Come nasce un ritratto? Lo chiediamo alla Gioconda di Leonardo e a Mr Gwyn di Baricco

Baricco nel suo romanzo “Mr Gwyn” sostituisce l’arte della pittura con quella della scrittura. Per lui un vero ritratto è fatto con una penna, per Leonardo non sarà mai così.

Il protagonista del celebre romanzo di Alessandro Baricco riesce, con la sua scrittura, a rappresentare una persona meglio di come farebbe un artista con un ritratto. Eppure Leonardo, con il più famoso ritratto al mondo, sembra essere irraggiungibile. Ma è davvero possibile? Può un testo impressionare e essere più limpido di un quadro?

La Gioconda

Non servono premesse o introduzioni, la Monna Lisa si presenta da sola anche senza aprire bocca. Proprio la bocca, forse, ha portato questo ritratto a elevarsi rispetto agli atri. Un sorriso velato ma che vuole mostrarsi come il più bello di tutti, essere sul palco ma con il sipario semi-chiuso, ammirato, odiato e invidiato. Il sorriso è l’unico gioiello che indossa la donna, una figura spoglia ma ricca di semplicità e di bellezza. Non ha bisogno di alcun orpello per esaltare un’eleganza che quasi si respira. Le vesti sono adeguate, disadorne, si allineano all’immagine di una complessiva leggiadria sottolineata dalla posizione delle mani, degna di una signora di alto rango. Una dama con uno sguardo dolce, sereno nonostante da molti sia ritenuto inquietante e indagatore, ma forse uno sguardo, per essere attraente, deve proprio trasmettere tutto questo.

Non può passare in secondo piano l’impressione prima che nasce nel momento in cui la si ha al proprio cospetto: l’illusione del movimento. Una tecnica perfetta, fatta di sfumature e di una prospettiva aerea impressionante, che Leonardo fa sposare idealmente con un senso di moto da lui fortemente voluto. Una rotazione del busto e della testa che sembra incompleta, quasi come una foto improvvisa e inaspettata che riesce a generare un sorriso nato quasi per sbaglio. L’acqua che attraversa le rocce le rende vive; Leonardo celebra non un paesaggio, non una donna, ma la vita intera.

Mr Gwyn

Jasper Gwyn è uno scrittore londinese con una buona fama e ottimi riconoscimenti a livello nazionale. Accade però che la sua felicità viene sopraffatta da un male di vivere incombente. Smettere di scrivere è forse la soluzione adatta, è questo il pensiero che tormenta Mr Gwyn. Ma non è una perdita di ispirazione che lo affigge, sarebbe inutile appendere la penna al chiodo, quello che lo scrittore inglese prova è un’incompletezza che trova nella sua arte e quindi nella sua persona. Come ritrovare la scrittura che regala attimi di vita in più? L’idea arriva: scrivere ritratti per la gente. Organizza ogni minimo dettaglio del luogo in cui dovrà stare il soggetto, dall’illuminazione all’atmosfera, tutto è pensato e ha uno scopo. Per mettere a punto il suo progetto serve il primo soggetto: Rebecca, la stagista del suo agente. Sarà lei la prima a posare nuda per quattro ore, dalle quattro alle otto di sera, nello studio, per trentadue giorni. E sarà proprio lei che, diventata sua assistente, si farà carico di raccogliere e ricomporre i pezzi di un puzzle, le tracce del mistero di Mr Gwyn.

Link d’acquisto:

Amazon:

IBS: https://www.ibs.it/mr-gwyn-libro-alessandro-baricco/e/9788807880018

Feltrinelli:

Baricco contro Leonardo

Entrambi artisti, entrambi intellettuali, entrambi costruttori di personaggi. Una differenza però: gli attrezzi del mestiere. Baricco costruisce con la sua penna, crea personaggi che affabulano il lettore e questo romanzo ne è un esempio ideale. Una scrittura inconfondibile che o ti rapisce o ti infastidisce, con Baricco il libro o lo molli dopo due pagine o lo finisci in poche ore. La forza, o la debolezza chissà, dello scrittore torinese è quella di mettere se stesso nei personaggi. Mr Gwyn è proprio Baricco, uno scrittore che per essere ricordato deve fare solo una cosa: raccontare gli altri per vivere per sempre dentro di loro, per generare un ricordo, un’emozione. Il ritratto non è un insieme di linee e di colori, è la descrizione della rabbia, della felicità, è vedere scritto su un foglio la rappresentazione dell’indecenza e del rispetto, questo è un uomo, questa è una donna.

Leonardo=genio. Un’operazione semplice, scontata ma soprattutto veritiera. Non basta un’arte per colmare la voglia di sapere e di Leonardo: medicina, pittura, architettura, poesia, tutto ciò era nelle mani sapienti del tuttologo vinciano. Eccellere è possibile a tutti, non però come faceva Leonardo. La Monna Lisa riceve ogni anni 6.000.000 di turisti, nessun quadro al mondo ha questi numeri. In un lavoro di 4 anni, e per altro incompiuto, si manifesta la grandezza di una donna ai più sconosciuta ma diventata celebre ai posteri.

Si può quindi considerare quello scritto un vero e proprio ritratto alla pari, o magari superiore, di un quadro dipinto? La risposta sarà diversa in base alle passioni e alla cultura. Una cosa certamente accomuna, e forse unisce, le due arti: il culto e la glorificazione della bellezza. Non è necessario, e questa è una norma da applicare nella vita, diffamare altro per elogiare quello che riteniamo apprezzabile.

 

 

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: