Doctor Sleep: e se la luccicanza non fosse nient’altro che il demone socratico?

Lo spaventoso sequel di Shining approfondisce uno degli aspetti paranormali più misteriosi di sempre creati dal maestro Stephen King

Confronto tra Jack Torrance (a sx) e il figlio Dan (a dx)

In Doctor Sleep si riprende la storia di Danny Torrance, il figlio del killer interpretato da Jack Nicholson, Jack Torrance, che dopo essere sopravvissuto insieme alla madre alla strage dell’Overlook Hotel decide di trasferirsi il più lontano possibile dal Colorado, regione montuosa dove si trova il fantomatico hotel dell’orrore. Anche con il trasferimento, però, la vicenda rimane impressa eternamente nella memoria di Danny, che attraverso la sua luccicanza fa tornare in vita tramite i ricordi i fantasmi, sia buoni che cattivi. Ma che cos’è la luccicanza? Come funziona?

La luccicanza e il Nodo

Dan Torrance e Abra nell’Overlook Hotel

Nel film Dan non è l’unico ad avere la luccicanza, ma ci sono molti altri individui nel mondo che possiedono questo potere, ed hanno anche paura di usarlo. Tuttavia è anche vero che ci sono gruppi ed entità malvagie che usano questi poteri per compiere del male e nutrirsi delle paure, questo è appunto il compito del Nodo, un’insieme di persone che grazie al terrore dei bambini dotati di luccicanza riescono a nutrirsi delle loro anime e vivere quasi in eterno, addirittura alcuni membri fanno parte del Nodo già dai tempi dell’Antica Roma. La nuova protagonista del film è una ragazzina con la luccicanza, Abra, che si dimostra molto potente, tanto da poter tenere testa alla capogruppo del Nodo, Rose the Hat; ma l’antagonista anche se è spaventata dalla giovane ragazza è affamata, decide così di far spostare la carovana del Nodo nella città di Abra per rapirla e terrorizzarla. Abra messa alle strette contatta tramite luccicanza il suo “amico di penna” Dan Torrance, che fino ad allora era infermiere in un ospizio dove aiutava gli anziani a morire tranquillizzandoli, per questo lo chiamavano simpaticamente “Doctor Sleep“. Con questa emergenza però Dan capisce che deve tornare in azione, così insieme ad Abra escogita un piano per attirare in un’imboscata i membri del Nodo per decimarli, ma tutto sfuma quando il Corvo, l’amante di Rose, si stacca dal gruppo e rapisce la ragazza. Dan ormai disperato spinge al limite la sua luccicanza, che lui chiama Tony, e riesce a rintracciare il Corvo uccidendolo, però in questo modo ha anche attirato l’ira di Rose che si nutre di tutte le paure dei bambini immagazzinate negli anni dal Nodo e raggiunge Dan e Abra nel luogo di scontro, l’Overlook Hotel, scelto da Dan per rendere vulnerabile Rose, che ne esce infatti sconfitta. Nonostante la vittoria sul Nodo Dan, posseduto dagli spiriti dell’Overlook, con le sue ultime forze decide di far saltare in aria l’hotel, salvando Abra dagli spettri con il suo sacrificio.

Il daimonion

La luccicanza descritta nei romanzi horror di Stephen King ha il potere di consigliare riguardo i pericoli imminenti e comunicare con gli spiriti paranormali. Ciò sembra ricordare quello che nei dialoghi platonici viene ricordato come daimonion, una sorta di demone o voce interiore che consiglia in cosa dedicarsi e cosa invece è da evitare, la personalità più celebre a possedere questo demone è senz’altro il maestro di Platone, Socrate. Infatti il grande filosofo era stato definito dall’oracolo di Delfi il più sapiente tra i greci a causa del suo demone che gli consigliava di diffondere la verità nella polis e far cadere i più comuni sofismi, questa era la missione divina di Socrate. Questa testimonianza è stata usata addirittura come difesa dallo stesso Socrate nel processo contro di lui.

Apologia di Socrate

L’Acropoli di Atene oggi

Nel dialogo “Apologia di SocratePlatone affronta la tematica del daimonion posseduto dal suo maestro. Infatti Socrate, ingiustamente accusato di corrompere i giovani e di empietà da parte di Anito, Licone e Meleto, deve dichiarare davanti alla giuria ateniese a quali divinità egli è veramente fedele, ma rimanendo fedele ai suoi ideali il filosofo nega i sofismi imposti dall’accusa e dichiara di essere stato mandato in missione dagli dei per curare le anime della polis. Così sentendosi umiliati i giudici emettono come sentenza la condanna a morte di Socrate, e più tardi quest’ultimo non sorpreso del suo destino, ammetterà che il demone gli aveva consigliato di rimanere fuori dalla politica se non voleva morire; con questa dichiarazione Socrate spiega al meglio come funzionasse il daimonion.

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