Dal pandoro alla separazione: quando il tribunale dell’opinione pubblica ti condanna alla gogna mediatica

Un’amara vicenda che nulla ha a che vedere con la dolcezza di un pandoro: sembra che l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni non stia passando un bel periodo.

Probabilmente la condanna più dura per la Ferragni non proviene dall’AGCOM, ma dall’opinione pubblica. Le ultime vicende che l’hanno vista coinvolta, dal pandoro ‘griffato’ alla perdita dei suoi followers, non hanno giovato alla sua immagine. Come se non bastasse, potrebbe tornare in tribunale in compagnia di un avvocato divorzista. Vediamo quindi il perché in molti non si sentono affatto dispiaciuti per quello che è successo.

LA VICENDA

Che Chiara Ferragni avesse più di qualche problema con gli ADV lo avevamo già appurato in un precedente articolo (https://www.ilsuperuovo.it/dal-pandoro-a-sanremo-tutto-quello-che-non-funziona-negli-adv-di-chiara-ferragni/). Nessuno, però, si sarebbe mai aspettato non solo una molta così ‘salata’ nostante la ‘dolcezza’ dello zucchero rosa utilizzato per l’oramai noto pandoro ‘griffato’, ma anche una gogna mediatica tale da portare l’imprenditrice digitale a sparire dai social. Non solo, in quanto in molti hanno segnalato la sua assenza anche in eventi come le Fashion Week che stanno prendendo luogo in tutta Europa a cui lei, di fatto, ha sempre presenziato. Solo pochi giorni fa, invece, è arrivata la notizia della separazione da Fedez a cui, però, non è arrivata la conferma ufficiale da ambe due le parti. Solo piccoli dettagli che i loro milioni di followers hanno notato, come l’assenza delle fedi e le dichiarazioni ambigue dei due. A peggiore ulteriormente la situazione già così delicata, è lo shitstorm che non lascia in pace la Ferragni da oramai due mesi. I meme, i leoni da tastiera, la satira nei suoi confronti nei principali canali televisivi dove riprendono e ironizzano su un caso diventato oramai internazionale. Ad aver influito di più sulla vita dell’imprenditrice sarebbe stato però un tribunale diverso, quello dell’opinione pubblica.

“LA DICHIARO COLPEVOLE”: JEREMY BENTHAM E IL TRIBUNALE DELL’OPINIONE PUBBLICA

Per Jeremy Bentham, filosofo e giurista dell’800, esisterebbe un vero e proprio tribunale pronto a condannare quanto accade nella vita degli altri, soprattutto nell’eventualità in cui dovessimo parlare di personaggi di spessore. Oggi questo tribunale fittizio si è allargato, includendo anche i salotti televisivi e quanto si dice sui social. Condannare la Ferragni era quello che tante persone aspettavano di fare, dopo aver visto l’ascesa di una inflencer che senza calpestare i piedi a nessuno, era riuscita a costruirsi un impero da sola. Non è bastato trovare una nuova forma di comunicazione, forse sincera, per instaurare nuovamente un rapporto di fiducia con il proprio pubblico, con i suoi followers. Il video che la ritraeva con una tuta grigia, i capelli sfatti e il trucco sbavato non ha fatto breccia nei cuori dei suoi seguaci.

L’OMBRA DELL’ASSOLUZIONE

In molti credono che la Ferragni abbia messo in atto una vera e propria strategia per lavarsi la reputazione. Esistono, tra l’altro, molte agenzie estere che si occuperebbero di ripulire l’immagine di una celebrità dopo che quest’ultima sarebbe stata sporcata dal fango della shitstorm. Il pubblico crede infatti che il divorzio con Fedez sarebbe una exit strategy per far spostare l’attenzione su un altro argomento decisamente più doloroso se, di mezzo, ci mettiamo due bimbi piccoli, oltre ad una storia d’amore che abbiamo seguito per anni, dal loro primo incontro fino alla nascita di Vittoria, la loro secondogenita. Fonti vicine alla coppia avrebbero dichiarato al settimanale Chi che, l’alternativa alla separazione, sarebbe stata persino quella di annunciare una terza gravidanza. Insomma, la fantasia non manca. Metodi su metodi per farci venire un’amnesia. Ecco che quindi l’ombra dell’assoluzione sembra già oscurare la vicenda del pandoro, della finta beneficienza e della multa dell’AGCOM. Certo è che, l’accostamento a Wanda Marchi fatto da Marco Travaglio durante un episodio del podcast Muschio Selvaggio, sarà una pillola difficile da digerire e che forse, noi, dimenticheremo. Forse.

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