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Elena Bonetti e le sue Donne per un nuovo rinascimento, ma cosa è successo prima?

Donne per un nuovo rinascimento, la task force messa in luce da Elena Bonetti e altre tredici donne, per far rinascere le posizioni delle donne nei campi lavorativi più tendenti verso il maschilismo.

 

 

 

In questo articolo parlerò del percorso che hanno dovuto affrontare le donne per arrivare ad avere il diritto al voto e tutti i diritti di cui adesso godiamo, vorrei far conoscere a chi ne sa meno, della guerra silenziosa – ma non troppo – che hanno dovuto affrontare le donne della storia per arrivare ad avere posizioni credibili agli occhi di un mondo incentrato sul maschilismo. Fino ad arrivare ad oggi e parlare del progetto di Elena Bonetti e la sua task force Donne per un nuovo rinascimento.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata. (Oriana Fallaci)

 

Oriana Fallaci

Le origini del femminismo, da Olympe de Gouges alle Sufragette

Una delle prime sostenitrici dell’emancipazione femminile è Olympe de Gouges, che presentò la Dichiarazione della donna e della cittadina, nel 1791, in onore di Maria Antonietta , dopo due anni a causa del suo moderatismo filo-monarchico e girondino, finì sulla ghigliottina. Nello stesso periodo rivoluzionario, spostandoci in Inghilterra, incontriamo Mary Wollstonecraft – filosofa e scrittrice – che pubblicò, “A Vindication of the Rights of Woman” (Rivendicazione sui diritti delle donne), la stessa proveniva da una famiglia povera, studiò da autodidatta e da appena maggiorenne diventò economicamente indipendente, nonostante la giovane età capì subito l’importanza della rivoluzione che stava avvenendo in Francia. Secondo Wollstonecraft solo le donne della classe media potevano elevarsi dalla condizione di subordinazione in cui erano tenute da un’educazione improntata sui falsi valori maschili, secondo i quali la donna sarebbe stata «naturalmente» inferiore all’uomo. Un’eguale educazione impartita fin dall’infanzia, senza distinzione di sesso, avrebbe invece eliminato alla radice tale problematica.

Queste donne spalancarono una porta sulle rivoluzioni femministe, arrivando al XIX secolo, periodo di rivoluzione industriale, a causa degli spostamenti dalle campagne alle città e alla divisione tra ceto medio, cui le donne non avevano il permesso di lavorare perchè sarebbe stato un disonore per i mariti e i padri, mentre le donne del popolo potevano lavorare nelle fabbriche. Le donne operaie, direttamente impegnate nel lavoro di fabbrica, fecero confluire la loro protesta all’interno delle rivendicazioni del movimento operaio, dal quale – quindi – non si distinsero; le donne della classe media, che invece non erano generalmente inserite nel mondo del lavoro ma del quale volevano far parte, produrranno un movimento d’opinione formato di sole donne. Nell’Ottocento nacquero due distinte correnti: il femminismo liberale, che ha nella conquista dei diritti civili il suo principale obbiettivo, e il femminismo socialista, che punta a rivendicazioni sindacali e vede nella rivoluzione e nella conseguente instaurazione di una società socialista la condizione necessaria per realizzare una reale, e non solo formale, liberazione delle donne.

Facendo un salto di quasi un secolo, arriviamo al 1897, quando in Inghilterra Millicent Garret Fawcett fondò la National Union of Women’s Suffrage, organizzazione che combatteva per far riconoscere il diritto di voto alle donne, nel 1903 nacque un’ altra organizzazione fondata da  Emmeline Pankhurst e figlie, la  Women’s Social and Political Union, la vita della fondatrice continuò tra manifestazioni e arresti, quando poi rimase uccisa cercando di fermare il cavallo del re Giorgio V.  Durante la prima guerra mondiale il movimento si divise in due a WSPU di Emmeline e Christabel Pankhurst appoggiò la guerra, al contrario della socialista Women’s Suffrage Federation di Sylvia Pankhurst. Nel 1918 si arrivò ad un primo risultato, in Inghilterra la Representation of the People Act, assegnò il diritto di voto alle donne economicamente benestanti e con più di trent anni, dieci anni dopo tutte le donne ottennero il voto. Questi due episodi furono come le tessere di un domino che si spingono l’una con l’altra, portarono tutta l’Europa a consentire alle donne di votare, l’ultimo stato a dare il voto alle donne fu la Svizzera nel 1971.

Foto di Rogers Viollet. Suffragette manifestazione per il voto alle donne (1906) Londra

 

Finalmente una donna entrata al governo: Tina Anselmi

Tina Anselmi, prima donna ministro della storia, nel 1976 l’allora presidente del consiglio Giulio Andreotti le aveva assegnato la carica di ministro del lavoro e della previdenza sociale, non solo fu ministro, ma nel 1981 venne incaricata con d’accordo con il PCI per ricoprire il ruolo di presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sulla P2 Licio Gelli.

La sua passione per la rivoluzione prese piede quando nel 26 settembre del 1944 i nazifascisti costrinsero lei e altri studenti, ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri per rappresaglia, decise così di prendere parte attiva alla resistenza. Con il nome di battaglia “Gabriella” diventò la staffetta della brigata Cesare Battisti al comando di Gino Santor, nel dicembre dello stesso anno s’iscrive alla Democrazia Cristiana e partecipa attivamente alla vita del partito.  Dopo la laurea entra attivamente a far parte della vita politica, diventa dirigente del sindacato per il lavoro e anche del sindacato degli insegnanti per le elementari (1958) .

Nel 1963 è eletta componente del comitato direttivo dell’Unione europea femminile, di cui diventa vicepresidente nello stesso anno.  Per tre volte sottosegretaria al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, dal 29 luglio 1976 è ministra del Lavoro e della previdenza nel governo Andreotti III: un fatto storico, perché l’Anselmi diventa la prima donna ministro in Italia. Nel 1981, nel corso della VIII legislatura, è nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985.

 

 

Tina Anselmi

 

Donne per un nuovo rinascimemto

Dopo l’excursus storico dei paragrafi precedenti, parlerò della nuova Task force creata da ElenaBonetti, un progetto che prende il nome di Donne per un nuovo rinascimento, che si pone l’obiettivo di ricostruire la normalità alla luce degli impegni presi dall’ Italia per l’accrescimento femminile, ad esempio la dichiarazione di Pechino in cui si è parlato di aumentare la presenza delle donne in posizioni di potere e decisionali. Tenendo conto dei grafici economici che stanno avendo un ribasso drastico a causa del lockdown da covid-19, si è venuto a capo che le donne con figli in età prescolare saranno una delle categorie più colpite dalla crisi, questo ha portato a rendere chiara un esigenza di presenza femminile nel piano di ricostruzione dell’economia. Di seguito le parole della Bonetti riguardo la questione:

 nell’attuale emergenza da Covid-19 le ricercatrici italiane a livello nazionale ed internazionale hanno dimostrato straordinarie competenze raggiungendo importanti risultati nella ricerca sul virus, e in altri campi, e che dovrebbero essere valorizzate”, si è deciso di dare vita a una task force per affrontare a breve termine le sfide che si presentano per la ripartenza del sistema economico e sociale in tutte le sue interrelazioni e che la resilienza femminile può rappresentare un volato di crescita e di sviluppo

La task force è presieduta da Fabiola Gianotti, presidente dell’organizzazione per la ricerca nucleare, Ersilia Vaudo, Chief Diversity Officer, dell’agenzia spaziale europea, Paola Profeta, docente dell’università commerciale Bocconi di Milano, Floriana Cerniglia, docente dell’università Cattolica del Sacro Cuore,Paola Mascaro, Presidente di Valore D, Luisa Bagnoli, imprenditrice, di Beyond international, Suor Alessandra Smerilli, consigliere di Stato della Città del Vaticano e docente presso la Pontificia Università di Scienze dell’educazione “Auxilium”, Giorgia Abeltno, Director Public Policy South Europe and Director External Relations, di Google, Enrica Majo, giornalista, Lella Golfo, imprenditrice, della Fondazione Bellisario, Cristiana Collu, direttrice della Galleria Nazionale Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Federica Mezzani, ingegnere, ricercatrice e vincitrice del Premio l’Oréal UNESCO Women in Science 2019 e Ilaria Capua, virologa, Professoressa presso l’Università della Florida.

Questa organizzazione è stata istituita per un anno, per analizzare e approfondire i dati relativi all’impatto dell’emergenza Covid-19, e presentare proposte e idee per inserire più donne negli ambiti lavorativi, per superare l’avanzamento dei percorsi di carriera, in particolare nei campi in cui vengono prediletti gli uomini alle donne, che impediscono ad esse di arrivare ad avere posizioni di leadership. Dovrà anche essere presentato un documento programmatico in cui si definiscono gli obiettivi e le politiche di ogni settore colpito dall’emergenza, aumentando il ruolo delle donne.

 

Sei delle donne facenti parte l’organizzazione Donne per un nuovo rinascimento

 

 

 

 

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