Come può l’ammoniaca farci superare tutti i livelli di Plants vs Zombies?

I fertilizzanti chimici a base di azoto sono l’ideale per favorire la crescita e lo sviluppo delle piante.

(itaeuropaunita.com)

Non è ancora passato di moda il famoso videogame Plants vs Zombies con il quale migliaia di utenti continuano ad intrattenersi mentre aspettano la metro o durante le pause dallo studio. Un gioco niente male, la cui grafica è in continua evoluzione grazie ai numerosi aggiornamenti. Si potrebbe dire, infatti, che dal 2009 (anno in cui fu rilasciato) il software abbia raggiunto un notevole livello, diventando un must da scaricare su dispositivi mobili e computer. Ma nella realtà è possibile ottenere “superpiante” del genere senza fare ricorso all’ingegneria genetica? La risposta è sì, e il trucco sta nella scelta dei giusti fertilizzanti. Grazie a essi, migliorare la crescita e lo sviluppo delle piante diventa un gioco da ragazzi. Ma procediamo con odine.

Come si gioca a Plant vs Zonbies?

Sebbene sia difficile, è possibile che tra i lettori ce ne sia qualcuno che non abbia mai scaricato Plants vs Zombies. Rimediamo subito. lo scopo del gioco consiste nel difendere la tua postazione da un attacco di zombie. Come? semplicemente utilizzando delle piante, ciascuna delle quali ha diverse proprietà. Alcune, infatti, possono far saltare in aria i nemici, altre li congelano, altre ancora sparano semi, e così via… Purtroppo però, anche gli zombie non sono tutti uguali e alcuni di loro sono davvero pericolosi! Ad esempio quelli muniti di torcia possono distruggete all’istante qualsiasi tua difesa a meno che non vengano neutralizzati con del ghiaccio. Il numero dei livelli giocabili è enorme e si dividono in diversi mondi ciascuno dei quali ha la propria grafica e le proprie caratteristiche morfologiche. Ad accompagnarti in quest’avventura sono, infine, il pazzo Dave e la sua macchina del tempo. I loro consigli risultano molto utili nel superamento dei livelli e delle sfide più complicate, specialmente all’inizio del gioco.

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Ecco perché l’ammoniaca è il chemical maggiormente prodotto

Parliamo ora dei power up. Durante una partita è possibile potenziare temporaneamente i propri soldati, incrementando così le loro capacità di attacco e/o difesa. Ciò che rende il tutto ancora più divertente, inoltre, è il fatto che anche nella vita reale si usano dei “trucchetti” simili. Dove? Beh, la risposta è semplice: nel mondo dell’agricoltura. Nessun’azienda agricola, infatti, potrebbe reggere gli attuali ritmi di produzione senza l’impiego di fertilizzanti adatti. La maggior parte di essi si ricava dall’ammoniaca, la sostanza chimica industrialmente prodotta in maggior quantità. Eh già, perché la richiesta di concimi è elevatissima e l’azoto è proprio l’elemento chimico più gradito dai nostri amici vegetali.

Chiaramente L’ammoniaca (NH3) non può essere utilizzata immediatamente come concime: in tal caso corroderebbe la pianta per la sua basicità. Occorre dunque utilizzarla non come concime, ma come molecola di partenza per la sintesi di fertilizzanti azotati. Di questi ne esistono moltissimi tipi, ma le differenze sono davvero poche e non molto rilevanti da un punto di vista pratico (concentrazione, fase, presenza anche di altri elementi,…).

Ma da dove si ricava l’NH3? L’ammoniaca si ottiene mediante l’idrogenazione dell’azoto: N2+3H2=2NH3. L’idrogeno, a sua volta è ricavato da una miscela di H2 e CO detta gas di sintesi, a sua volta derivante dal trattamento di alcune sostanze ottenute dal petrolio. L’azoto, invece, è semplicemente prelevato dell’aria attraverso delle pompe. L’utilità dell’ammoniaca, tuttavia, non si limita solo ai fertilizzanti, ma coinvolge anche la produzione di acido nitrico, urea, acrilonitrile e di moltissimi altri composti.

(it.qwe.wiki)

Quando manca il concime ci pensano gli azotofissatori

A questo punto una domanda sorge spontanea: come facevano i nostri antenati prima della scoperta dei fertilizzanti azotati? La risposta è semplice: sfruttavano gli azotofissatori. Si tratta di alcuni batteri in grado di catturare l’N2 atmosferico rilasciandolo sotto forma di sostanze assimilabili dalle piante. L’aspetto più affascinante è che i due organismi vivono in simbiosi generando una specie di “ciclo dell’azoto”. Tra le piante che questi microrganismi preferiscono ci sono le leguminose, ed ecco perché ancora oggi si alternano colture di lenticchie, ceci, fagioli,… a quelle dei vari ortaggi. Ma non finisce qui, perché ci sono anche altri protagonisti in questo processo: stiamo parlando dei nitrificanti. Se l’azoto restasse nel terreno o in acqua si accumulerebbe eccessivamente rendendo impossibile la vita sulla Terra. I batteri nitrificanti, però impediscono che ciò accada semplicemente liberando in aria l’N2 ricavato dai composti presenti nel suolo. A questo punto il ciclo può ricominciare continuando a garantire la vita sul nostro pianeta.

Ovviamente i nostri antenati non erano a conoscenza dell’esistenza dei batteri, ma sta proprio in questo la loro genialità: cioè nell’aver saputo osservare lo sviluppo delle piante deducendo che ce n’erano alcune in grado di favorire la crescita delle altre.

(tierraoverseas.com)

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