Molti di voi si chiederanno cosa possa farci un poeta a Italia’s Got Talent. D’altronde accostare un talent, che per natura trasforma in prodotto il talento, alla poesia, risulta difficile. Cosa potrebbe avere a che fare l’arte dell’introspezione e del silenzio, con la più alta espressione del consumismo artistico? Me lo sono chiesto e ho rigirato la domanda al diretto interessato, Simone Savogin, che mi ha dato due risposte.

Risposta breve: la vita. Risposta lunga: chi ha detto che l’arte dell’introspezione e del silenzio abbia valore solo se resta legata ad un pubblico di nicchia? Ho deciso di partecipare a un talent show per imparare, conoscere. La tv è un mezzo, il talent show è un mezzo e il mezzo non è il contenuto. Non sono andato per migliorare il livello dello show, io sono andato per portare qualcosa che non c’era mai stato. Chi scrive, soprattutto chi scrive poesia, vuole, desidera, brama essere ascoltato. Quindi, a meno che non si sia estremamente forti, quel che si spera sempre è che qualcuno sia parte del nostro “segreto”. Più persone lo apprezzano, più realizziamo il nostro sogno. E allora perché non tramite un talent show? Cosa distingue un concorso di poesia da un talent show? La giuria e l’audience. Cos’ha da spartire la poesia con un talent show, quindi? La vita: siamo qui, tutti qui, per morire fra un po’: perché non provare a spingere verso il bene?”

Simone Savogin, una vita da slammer

Giunti a questo punto e visionato il video qui sopra, vi starete chiedendo chi sia questo Simone Savogin e dove abbia imparato a scrivere questi flussi incessanti di parole. Nato a Como nel 1980, si occupa di doppiaggio nei videogiochi (avete presente il celebre titolo The Last Of Us? L’adattamento in italiano è stato diretto da lui) e soprattutto slammer. Lo slammer è un poeta 2.0, il poeta che concorre a quella particolare competizione detta PoetrySlam. Questa è sostanzialmente una sfida a colpi di versi. Ogni partecipante può contare solo sui propri testi e nelle proprie capacità performative, per convincere, in tre minuti, la giuria di essere il migliore. Queste gare poetiche Simone le ha vinte per tre anni consecutivi, dal 2015 al 2017, e ciò ha fatto di lui una delle icone del mondo slam. La sua è quindi poesia performativa, nata e creata per essere ascoltata, ad alta voce. Pensate che ha pure rappresentato l’Italia nelle gare di PoetrySlam dei Campionati Europei e della Coppa del Mondo. La sua produzione non è però finalizzata esclusivamente all’oralità. Nel 2017 è uscita una sua raccolta di poesie, intitolata Come Farfalla. Insomma, non è uno sprovveduto.

Dai locali al palco degli Arcimboldi

Conobbi Savogin a Todi, in Umbria, proprio nel 2017, in occasione della finale nazionale del PoetrySlam Under20. Si esibì sul piccolo palco della sala civica, proprio con la stessa poesia che gli avete sentito pronunciare in televisione. C’eravamo noi partecipanti, lui, il presidente della LIPS (Lega Italiana PoetrySlam) Sergio Garau, il poeta Davide Passoni ed una manciata di spettatori. Si è sempre esibito in locali e piccoli teatri e ora è approdato in televisione.

Simone Savogin Italia's Got Talent
Simone Savogin, dal 2015 al 2017 è stato campione italiano PoetrySlam

“In realtà un palco è un palco e il fatto che ci fosse la tv non mi è stato lampante finché non mi sono rivisto. Enorme è stato invece l’effettivo passaggio da un palco piccolo a quello degli Arcimboldi, con 1500 persone davanti, non tanto la presenza della telecamera. Mi sono sentito emozionato e assurdamente piccolo, non mi aspettavo nulla, quindi è stato tutto splendido.

Un consiglio ai nuovi poeti

Simone Savogin è un poeta molto umile. So che potrebbe sembrare ossimorico, ma è così. Gli ho chiesto cosa si sentirebbe di consigliare ad un giovane poeta alle prime armi per diventare come lui e mi ha risposto:

“Prima di tutto gli consiglierei di non diventare me. Gli direi di leggere, leggere e imparare. Conoscere.”

In merito ai successi che sta ottenendo in questi anni, non è molto più loquace. Ho domandato a lui, che ora è un po’ sulla cresta dell’onda, come muoversi nell’editoria e sui palchi e mi ha risposto un po’ disorientato. Mi ha risposto con la confusione di chi vede i propri sogni realizzarsi, ogni giorno di più:

Oddio, sono il meno adatto a risponderti. Credo di essermi iscritto, volontariamente, a meno di cinque PoetrySlam. In merito al libro, mi è stato praticamente imposto di pubblicarlo da un amico, il poeta Dome Bulfaro. E i palchi mi spaventano sempre e comunque. Davvero, nel sapersi muovere sono il meno indicato per dare consigli.

Simone Savogin Italia's Got Talent
Simone Savogin

Eppur si muove!“, mi viene spontaneo rispondergli. Nonostante la paura per i palchi, la sua performance è stata premiata non solo dai giudici di Italia’s Got Talent, ma anche dall’intero pubblico degli Arcimboldi. La sua poesia “A mio figlio“, quel flusso di pensieri e giochi di parole, che ha lasciato incantati anche noi telespettatori, è stata seguita da uno scrosciante applauso. E pensare che un figlio, Simone Savogin, nemmeno ce l’ha.

 

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