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Come ricostruire il pensiero di Socrate, dall’Atene antica ad Assassin’s Creed

Uno dei più grandi pensatori dell’umanità non ha volutamente scritto nulla. Eppure, tutti ne lodano la grandezza della figura, del pensiero e dell’esempio. Lo stesso personaggio nel videogioco si comporta come il Socrate descritto da diverse fonti. Ma qual è quello vero?

Anche nel videogioco, Socrate non abbandona mai il suo metodo dialettico

Socrate è colpevole di non riconoscere gli dei che la città riconosce e di introdurre altre nuove divinità. Inoltre è colpevole di corrompere i giovani. Si richiede la pena di morte”. Chi era Socrate? Un sofista? Un filosofo? Il più grande imbroglione e corruttore di giovani? A quale quelle delle tanti fonti esistenti possiamo dobbiamo dare credito? E’ più autentico quello che ci racconta Platone o la versione, modernissima, della Ubisoft?

Mille e un Socrate: una questione ancora aperta e molto dibattuta

Se dovessimo attenerci alle fonti fattuali, in questo caso legali, l’epigrafe tratta dal II Libro delle Vite dei Filosofi, di Diogene Laerzio, sarebbe l’unica e chiara testimonianza dell’episodio chiave della vita di Socrate, il suo processo per empietà che lo porterà alla condanna a morte, nel 399 a. C. Eppure, troviamo Socrate citato spesso nelle opere della filosofia antica e in quella più recente (ne parla Nietzsche, ma anche Hegel, Kierkegaard e Strauss ne fanno menzione): è tanto arduo quanto decisivo descrivere con nettezza i contorni del pensiero del maestro ateniese per capirne appieno la differenza con Platone e la netta originalità del percorso. Nel 1818, senza saperlo, è Schleirmacher ad aprire la vivissima “questione Socratica”, legata appunto al tratteggio del pensiero di un uomo che volontariamente non ha scritto nulla (o quantomeno nulla di filosofico, se teniamo fede ai passaggi del Fedone di Platone in cui lo stesso Socrate afferma di aver composto un inno ad Apollo e messo in versi alcuni racconti di Esopo). Il filologo tedesco afferma un’evidenza piuttosto nota: la figura di Socrate nei dialoghi di Platone ha poco o nulla da spartire con quella ricavata dai Memorabilia di Senofonte. Il contrasto è massimo: da una parte un filosofo vero, incalzante, sfrontato e innovativo, dall’altro un pensatore moderato, quasi remissivo, noioso e quotidiano. E non è causale che proprio nell’800 del miraggio dell’origine neo classico sia venuta a galla la questione. Il vero problema oggi è discriminare quello che Socrate ha effettivamente detto e sostenuto con il suo impegno quotidiano e quello che invece “potrebbe aver detto”, stante la situazione culturale e politica dell’Atene centro del mondo occidentale del grandioso (per la Grecia) V secolo a. C. 

Il momento in cui Socrate, tra lo sconforto dei suoi più cari amici, beve la cicuta

Perché una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta, anche in un videogame

Assasin’s Creed è uno dei titolo di maggior successo della Ubisoft: un action-adventure che conta 18 edizioni (l’ultima, quella in questione, Odissey, è dell’anno scorso) e 100 milioni di copie vendute. Uno degli elementi di maggior interesse del gioco è questa sua continua immersione e commistione con la storia, con i grandi avvenimenti e i grandi personaggi del passato. Dal Rinascimento alla dinastia Ming, dalla Rivoluzione Francese alle Crociate, dai Ming ai Sikh, passando per la Guerra del Peloponneso che ha visto coinvolta, e sconfitta, l’Atene di Socrate tra il 431 e il 424 a. C. Gli sviluppatori Ubisoft hanno pensato di inserire tra i personaggi della trama anche il maestro di Platone e di Alcibiade. Da un un punto di vista estetico, ricostruire il filosofo non è stato difficile, vista l’abbondanza iconografica. Più difficile invece impacchettare un metodo divenuto proverbiale in un personaggio funzionale a una trama dinamica come quella di un gioco d’avventura. Con insospettata intelligenza, però, gli sviluppatori mantengono intanto l’atteggiamento che storicamente si riporta al filosofo: il dialogo, il continuo rimando di domande e risposte elevato a sistema, l’ironia socratica che porta il filosofo nella confort zone conoscitiva dell’interlocutore, per poterlo snidare nella sua pretesa di sapienza e nella sua sedicente competenza, per poi picconate le condizioni. Il personaggio nel gioco sottopone il giocatore a una missione (On a High Horse) che allestisce, semplificandolo e in qualche modo riducendone la portata, un dilemma morale molto noto, quello di Heinz. In esso, un uomo sottrae a un farmacista una costosa medicina per salvare la vita della moglie morente, medicina che è stata brevettata dal farmacista stesso per poi essere rivenduta.

L’abbondanza di fonti iconografiche contrasta con la difficile ricostruzione del pensiero

Ma chi sei davvero, Socrate? Lasciaci conoscere te stesso

Appena cominciamo a interessarci a Socrate ci imbattiamo nel grave problema che abbiamo già anticipato: Socrate non ha scritto nulla. Tutto quello che sappiamo di lui dobbiamo ricostruirlo a partire da una serie di testimonianze, sia coeve sia successive. Il problema è che queste testimonianze, pur essendo numerose e anche dettagliate, sono molto discordi tra loro: a seconda di quali testi e quali autori scegliamo di privilegiare, otteniamo immagini molto diverse di Socrate. Nasce così quella che viene indicata con l’espressione «questione socratica»: quale delle testimonianze a nostra disposizione corrisponde al Socrate storico? Gli studiosi hanno accanitamente dibattuto per trovare una possibile soluzione. Soprattutto, diventa difficile ripulire da incrostazioni ideologiche il suo pensiero. Nelle Nuvole, Aristofane rende Socrate un personaggio principale, però molto negativo: entra in scena appeso ad una macchina scenica (il pensatoio) viene descritto come il peggiore dei sofisti. Nelle opere dei Socratici minori, di quei pensatori che, dopo la morte, hanno preteso di definirsi continuatori del suo pensiero emergono variegati e quasi contrastanti, da quella del sofista Antistene a quelle dei suoi amici Simmia e Cebete. Platone ne da un tratteggio molto complesso: lo usa come dramatis persona, come personaggio letterario in cui far suonare il proprio pensiero, raramente ne parla in maniera storica, come succede nell’Apologia e negli eventi del Critone e del Fedone. Nei suoi dialoghi di gioventù, con l’influenza ancora fresca del maestro è probabile che il personaggio Socrate sia più aderente a quello storico, soprattutto per l’attenzione al metodo dialettico. In seguito, però, gli argomenti sono evidentemente platonici, coprendo ambiti del sapere che non interessava. Senofonte invece, nei suoi Memorabilia Socratica ce lo descrive petulante e paternalistico che ammoniva i giovani a rispettare la legge, particolare in chiaro disaccordo con il processo per empietà. Aristotele che nella Metafisica prova a tracciare una storia della filosofia precedente, ricostruendo (per poi criticare) il pensiero precedente ed affronta Socrate. Non avendolo conosciuto di persona, però, si trova già nella condizione di tutti noi che dobbiamo risalire al pensiero di Socrate attraverso le parole di chi l’aveva conosciuto e di chi ne aveva ricevuto gli insegnamenti.

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