più facile insultare l’altro piuttosto che discutere civilmente. A livello psicologico ciò accade perché non si è in grado di far prevalere la propria tesi e le proprie argomentazioni, per cui si cerca di prevalere sull’altro in altri modi. In questi casi gli insulti utilizzati sono pieni di pregiudizi perché si tende a ragionare di meno a causa dell’aumentata produzione di adrenalina. Diminuendo la lucidità, diminuisce drasticamente anche la qualità della discussione.

C’è poi chi invece insulta per rabbia o per invidia. I primi purtroppo non hanno altri mezzi a loro disposizione per ribadire la propria superiorità, perciò tendono a farlo insultando l’altro. Questo è particolarmente vero per le persone con un carattere iracondo, le quali purtroppo a volte superano il limite ricorrendo anche ad atti violenti. Chi insulta per invidia invece lo fa perché hanno la percezione che l’altro sia superiore a loro, per esempio perché è più bello/a o attraente o perché è più intelligente. Ci si sente minacciati, per cui si passa alla difensiva insultando, poiché anche in questo caso sembra essere l’unico mezzo di cui si dispone. Ancora una volta, si cerca di affermare la propria superiorità, o almeno questo è ciò che accade nella mente di chi insulta.

 

Federica Cacciola, una delle vittime del cyberbullismo

Nonostante la sua giovane età, Federica Cacciola ha già alle spalle una bella carriera, ma probabilmente la maggior parte di noi la conosce grazie al suo alter ego, Martina dell’Ombra de Broggi de Sassi. Si tratta di un personaggio interpretato talmente tanto bene da aver diviso per molto tempo il web poiché ci si chiedeva se ‘ci facesse o ci fosse‘. Martina è nata in un freddo giorno di febbraio del 2014, giorno durante il quale ha annunciato pubblicamente di voler entrare in politica. Ha quindi iniziato ad esprimere la propria opinione su importanti tematiche di attualità e fin qui non sembra esserci nulla di male. Martina però è una ragazza assai particolare perché le sue caratteristiche principali sono l’essere un po’ svampita e l’essere ‘tuttologa’ visto che sembra avere un enorme bagaglio culturale.

 

Federica Cacciola
Federica Cacciola, il cui alter ego è Martina dell’Ombra de Broggi de Sassi.

 

Purtroppo la giovane Martina è stata ben presto sommersa dai commenti dei cosiddetti ‘haters‘, commenti pieni di odio e di insulti immotivati. Lei però prende tutto con ironia e leggerezza perché con il tempo ha imparato a non dar peso a queste vuote parole. Con il tempo inoltre il personaggio di Martina è cresciuto, migliorando sempre di più se stessa, le proprie idee ed i propri modi di fare, ma il fatto che fosse un personaggio non è stato chiaro a tutti fin da subito.

Dietro il personaggio di Martina però c’è Federica, una ragazza reale che vive nel mondo reale. Non ha mai fatto del male a nessuno, anzi probabilmente il suo intento era strappare un sorriso a chi la seguiva, ma nonostante ciò riceve ancora oggi insulti di vario tipo, soprattutto sul suo aspetto fisico. Lei però è forte, sa difendersi, non si lascia abbattere e si comporta in modo molto più maturo rispetto alle persone che non hanno parole gentili per lei. Afferma di sentirsi onorata di essere paragonata agli animali (paragoni che gli haters utilizzano come insulti) perché loro ‘hanno un’anima profonda, un istinto imbattibile e infinite qualità‘, cose che probabilmente mancano a molti utenti del web e non solo. 

Martina Morello

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