Come fermare il tempo? Edge Of Tomorrow e Bergson ci mostreranno il modo

Fermare il tempo può rivelarsi una pericolosa maledizione, in grado di incatenare persino l’uomo più forte alla disperazione, eppure…

Attraverso l’analisi del film Hollywoodiano Edge Of Tomorrow, si cercherà di comprendere come il tempo possa rivelarsi una benedizione, o una maledizione, anche facendosi aiutare da Henri Bergson, filosofo del 900.

Intrappolato

Tutti quei film di fantascienza avevano ragione! Gli alieni sono finalmente arrivati, e non hanno buone intenzioni. I mimic hanno invaso la terra distruggendo di battaglia in battaglia, ogni traccia di resistenza. William Cage, un maggiore dell’esercito, viene assegnato sulle coste della Francia, nell’ultima disperata battaglia contro il nemico. Lo scontro comincia. Gli esoscheletri da battaglia umani cercano di sbarcare, trovando però ad attenderli uno schieramento impressionante di Mimic. La battaglia prosegue in un tripudio di imboscate che sterminano l’esercito terrestre. Wiliam viene irrimediabilmente ucciso dopo uno scontro con un mimic, eppure la sua dipartita non è definitiva. Si risveglia, incapace di capire il perché, lo stesso giorno della battaglia che aveva segnato la sua fine. Cosa farà Cage? Riuscirà a ribaltare le sorti di uno scontro impossibile? Riuscirà a sfuggire alla catena temporale che lo blocca inesorabilmente a quel giorno fatale? Bè, non vi resta che vedere il film!

Tom Cruise alias William Cage

Il tempo è un fiume

Cos’è il tempo? Come lo si può pensare? È una linea? Un cerchio? Un fiume? Uno dei primi a rielaborare questo concetto è stato Fontenelle. introducendo una indeterminabilità del tempo. Infatti, anche a causa del cristianesimo, il tempo era anticamente visto come una linea finita e determinata. Dio aveva iniziato tutto, e dio l’avrebbe anche finito. L’apocalisse sarebbe giunta. Eppure, Fontanelle riesce ad introdurre un tempo indeterminato che fa del progresso un ponte verso il futuro, che non diviene più simbolo di finitudine, ma breccia verso la libertà. È anche grazie a queste basi che Bergson riesce ad introdurre una nuova idea di tempo, che fa dell’indererminazione uno dei suoi punti di forza: la durata.

Henri Bergson

Cos’è la durata? È qualcosa di totale, eppure indeterminato. È vedere un orizzonte, la cui vera essenza non è data da ciò che si vede, ma da ciò che non si vedrà mai. La durata è il tempo nella sua totalità. Vederla significa scorgere un fiume perpetuo, dove gli istanti delle nostre vite fluiscono continui, grazie ad una corrente che non si fermerà mai.Vedere la durata non significa vedere una parte del fiume, ma vederlo nella sua totalità, composta di istanti, eppure diversa dagli stessi.

Il cacciatore di tempo

Come fa l’uomo ad interrompere il corso del fiume, ritagliandosi in esso un istante per agire, per vivere…

Secondo Bergson, grazie alle nostre percezioni, e alla nostra mente, riusciamo a spezzare la durata, inserendoci come parte attiva nello svolgersi del tempo. La mente diviene un piccolo ricettacolo di tempo, in grado di immagazzinare i ricordi dentro di sé, per poi applicarli nel presente. Tuttavia, le azioni del presente, hanno un impatto anche verso il nostro futuro, andando a plasmare così l’intera nostra vita. È grazie a ciò, che William Cage riuscirà a destreggiarsi nella piccola prigione temporale dove è finito. Ad ogni morte, ad ogni tragico evento, i ricordi non se ne vanno, ma restano con lui. Sono essi a permettergli di migliorare continuamente, permettendogli così un progresso in grado di condurlo alla libertà.

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