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È possibile riconoscere una persona tra 8 miliardi? Frah Quintale e la psicologia rispondono

È possibile riconoscere una persona tra 8 miliardi? Frah Quintale e la psicologia rispondono

Riconoscere una persona tra quasi 8 miliardi sembra la classica frase utopica di un poeta moderno. E se invece non fosse del tutto impossibile?

 

Saper distinguere una persona tra 8 miliardi è una bella impresa, ma la psicologia insegna che forse questa sfida non è del tutto irrealizzabile.

Una domanda che spegne il romanticismo

8 miliardi di persone è un singolo del rapper italiano Frah Quintale, pubblicato il 17 febbraio 2017. Il brano è il primo estratto dell’album Regardez Moi, di cui fanno parte anche i singoli Cratere e Nei treni la notte.
Il tema della canzone è un classico, la fine di un amore a cui lui non sembra rassegnarsi. Questo tema è ricorrente nelle canzoni di Frah Quintale, i cui testi sono molto intimi e sembrano scritti con il cuore in mano. Nonostante questo, il rapper stesso ha dichiarato che non si ritiene troppo sfortunato nelle relazioni.
La fine di un amore non è l’argomento principale di questo articolo, ma il focus sarà su una piccola parte del brano:

Stavo cercando di vederti in mezzo a tutta questa folla
Sai che lo riconoscerei il tuo nome
Tra quasi otto miliardi di persone

Ma è veramente possibile una cosa del genere? Anche se questa domanda spoglia la frase di tutto il romanticismo, permette di spiegare che forse sì, in un certo senso è possibile distinguere un individuo tra così tanti altri simili.

L’apprendimento percettivo

Quando si diventa abili nel distinguere qualcosa da altri elementi simili, si verifica il cosiddetto apprendimento percettivo. Questo tipo di apprendimento permette di riconoscere più facilmente qualcosa a cui si è stati esposti spesso. Ad esempio, sappiamo riconoscere quasi subito la voce di una persona che conosciamo bene, oppure gli intenditori di birra sanno distinguere le varie marche semplicemente dal gusto.
Il miglioramento nel riconoscimento di un particolare oggetto dipende dunque dall’esperienza, che acuisce i sensi per quella particolare categoria di stimoli o per quello specifico oggetto o persona. Famoso in psicologia è il caso di un allevatore di pecore affetto da prosopagnosia: nonostante l’uomo non fosse in grado di riconoscere i volti delle persone, non sbagliava un colpo quando si trattava di riconoscere le sue amate pecore. (Per maggiori informazioni sulla prosopagnosia: https://www.ilsuperuovo.it/mondo-non-volti-prosopagnosia-sacks/)

 

Uno sguardo alle connessioni neurali

L’apprendimento percettivo è piuttosto particolare: non si basa su regole ed è indipendente da fattori cognitivi, motori e da meccanismi dell’attenzione, anche se questi ultimi possono facilitare l’apprendimento. In altre parole, basta l’esposizione ripetuta a un determinato stimolo, come ad esempio una persona, per saperla riconoscere subito tra tante altre.
Cosa succede a livello cerebrale durante l’apprendimento percettivo? Attraverso studi di neuroimmagine, è stato scoperto che l’apprendimento percettivo modifica in modo quasi del tutto permanente le connessioni tra neuroni e circuiti neurali. Questo spiega come mai è possibile riconoscere il profumo della maestra delle elementari anche dopo molti anni, oppure capire dallo stile dei riff di chitarra che una nuova canzone è di un gruppo che ascoltavi molti anni prima. E forse addirittura riconoscere una persona tra 8 miliardi.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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