Si può sconfiggere la morte? Edgar Allan Poe ci insegna come

Tutto nero. Tutto buio. E poi, d’improvviso, la luce. Avete mai pensato di sfuggire all’ineluttabile? Avete mai immaginato di poter vincere la morte?

C’è silenzio nella stanza: sono tutti giù, con il capo chino, a piangere la perdita di un caro. Alcuni pregano, altri si abbandonano all’emozione e al ricordo, altri, più semplicemente, tacciono. Ma poi eccolo lì, il miracolo. La bara si muove: è vivo. Potrebbe sembrare una scena degna dei migliori horror, ma non è così.

 

Si può sconfiggere la morte?

È avvenuto in India, quest’estate, quando un ventunenne si risveglia nel mezzo del suo funerale. Il ragazzo era stato coinvolto in un incidente d’auto, che secondo i medici per lui era risultato fatale- ma a quanto pare si sbagliavano.

Furqan però non è l’unico caso di morte apparente avvenuto: proprio quest’anno in un comune dell’avellinese, Montecalvo Irpino, questa storia si ripete.

Si tratta di un pensionato di 74 anni, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Ariano Irpino dopo un improvviso malore. Il ricovero, poi il ritorno a casa, perché per i medici non c’era più nulla da fare. Ritenuto morto, non restava che organizzare i funerali. Fu contattato anche il prete. Ma all’improvviso, un po’ come Lazzaro, si è rialzato. Dice che sia stato Padre Pio a fargli la grazia, lui.

Altri, un po’ più scettici, preferiscono analizzare il caso da un punto di vista medico. Non è un miracolo, ma morte apparente.

La morte apparente nella storia 

In medicina è uno stato caratterizzato da perdita della coscienza e  della sensibilità. Non si è più in grado di percepire battito o movimenti respiratori, a tal punto che persino la “prova dello specchietto” fallisce. Non sono più presenti riflessi, si assiste al rilasciamento degli sfinteri, cosicché un soggetto appare morto pur essendo ancora in vita. Persino la temperatura del corpo può abbassarsi, di solito fino a 24 °C, ma in vari casi anche sotto questa soglia.

Per la legge italiana, in tali casi, il soggetto deve essere costantemente osservato per minimo 48 ore.

Da sempre la morte apparente ha incuriosito ed ispirato una letteratura specifica che spazia tra teoria medica e cultura popolare, quest’ultima impressionata, soprattutto nei secoli XVIII e XIX, dal timore del seppellimento prematuro.

Esempio di bara di epoca vittoriana che permette di poter richiamare l’attenzione in caso di morte apparente

La morte prematura usata da Edgar Allan Poe

Esemplare, in questo caso, è il racconto “Il seppellimento prematuro” dello scrittore Edgar Allan Poe. Appartiene alla raccolta “Racconti del terrore” ed è forse uno dei più riusciti racconti dello scrittore.

La parte iniziale ha il sapore della cronaca, un taglio scarno e le parole ben assestate, che insinuano immediatamente nel lettore la paura, il tarlo, di poter essere sepolti vivi. Poe riprende vari casi di morte apparente a lui coevi, per fornire un contesto alla sua fobia quasi paralizzante di essere sepolto vivo. Le sue condizioni lo hanno portato a scivolare in uno stato di trance di incoscienza, una malattia che è progressivamente peggiorata nel tempo e che viene definita come catalessi.

Diventato ossessionato dall’idea di poter essere sepolto vivo strappa promesse dai suoi amici che non lo seppelliranno prematuramente, si rifiuterà di lasciare la sua casa e costruirà un’elaborata tomba con attrezzature che gli permettano di segnalare aiuto nel caso in cui si debba risvegliare dopo la “morte”.

È nella seconda parte che la storia culmina, quando il narratore si risveglia in un’oscurità nera come pece in un’area ristretta. Presume che sia stato sepolto vivo e che tutte le sue precauzioni non abbiano avuto successo.

Edgar Allan Poe

Poe adopera una prosa martellante, disarmante, ossessiva- come solo lui può fare. L’ansia sale, assieme a quella del protagonista, e il foglio bianco diventa morte delle parole, troppe, troppo vere, palpitanti, vive, per essere rinchiuse nella carta. E mentre mano a mano il senso di oppressione si fa palpabile, il narratore grida e viene immediatamente messo a tacere.

Si rende presto conto di trovarsi nell’ancoraggio di una piccola barca, non in una tomba. L’evento lo sconvolge dalla sua ossessione per la morte, influenzata anche dalla lettura, prima di coricarsi, di “Night thoughts, i “Pensieri notturni” di Edward Young- esempio di poesia sepolcrale settecentesca.

Poe distorce la realtà mediante  fantasie, visioni e ossessioni per la morte, lucrando su una delle paure più comuni della sua epoca. Il seppellimento prematuro è l’esempio lampante della maestria del padre dell’horror, capace di unire reale e impossibile, di saper far convergere la paura su carta e di addomesticarla, domarla e usandola a proprio piacimento.

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