‘Il Gladiatore’: sfruttare il fascino dell’antico.

Roma: città Eterna, misteriosa ed arcana, padrona del mondo. Del suo antico splendore ci restano soltanto rovine disseminate ovunque sul globo: dall’Italia alla Spagna, dalla Germania alla Siria. Chi ammirando uno di quei reperti non ha provato almeno una volta il desiderio di viaggiare indietro nel tempo? Chi non ha mai voluto passeggiare per le strade di Roma Imperiale, assistere ad uno dei giochi gladiatori o vedere un imperatore con i propri occhi?

Con ‘Il GladiatoreRidley Scott ha deciso di dare alla sua audience un’imperdibile opportunità. Ha ricreato quello che era l’ambiente di Roma quasi duemila anni fa, ricostruendo monumenti come l’Anfiteatro Flavio e il Foro. È riuscito nel suo intento: far immergere per qualche ora il suo pubblico nel clima che si respirava ai tempi di Commodo.

Il trionfo di una leggenda.

Il film colossal del 2000 ha riscosso immediato successo, vincendo ben cinque premi oscar. Il pubblico entusiasta è rimasto incantato dall’epicità delle scene di combattimento, dalla maestria di Russel Crowe (nel ruolo di Massimo Decimo Meridio, protagonista), dalla grandiosità dei costumi e degli effetti speciali. Ma un ruolo fondamentale lo hanno giocato gli innumerevoli e voluti elementi anacronistici, il compito dei quali era quello di rendere il tessuto narrativo più intrigante e meno tedioso. Scopriremo nei prossimi paragrafi quali siano le principali distorsioni storiche ne ‘Il Gladiatore’.

Le morti: Marco Aurelio e Commodo.

Nella ‘Storia Romana Cassio Dione narra che Marco Aurelio si ammalò e morì nel 180 d.C. a causa di una malattia diffusissima al tempo: la peste antonina, il germe della quale arrivò a Roma nel 166 d. C. insieme ai soldati di ritorno dal regno Partico. Ne ‘Il Gladiatore‘ Ridley Scott preferisce invece che a dare la morte a Marco Aurelio sia suo figlio Commodo, invidioso per non essere stato designato come successore dal padre. Sempre Cassio Dione narra che Commodo cadde a causa della congiura ordita dal cortigiano Eclecto e dal prefetto del pretorio Leto, che non essendo riusciti ad avvelenarlo inviarono Narcisso, maestro di lotta, a strangolare il dispotico imperatore mentre si trovava nella sua vasca da bagno. Nella versione cinematografica invece Commodo viene trafitto dal colpo di spada di Massimo Decimo Meridio, originariamente nominato successore dall’anziano Marco Aurelio.

Scena dal film ‘Il Gladiatore’. Commodo bacia suo padre Marco Aurelio prima di strangolarlo. (fonte: donneindivenire.blogspot.com/2015/01/nunc-ut-tunc-iii-i-gladiatori-davano-la.html)

https://www.youtube.com/watch?v=85y8G3JarNc

La città.

Nella scena dell’entrata trionfale di Commodo a Roma, Scott ci presenta l’immagine di una città caratterizzata da monumenti colossali ed ampi spazi ariosi. In realtà il paesaggio che presentava l’Urbe nel II secolo d.C. era ben diversa: le strade che si snodavano per colli e valli anguste erano difficili da percorrere a causa della folla. Nei fori, sulla via Sacra, vi erano così tanti monumenti che la luce del sole non toccava terra, mai. Allo stesso modo le abitazioni in legno erano pericolanti, ammassate in stretti vicoli, e per questo motivo prendevano fuoco con estrema facilità. Roma non era un colosso di marmo bianco. Era piuttosto simile ad una Calcutta nel XIX secolo, o ad un piccolo borgo medievale.

Scena dal film ‘Il Gladiatore’: Commodo appare armato in Senato.

Inoltre, il produttore dell’opera cinematografica pare aver volutamente ignorato la legge che vietava di oltrepassare in armi il confine sacro della città: il pomoerium. Infrangere una legge così importante costò la vita a Remo, e causò lo scoppio della guerra tra Pompeo e Cesare quando quest’ultimo attraversò col suo esercito il fiume Rubicone (sulla linea immaginaria tra Arno e Rubicone era stato da Silla fissato il confine del pomoerium).

https://www.youtube.com/watch?v=IviYYwQFqcY

L’avversione a Commodo.

Nel film sono molti i personaggi che si oppongono apertamente a Commodo nel momento del suo trionfo, definendolo senza mezzi termini ”impostore” e ”incapace”. Eppure secondo Cassio Dione Commodo all’inizio del suo regno fu acclamato e benedetto da molti. Ciò avvenne nel momento in cui l’imperatore ordinò la decapitazione di Cleandro, ex-schiavo al quale aveva affidato il potere, inviso al popolo per aver tentato di uccidere alcuni uomini scagliando contro di essi i suoi soldati. Quando la testa di Cleandro fu consegnata ai cittadini romani, essi inneggiarono a Commodo. Tutto cambiò quando la personalità dispotica e stravagante del figlio di Marco Aurelio prevalse, e l’imperatore si presentò al popolo per quello che realmente era: un uomo incapace di esercitare il suo potere, che sperperò il denaro dello stato nei giochi e nelle corse coi carri, senza preoccuparsi dei veri problemi di Roma.

Un ritratto stravagante.

Commodo uccideva principalmente bestie esotiche , ma non di rado si destreggiava contro i gladiatori. Entrava nell’arena nell’abito di Mercurio, pretendendo di essere acclamato come “signore”, “primo fra tutti” e “più fortunato fra tutti gli uomini”. In onore delle sue vittorie nei giochi fece tagliare via la testa del Colosso e vi sostituì la sua, facendosi rappresentare come Ercole romano. Molti per paura, altri per vergogna si rifiutarono di assistere alla pietosa scena dell’imperatore che non vestiva l’armatura di un grande condottiero, ma quella di un misero gladiatore.

Commodo trovò i suoi principali oppositori nel Senato, organo con il quale ruppe nei primi anni del suo potere. Narra Cassio Dione che l’imperatore un giorno decapitò uno struzzo, sollevò la sua testa sanguinante e guardando i senatori sorrise scuotendo la testa, in modo tale da far capire loro che quella sarebbe stata la fine che avrebbero fatto.

Busto di Commodo come Ercole. Roma, Musei Capitolini. Altezza: 133 cm. Materiale: marmo. Datazione: 192 d.C. (fonte:https://www.artribune.com/report/2015/06/verso-nuovi-approdi-leta-dellangoscia-ai-musei-capitolini/attachment/busto-di-commodo-come-ercole-192-d-c-musei-capitolini-roma-foto-di-zeno-colantoni/)

L’anacronismo ne ‘Il Gladiatore’ è un bene o un male?

Molti eventi storici sono stati reinterpretati più o meno gradevolmente da Ridley Scott. Ma indubbiamente, alla luce di quanto affermato nel paragrafo precedente, molta attenzione è stata dedicata dal produttore statunitense alla complessa psicologia di Commodo, restituendoci dell’imperatore un profilo simile al reale. Per quanto riguarda il regnante anacronismo, chissà: esso potrebbe costituire una vera e propria spinta per i curiosi. Una spinta a non accontentarsi mai dei semplici contenuti che vengono offerti al pubblico. Una spinta a cercare, a consultare le fonti per addentrarsi ulteriormente in un periodo storico complesso, ma al tempo stesso estremamente affascinante.

Daniela Ruvolo.

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