Don Chisciotte e logica: ecco dei simpatici paradossi filosofici da conoscere assolutamente

I paradossi appartengono ad una delle tante sfaccettature della filosofia. Inaspettati, spesso incomprensibili e talvolta comici, esistono a ricordarci la complessità del mondo.


Per definizione, il paradosso è un fatto posto in contraddizione all’opinione comune e all’esperienza, tanto da risultare assurdo e bizzarro.

Il filosofo francese Christian Godin, nel libro “La philosophie pour les nuls” raccoglie e racconta in chiave simpatica alcuni dei paradossi più famosi e significativi della storia della filosofia.

Scopriamoli insieme!

1. Il paradosso di Sancho Panza

Estratto dal capolavoro Don Chisciotte di Cervantes, racconta di un gruppo di soldati incaricati di sedere alle porte di un paese chiedere ad ogni straniero le ragioni del suo arrivo.
Le regole sono semplici, chiunque dica la verità ha libero accesso al paese, i bugiardi vengono invece impiccati.

Un giorno, un viaggiatore un po’ malizioso annunciò alle guardie “vengo qui per essere impiccato”.

I soldati disorientati da questa affermazione, si domandarono: che fare?

Se il viaggiatore avesse detto la verità, giungeva in paese per essere impiccato… ma solo i bugiardi potevano essere impiccati in quel paese!
Se la sua affermazione fosse stata falsa, sarebbe stato impiccato… ma a quel punto si sarebbe rivelato aver detto il vero!
Questo paradosso è detto autoreferenziale ed è una contestazione della logica aristotelica per cui gli enunciati sono o veri o falsi (principio del terzo escluso).
Cervantes ci mostra infatti l’esistenza di una categoria di enunciati che non possono essere detti né veri, né falsi.

2. Il paradosso di Condorcet

La logica predominante nella nostra quotidianità include un rapporto tale che: se A è più grande di B e B è più grande di C, ne consegue che A è piu grande di C.

Succede tuttavia che questo ordine sia ribaltato in dinamiche, ad esempio, animali.

Condorcet scoprì che, in modo analogo a ciò che avveniva tra animali, si verificasse la possibilità apparentemente paradossale di ribaltare questo ordine logico ad esempio tra i cittadini chiamati al voto, che potrebbero creare una situazione tale che: il candidato C sia più amato di A, A più amato di B e B più amato di C.

Per quanto paradossale, questa situazione è possibile, ed è il motivo per cui le democrazie moderne sono organizzate in modo tale da evitare tali paradossi.

 

3. Il paradosso di Grelling

Come il paradosso di Sancho Panza, anche quello di Grelling è autoreferenziale.

Grelling suddivide gli aggettivi in autologici ed eterologici.
Gli aggettivi autologici possiedono le proprietà che descrivono, ad esempio, la parola “pentasillabo” ha cinque sillabe ed è dunque autologica.
Al contrario gli aggettivi eterologici non possiedono le proprietà descritte: “lungo” non è lungo, “endecasillabo” non ha undici sillabe.

I logici si divertono dunque a riflettere su queste proprietà degli aggettivi e si domandano se la parola “eterologico” sia autologica o eterologica.
Infatti, se “eterologico” fosse eterologico, allora sarebbe autologico nel descrivere una proprietà che possiede.
Tuttavia, se “eterologico” fosse autologico, allora sarebbe eterologico perché non possederebbe la proprietà che descrive.

Ecco tre dei dieci paradossi esposti da Christian Godin, dei veri e propri esercizi mentali capaci di mostrarci il mondo con una lente d’ingrandimento su elementi logici strani ed confusionali!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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