Hiroshima e Nagasaki: il dibattito etico e scientifico nella figura di Edward Teller, dottor Stranamore

Le bombe sganciate dagli americani sulle città giapponesi nel 1945 sono il risultato di un’applicazione scientifica. Impresa o irreparabile responsabilità?

I funghi atomici di Hiroshima e Nagasaki (wikipedia.org)

In questi giorni cade l’anniversario delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Risultato devastante dell’applicazione di una grande scoperta scientifica, hanno generato un dibattito ancora aperto. Affrontiamo l’argomento guardando alla figura di Edward Teller, uno dei massimi ricercatori in campo nucleare.

“Ragazzino” e “Grassone” piegano il Paese del Sol Levante

6 Agosto 1945. Quella mattina il cielo è limpido, perfetto per volare. Il bombardiere B29 Enola Gay, appositamente modificato per trasportare Little Boy si alza dalla base aerea degli Satati uniti d’America di Tinian Island alle 2.45. Con lui poca scorta, uno o due bombardieri. Little Boy è una bomba all’uranio, con una potenza di 15 kiloton (15mila tonnellate di tritolo), lunga tre metri, larga 71 centimetri e del peso di 4.4 tonnellate. Sono le 8.00 quando i bombardieri vengono avvistati dalla difesa antiaerea di Hiroshima, Giappone. Si decide di non dare l’allarme, non è la prima volta che i bombardieri americani sorvolano la città quella mattina e il loro numero non desta preoccupazione. Si pensa a un semplice volo di ricognizione. Alle 8.15 il maggiore James Ferebee sgancia la bomba. L’Enola Gay barcolla e si lancia in picchiata per assumere velocità e allontanarsi il più possibile dal luogo dell’esplosione. Quarantatrè secondi. Tanto dura la caduta di Little Boy. Un bagliore accecante, un’onda d’urto devastante e una nube a forma di fungo alta 9mila metri (l’Everest, il punto più alto del pianeta, raggiunge quota 8848 metri). Le cifre sono impietose: sessantamila edifici completamente distrutti dall’esplosione, circa 70mila persone morirono all’istante. La città si riempie di incendi che divampano subito dopo il bombardamento. La notizia giunge a Tokyo la mattina del 7 Agosto, ma sembra talmente incredibile che la sola reazione è mandare un gruppo di ricognizione a verificare cosa sia accaduto. La mattina del 9 Agosto parte il secondo raid da Tinian diretto a Kokura. Le condizioni meteorologiche non sono favorevoli e il volo viene dirottato su Nagasaki. Alle 12.02, esplode Fat Man, una bomba al plutonio con una potenza di 21 kiloton, lunga 3.25 metri, larga 1.5 metri e del peso di 4.65 tonnellate. L’esplosione ha conseguenze meno devastanti della prima sulla città: le nubi nascondono l’obiettivo e la bomba esplode nella zona industriale della città, che rimane parzialmente protetta dalle colline. Morirono all’istante circa 40mila persone, alcuni dei quali erano sopravvissuti a Hiroshima e si erano rifugiati nella vicina Nagasaki. Nei mesi successivi all’esplosione il numero complessivo delle vittime superò le 220mila persone. Il Giappone era definitivamente piegato. Il 15 Agosto 1945 l’imperatore Hirohito legge alla nazione l’editto della resa.

Hiroshima devastata dalla bomba atomica (theglobepost.com)

Il dottor Stranamore di Kubrick è reale?

Il 29 Gennaio 1964 esce negli USA “Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba”, film diretto da Stanley Kubrick. La pellicola è ambientata in uno dei periodi più critici della Guerra Fredda: la crisi dei missili a Cuba, più di 15 anni dopo le bombe atomiche che posero fine alla seconda guerra mondiale. Era in atto la corsa agli armamenti nucleari scattata immediatamente dopo lo sgancio delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. Le due superpotenze, USA e URSS, si davano battaglia minacciandosi a vicenda e mettendo in mostra i propri arsenali. Ma di chi è la responsabilità di tutto questo? Il dibattito dura da decenni ed è ancora attuale. Gli scienziati che hanno lavorato alla realizzazione delle armi nucleari sono responsabili dei disastri o devono essere riconosciuti autori di una vera e propria impresa scientifica? Il dibattito, come si intuisce facilmente, non è solo scientifico, ma profondamente etico. Nella pellicola di Kubrick c’è un personaggio chiamato Dottor Stranamore, direttore per lo sviluppo delle armi nucleari e collaboratore nonché consigliere del Presidente presso il Pentagono. Tutti i personaggi del film sono in effetti caricature, esagerazioni ironiche e stereotipate delle “categorie” coinvolte nelle vicende reali. Si crede però che Stranamore sia ispirato a un personaggio reale. Sebbene sia evidentemente lo stereotipo dello “scienziato pazzo” in stile Frankenstein, vengono forniti su di lui alcuni interessanti dettagli: tedesco, ex nazista, stratega nucleare, uomo freddo e razionale, con una disabilità che lo costringe su una sedia a rotelle e una protesi al braccio. Seguendo questi indizi si è giunti all’identificazione di alcuni personaggi dell’epoca. Il più convincente rimane però Edward Teller, fuggito ai nazisti, mitteleuropeo, affetto da handicap, ritenuto padre della bomba H, stratega nucleare tanto da consigliare (almeno quanto li osteggiava) i presidenti USA.

Una scena dal film di Stanley Kubrick (cinematographe.it)

Edward Teller in difesa dell’applicazione concreta del progresso scientifico

Nato nel 1908 a Budapest, Teller fa parte di quel gruppo di scienziati ungheresi cresciuti in patria e poi costretti a fuggire negli USA a causa delle persecuzioni del regime nazista denominati e divenuti famosi come “Clan degli ungheresi”. Durante la seconda guerra mondiale partecipa al Progetto Manhattan per la realizzazione della bomba atomica, sotto il coordinamento di Robert Oppenheimer con il quale entrerà successivamente in forte contrasto. Lo stesso Teller è considerato il “padre” della bomba termonucleare, anche conosciuta come bomba all’idrogeno o bomba H. Il primo passo era stato effettuato nel 1934 da Enrico Fermi insieme alla sua equipe di ricerca, quando bombardarono degli atomi di uranio con dei neutroni annunciando la formazione di nuovi elementi transuranici. Nel 1938 i due radiochimici Otto Hahn e Fritz Strassman individuarono nel bombardamento alla Fermi una determinata quantità di Bario e ne informarono la svedese Lise Meitner. Qualche anno dopo la stessa Meitner interpretò quel risultato come la rottura del nucleo dell’uranio, ovvero come fissione. Le successive ricerche portarono all’impiego dell’energia nucleare in pace e in guerra. Qual è stato allora il contributo di Teller? Mentre i suoi colleghi rimanevano concentrati sulla fissione, Edward era affascinato e attratto dalla fusione. Proprio questo processo di reazione sta alla base della bomba H, grazie (ringraziamento scientifico) alla quale la fusione è stata sperimentata per la prima volta nel 1952. Teller ebbe a dire: “Possiamo argomentare, dobbiamo argomentare e argomenteremo che in qualsiasi circostanza la conoscenza è preferibile all’ignoranza. E inoltre posso dirvi, per esperienza personale, che questa ricerca è di gran lunga la più piacevole di tutte le nostre attività. Di fatto, l’unica cosa piacevole dell’attività di uno scienziato è la scoperta dell’inatteso”. Alla ricerca segue immediatamente l’applicazione dei risultati e anche in questo caso Teller aveva le idee ben chiare: “Perché abbiamo paura? Può darsi che sia soltanto prudenza, e la prudenza è un bene, ma troppa prudenza può talvolta rivelarsi dannosa”. Quando le bombe atomiche sono esplose su Hiroshima e Nagasaki, solo alcuni scienziati erano consapevoli di ciò che avrebbero provocato. L’umanità si è trovata di fronte a uno scenario apocalittico e dunque molto preoccupante per il proprio destino. Secondo Teller questo scenario era altamente improbabile se non impossibile. Le prospettive di utilizzo erano infatti a scopo difensivo per frantumare meteore in rotta di collisione con la Terra. Il problema è proprio degli esperti che non riescono a far comprendere la portata di ciò che conseguono, l’applicazione di ciò che il progresso scientifico raggiunge. Il dibattito è ampio, ma davvero sentiamo di condannare apertamente il progresso scientifico applicato dal dottor Stranamore, chiunque egli sia?

Lo scienziato Edward Teller (thoughtco.com)

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