En e Xanax non bastano, ci serve l’aiuto degli altri: lo spiegano Menandro e Samuele Bersani

Quante volte pensiamo di staccarci dal mondo e di potercela cavare da soli? Ma non è una cosa possibile, perché abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri. Una grande commedia greca ed una canzone ci spiegano perché. 

Rappresentazione teatrale del Dyskolos al Calatafimi Segesta Festival

La sola commedia di Menandro che possiamo leggere quasi per intero è anche una delle più significative riguardo il rapporto con il prossimo. Un vecchio misantropo viene salvato da un giovane e da quel momento capisce di non dover per forza respingere gli altri. Secoli più tardi, Samuele Bersani ironizza sull’utilizzo che facciamo degli psicofarmaci: a volte il solo aiuto che ci serve è quello di qualcuno con i nostri stessi demoni. Per quanto cerchiamo di essere forti da soli, insieme è diverso.

La Commedia Nuova e il Δύσκολος (Dýskolos)

Il Misantropo (tradotto anche Il bisbetico o Il burbero) è una commedia di Menandro, unica superstite integrale della Commedia Nuova dell’Antica Grecia. Per Commedia Nuova si intende l’ultima fase della commedia greca, che coincide con l’inizio dell’Ellenismo, secondo la suddivisione effettuata dai filologi alessandrini. La caratteristica peculiare che differenzia tale commedia da quella antica è un’evoluzione sul piano della struttura e della caratterizzazione dei personaggi. Questi ultimi, infatti, possiedono una psicologia profonda e sono immersi in fatti realistici di vita quotidiana borghese. Nella fattispecie, Il Misantropo narra la storia di Sostrato, un giovane che si innamora della figlia di un vecchio misantropo di nome Cnemone. Quest’ultimo, infatti, vive allontanando il prossimo.

È un uomo roso da un segreto male di vivere, da una sofferenza tutta chiusa dentro di sé che lo porta a manifestare un’indiscriminata stizza contro l’umanità intera. Sembrerebbe una figura negativa, dal momento che Menandro suole prestare ai suoi personaggi le virtù esattamente opposte, ossia la filantropia e la generosità.

– Giulio Guidorizzi

Tuttavia tale personaggio subisce un’evoluzione nel momento in cui, cercando di recuperare un’anfora, precipita dentro un pozzo. Sarà proprio Sostrato a salvarlo insieme all’amico Gorgia (figlio della prima moglie di Cnemone). Da quel momento, Cnemone supera il proprio male di vivere e si ravvede, come si evince dal suo monologo:

Non avrei mai pensato che ci fosse una persona capace di fare il bene altrui […]. Io non l’ho mai aiutato, non gli ho mai dato neppure una parola di saluto, una parola gentile, eppure mi ha salvato.

– Monologo di Cnemone da “Il Misantropo”

En e Xanax di Samuele Bersani

Samuele Bersani è un cantautore italiano i cui testi sono spesso impregnati di forte ironia, che spesso nasconde tuttavia un significato più profondo. La tematica della psicoanalisi e dei disturbi d’ansia è presente anche in Psyco, in cui l’autore accenna anche alla misantropia nella massima presente nel brano “a volte io ho paura di voi, più che della solitudine”. 

En e Xanax non si conoscevano
Prima di un comune attacco di panico e subito
Filarono all’unisono […]
En e Xanax si tranquillizzavano
Con le loro lingue al gusto di
Medicina amara e chiodi di garofano […]

Nella canzone En e Xanax Samuele Bersani ha dichiarato di voler ironizzare sull’affidamento che si fa sugli psicofarmaci, che senza dubbio sono utili e necessari quando vi sono dei disturbi, ma sono inutili se alla nostra vita non contribuisce l’aiuto degli altri. Pertanto, in questo brano racconta di due persone che vengono chiamate con il nome degli psicofarmaci che assumono, tanto i loro drammi personali li hanno divorati, ma che riescono a rialzarsi insieme.

Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione

L’idea di fondo che il testo vuole trasmettere è che le nostre ansie e paure non devono separarci dal mondo, ma avvicinarci agli altri, in quanto tutti noi soffriamo e abbiamo delle situazioni di disagio che se vengono affrontate insieme, possono sembrare meno difficili.

Il potere dell’umanità

La morale che vuole offrire la commedia di Menandro è un monito ottimistico nei confronti del genere umano: l’uomo è dotato di capacità e ragione e può sempre migliorare, redimersi e superare i propri limiti. Allo stesso modo, il cantautore suggerisce una visione della vita in cui ognuno di noi non è da solo nella sua stanza contro il mondo, ma può affrontare insieme agli altri le proprie paure. La differenza si può fare se abbiamo la capacità di essere davvero uomini, di praticare la filantropia e di comprendere che ciò che ci accomuna è proprio ciò che provoca le nostre fragilità: il fatto che siamo umani.

Che bella cosa è l’uomo, purché sappia comportarsi come un uomo.

– Menandro

Silvia Argento ©

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