Nelle ultime ore vi è stato un fraintendimento (o presunto tale) fra le due fazioni politiche attualmente al governo in Italia, riguardo il dibattuto caso Diciotti/migranti, a causa di una lettera al Corriere della Sera ad opera di Matteo Salvini. Il leader pentastellato Di Maio, si è detto infastidito per l’operato del ministro degli interni, reo di non averlo informato anzitempo della lettera al noto giornale e aver causato un allarme fra i grillini. Difatti qualora quest’ultimi dovessero votare no per il rinvio al giudizio di Salvini, avranno contro tutti coloro i quali li avevano eletti. Dunque in questo momento storico si rischia seriamente un rovesciamento del governo italiano, che forse non regge la (fin troppa?) diversità di vedute fra i due vicepremier, e che, come precedentemente prevedibile, possiede una conflittualità di base.

Stato di natura e stato civile per Hobbes

Thomas Hobbes, padre del pensiero politico europeo, sulla falsariga del giusnaturalismo, aveva ipotizzato uno “stato di natura” degli uomini antecedente alla costituzione di una civiltà vera e propria. Il motivo per il quale gli uomini avevano deciso (attraverso pactum unionis e subiectionis) di costituire una società civile basata su un potere sovrano assoluto che potesse regolare le loro attività, era per porre fine alla conflittualità alla genesi del concetto portante di “homo homini lupus“.

Governo italiano come stato di natura o stato civile?

Il governo italiano, da molti anni, è in bilico fra confusione interna e malcontento civile. Sembra davvero che nessun tipo di ente governante sappia rendere soddisfatto il popolo, attuando scelte spesso discutibili e contraddittorie. Probabilmente è significativo che ci siano due vicepremier di ideologie opposte al potere, come rappresentazione dei dubbi degli italiani. Il nuovo caso Salvini/Di Maio non fa che alimentare le questioni riguardo la solidità del governo stesso. A questo punto è lecito chiedersi, Hobbes aveva ragione sostenendo che l’unione garantisca prosperità o è perenne il concetto di “Bellum omnium contra omnes”?

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