L’anatomia del naso spiega l’ ‘allergia’ al mezzo principale per contrastare la calura estiva

L’estate è la stagione del sole, del caldo, delle vacanze, ma anche dell’ ‘allergia al condizionatore’. In che cosa consiste? In che modo la struttura anatomica del naso assume un ruolo determinante da questo punto di vista?

Condizionatore, illustrazione

 

Come tutte le stagioni, anche l’estate è caratterizzata da luoghi comuni. È sicuramente l’aria condizionata uno degli elementi irrinunciabili per chiunque per contrastare la calura estiva, ma quali possono essere le conseguenze di un’esposizione prolungata ad aria troppo fredda?

Estate: stagione del caldo, ma non solo

Che la si ami o che la si detesti, l’estate è la stagione del sole e del caldo. È il momento più atteso per i lavoratori che dopo un anno di lavoro si possono permettere delle settimane di ferie, per gli studenti che per almeno due mesi possono non pensare alle scadenze e alle consegne quotidiane di scuola, e anche per gli studenti universitari in sessione è comunque un momento di pausa dalle lezioni. L’estate profuma di frutta fresca, di anguria e di melone, di mare, ma anche di aria di montagna. Le autostrade e gli aeroporti si riempiono di persone che per qualche tempo vogliono solo pensare a rilassarsi nelle loro mete di destinazione. In questa atmosfera, più o meno piacevole, solo una cosa è più temibile dei già sentiti tormentoni estivi, del sole cuocente, delle due ore di attesa inutili dopo mangiato prima di fare il bagno, del cloro o del sale negli occhi: l’aria condizionata. Che si viaggi, che si lavori o che si rimanga a casa, l’aria condizionata è sicuramente una compagna irrinunciabile in estate, che tuttavia può provocare conseguenze fastidiose e indesiderate.

Alte temperature estive, illustrazione

L’aria condizionata è un’arma a doppio taglio

Se l’aria condizionata è senza dubbio un potente rimedio contro la calura estiva, è bene comunque ricordare di non farne un uso eccessivo per i mal di testa, mal di schiena, torcicollo e disturbi gastrointestinali che potrebbe causare. Generalmente si tende poi a escludere un’altra delle conseguenze che una prolungata esposizione ad aria condizionata particolarmente forte potrebbe provocare: l’ ‘allergia al condizionatore’ o per meglio dire, il naso chiuso. Quando si pensa al naso chiuso si potrebbe subito pensare a un raffreddore, a un’influenza in arrivo, a un’allergia a un fattore particolare, ma la stessa aria condizionata può provocare dei disturbi al naso, la congestione nasale.

Aria condizionata, illustrazione

Anatomia del naso per comprendere gli effetti dell’aria troppo fredda

Il naso è la principale via di passaggio per l’aria che entra nell’apparato respiratorio; è una struttura ricoperta di cute, ricca di ghiandole sebacee, con uno scheletro osseo e cartilagineo. A partire dalle due narici esterne, l’aria entra nel naso, nelle due fosse nasali della cavità nasale. La cavità nasale è molto convoluta per la presenza al suo interno di tre escrescenze ossee rivestite da mucosa, i cornetti, conche nasali o turbinati. Questi hanno il compito di rendere turbolento il flusso dell’aria in modo che le particelle contenute nell’aria possano venire bloccate dal muco che riveste la cavità nasale. Oltre alla filtrazione, la turbolenza prolunga il tempo di riscaldamento e umidificazione dell’aria in entrata. L’aria in ingresso infatti è tipicamente più fredda dell’aria a livello delle vie aeree e deve essere riscaldata.

Strutture dell’apparato respiratorio (Fonte: Frederic H. Martini, Michael J. Timmons, Robert B. Tallitsch, 2016, Edises)

I plessi sanguigni del naso sono i responsabili della congestione nasale

Il naso è caratterizzato da un’intensa irrorazione sanguigna proprio per consentire il riscaldamento dell’aria che passa nella cavità nasale. I vasi che lo irrorano sono molto sottili, soggetti a sbalzi di pressione, ma ciò consente loro di cambiare la loro dimensione in funzione della respirazione. I plessi venosi della mucosa respiratoria sono in grado di dilatarsi in risposta ad una variazione di temperatura e per stimoli ambientali, come ad esempio per la presenza di allergeni che si respirano. In presenza di aria troppo fredda, così come per la presenza di polvere, pulviscoli o allergeni, i vasi sanguigni si riempiono di sangue, in modo da far circolare meno aria, per riscaldarla o per far passare meno elementi esterni: si parla quindi di congestione delle vie aeree. Quando l’aria è particolarmente fredda, come in inverno o per l’aria condizionata troppo forte, quello che succede è che l’aria deve passare più tempo nella cavità nasale, tra i vasi sanguigni espansi, per scaldarsi. Se in condizioni fisiologiche una fossa nasale è sempre più aperta dell’altra in modo alternato, tanto da non accorgersene, in queste condizioni particolari il normale ciclo nasale cambia e si è perfettamente in grado di distinguere quale delle fosse nasali è quella più chiusa. È bene sottolineare che in condizioni di una rinite allergica, la ragione della “chiusura del naso” non è l’aria che passa più tempo nella cavità nasale per scaldarsi, ma l’espansione di tutte le vene della cavità nasale che permettono un filtro un po’ più selettivo, una protezione dagli allergeni.

Scansione TC che mostra l’evidenza del ciclo nasale: a destra la parte decongestionata; a sinistra la parte con i turbinati gonfi.

 

 

Plessi venosi e arteriosi del naso in visione laterale

 

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