Dall’attrazione tra due sconosciuti alla fine del loro amore: Ernia ne canta in “Superclassico”

“Superclassico”  è un singolo dell’album “Gemelli” del rapper italiano Ernia.
La canzone è stata pubblicata a giugno 2020 e ha da subito riscosso un grande successo, con un disco d’oro dopo solo 3 settimane. 

In Superclassico Ernia, con uno stile semplice ma non per questo banale, passa attraverso tutte le fasi di una relazione d’amore. La dolcezza della melodia rende impossibile rimanere emotivamente indifferenti e il testo lascia in bocca l’amarezza della fine di un amore.

Conoscenza e attrazione

Nella prima strofa, si riconosce chiaramente la fase di conoscenza e la nascita dell’attrazione tra i due. Nonostante lui si definisca di “un pessimo partito”, lei non si fa fermare nemmeno dalle raccomandazioni della sorella e decide di farsi avanti.
Esistono diversi aspetti che possono determinare l’attrazione tra due persone. Quest’attrazione può gettare le basi per una solida amicizia oppure per una relazione d’amore, sia tra persone di sesso diverso che tra persone dello stesso sesso.
Secondo gli psicologi sociali, gli elementi che fanno scattare la scintilla tra due persone sono la vicinanza, la somiglianza, l’attrazione reciproca e l’attrazione fisica.
Per conoscere meglio questi aspetti e poterli sfruttare a proprio vantaggio, vi consiglio di leggere il mio articolo https://www.ilsuperuovo.it/attrazione-interpersonale-quali-sono-gli-elementi-che-fanno-scattare-la-scintilla/

gli elementi che fanno scattare la scintilla tra due persone sono la vicinanza, la somiglianza, l’attrazione reciproca e l’attrazione fisica.

L’amore passionale

Nella seconda strofa, Ernia canta della fase successiva della relazione: i due sono ora innamorati. Il sentimento raccontato in questo passo sembra il tipico amore passionale, caratterizzato da forti emozioni e dal continuo ricorrere con la mente all’altra persona. Altri segni distintivi di questo tipo di amore sono la sensazione di vertigine, l’euforia e il tuffo al cuore in presenza della persona da cui ci si sente attratti.
Ma cosa succede al cervello quando siamo innamorati?
Un team di ricercatori di New York [Aron et. al, 2005] ha dimostrato che quando ci troviamo in presenza di una persona di cui siamo follemente innamorati, si attivano di più due specifiche aree del cervello: la tegmentale ventrale (VTA) e i nuclei caudati. Questo è un aspetto interessante, perché si tratta di aree del cervello che si attivano anche dopo l’assunzione di cocaina, una droga che produce euforia, perdita d’appetito e sensazioni piacevoli. Come possiamo ben notare, questi sono tutti i “sintomi” che proviamo quando siamo intensamente innamorati.

L'amore è come una droga
Essere innamorati provoca sensazioni molto simili a quelle provate sotto effetto di alcune droghe

La rottura

Se all’inizio di una relazione amorosa tutto può sembrare rose e fiori, con il passare del tempo inevitabilmente il rapporto evolve. Potrà evolvere in meglio se la coppia riuscirà a trovare un equilibrio e adattarsi nel tempo a vari cambiamenti, come una carriera lavorativa stressante, l’inizio di un percorso di studi da fuorisede o la nascita di un figlio.
Tuttavia, con il tempo possono invece emergere alcuni aspetti che rischiano di far incrinare una relazione, proprio come canta Ernia:

Ti annoierai
Un giorno proprio quando meno te lo aspetti
Come se togliessi la maschera e tu t’accorgessi
Che a stare vicino vediamo meglio i difetti

Lo psicologo sociale Steve Duck ha proposto un modello che descrive quali sono i passaggi che generalmente vengono affrontati quando termina una relazione amorosa.
La prima è la fase intrapersonale: la persona riflette individualmente sui problemi della relazione, valutando costi e benefici di un’eventuale rottura. I comportamenti del partner vengono attentamente valutati e messi a confronto con i possibili vantaggi di una relazione con un’altra persona. L’individuo decide dunque se condividere con il partner i propri dubbi.
Successivamente troviamo la fase diadica, in cui i membri della coppia affrontano la questione e decidono se impegnarsi per mantenere la relazione oppure preferire la rottura.
La terza è la fase sociale: la rottura è ormai avvenuta e occorre dare delle spiegazioni a familiari, amici e conoscenti. In alcuni casi le versioni raccontate possono non coincidere, questo a causa di un tentativo di proteggere la propria autostima, scaricando la colpa sull’altro.
L’ultima fase è di tipo intrapersonale come la prima, dal momento che l’individuo riflette su come sono andate le cose, dandosi delle spiegazioni e cercando di superare la rottura.

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