Di Maio e il dibattito su Rousseau: perchè la piattaforma rende giustizia al filosofo

Al centro delle discussioni negli ultimi giorni vi è finito Rousseau, piattaforma del Movimento Cinque Stelle, utilizzata questa volta per confermare o meno Di Maio al potere: fino a che punto quello online può essere considerato una forma legittima di voto?

La sconfitta alle europee

I risultati delle elezioni europee del 26 Maggio si sono rivelate disastrose per il Movimento Cinque Stelle, che, a fronte delle percentuali di Lega e Partito Democratico, ha ricevuto solo il 17,1% di voti.

La situazione si è posta così male che lo stesso Luigi Di Maio ha ammesso la sconfitta e, seguendo la linea politica che ha caratterizzato il partito fino ad oggi, si è preso la responsabilità del fallimento grillino chiedendo agli iscritti al partito di esprimere la loro opinione riguardo la sua permanenza o meno come ministro nel governo.
La domanda è stata posta sulla piattaforma Rousseau in cui gli elettori hanno dato ragione al ministro del lavoro che ha ricevuto una percentuale intorno all’80% di voti che lo vogliono ancora parte del governo.

La discussione su Rousseau

La piattaforma nel tempo ha scatenato e continua a scatenare controversie ogni volta che viene utilizzata dal partito.
Il concetto che sta dietro al sito è quello di democrazia diretta secondo cui qualsiasi proposta di legge o altro provvedimento debba passare per il voto dei cittadini senza che vi sia un intermediario che agisca portando le loro veci.
Ora è chiaro che questo sia in armonia con la politica tipicamente grillina che vuole far valere l’opinione del popolo sopra anche il potere esercitato da chi sta al governo, dall’altra parte tuttavia vi è un’intera fazione che critica il sito in quanto mezzo inefficace e anti-democratico.
Il primo giudizio trova le sue basi nel pericolo che votare online determina: basta infatti guardare alle ultime votazioni effettuate sul sito per accorgersi che la tutela di informazioni personali e dell’anonimato del votante è costantemente a rischio: si sono infatti registrati tre attacchi, prontamente sventati, di tentato hacking; inutile dire che se tentativi simili andassero a buon fine sarebbe possibile falsare i risultati delle votazioni senza alcuna difficoltà.

L’opinione del filosofo

La seconda critica è invece scaturita da una dichiarazione di Davide Casaleggio secondo il quale la piattaforma Rousseau rappresenterebbe il futuro, e il parlamento sarebbe destinato a sciogliersi in favore della creazione di una democrazia diretta.
Ciò ha chiaramente creato scalpore in un Paese come il nostro così legato alla forma rappresentativa come fondante nel modo di governare.
A sostegno dell’opinione del fondatore del sito, tuttavia, è interessante vedere il giudizio del filosofo a cui il progetto del Movimento Cinque Stelle è intitolato.
Jean-Jacques Rousseau infatti nella sua opera “Il contratto sociale” ritiene che la democrazia sia la forma più corretta di governo, tuttavia avanza una critica a quella rappresentativa: lo svizzero ritiene infatti che la volontà generale del popolo non possa essere rappresentata da dei deputati. Questo perchè nel momento in cui il popolo vota dei candidati utilizzando la propria libertà, diventa automaticamente schiavo e trasforma la propria libera opinione nella causa della sua schiavitù.
Contro la forma rappresentativa Rousseau porta esempi di democrazia diretta efficaci, seppur anacronistici: il primo riguarda Atene, in cui il popolo si riuniva nella piazza e discuteva riguardo la politica, il secondo è quello di Sparta, in cui la libertà di alcuni veniva conservata a discapito di quella di altri, ma essa rimaneva, seppur in parte, sempre nelle mani del popolo.

L’unica democrazia possibile in cui il cittadino mantiene la propria libertà è dunque quella diretta, in cui è il popolo che costituisce a tutti gli effetti il governo al potere.
Detto questo, la piattaforma Rousseau può essere portata come terzo esempio, stavolta quanto mai contemporaneo, di come la democrazia diretta possa essere applicata nella contemporaneità: come detto sopra tuttavia i problemi non sono affatto pochi e immaginare che un’opinione possa essere trasmessa fedelmente e senza alcun rischio tramite internet è, per ora, fantascienza.

Davide Zanettin

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