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Come comunicano moda e psicologia? Scopriamolo con il saggio “Die Mode” di Georg Simmel

Come comunicano moda e psicologia? Scopriamolo con il saggio “Die Mode” di Georg Simmel

La moda non è solo il fashion. La moda è anche l’orientamento politico di moda, il pensiero di moda, l’arte di moda. Essa racchiude in generale tutto ciò che viene percepito come giusto, adeguato, opportuno in un determinato periodo o in un determinato contesto sociale.

Il sociologo Georg Simmel, nel saggio del 1895 Die Mode, ci regala una brillante definizione di moda. La moda, secondo Simmel, esprime la tensione tra uniformità e differenziazione, il desiderio contraddittorio di essere parte di un gruppo e simultaneamente stare fuori del gruppo, affermando la propria individualità.

Cos’è la moda?

La moda, dal latino modus, è tutto ciò che viene percepito come adeguato e opportuno in determinati contesti. La moda si basa sulla tendenza psicologica all’imitazione e potrebbe essere vista come figlia del pensiero e dell’assenza di pensiero. L’imitazione corrisponde, infatti, ad una delle tendenze fondamentali della nostra natura: quella che si esprime fondendo il singolo nell’universale.

Spesso quando sentiamo la parola moda la nostra mente pensa all’aout couture, alle sfilate e agli stilisti. In realtà il concetto di moda racchiude qualsiasi tipo di ambito. In ogni ambito c’è un tipo di pensiero, una forma di espressione artistica, un gusto letterario preferito. Solitamente si predilige un concetto o un modus operandi nel momento in cui si capisce che è quello favorito dai più.

La moda è dunque imitazione di un modello dato e appaga il bisogno sociale di diversità e di cambiamento che, tuttavia, alla fine si trasforma spesso nell’atteggiamento in una certa uniformità sovraindividuale.

Le tendenze coinvolgono solitamente un’intera classe sociale o gruppo di individui e l’aspetto più interessante sta nel fatto che spesso anche chi guida è in realtà guidato. Colui che mostra uno spiccato carisma presenta qualcosa di così perfettamente individuale che rischia di incappare nell’imitazione di se stesso e quindi nel perseguimento di una moda.

Quale fenomeno psicologico si trova alla base della moda?

Sicuramente uno dei pilastri fondanti del perseguimento delle mode è la tendenza all’imitazione. Simmel scrive:

“L’imitazione si potrebbe definire come un’ereditarietà psicologica, come il trasferimento della vita di un gruppo nella vita individuale. Il suo fascino sta nel rendere possibile un agire finalizzato e dotato di senso senza che entri in scena nessun elemento personale e creativo”.

Simmel spiega che tendenzialmente seguiamo una moda per avere la sicurezza che una serie di scelte non siano solo nelle nostre mani, non dipendano solo dai nostri gusti e dai nostri ragionamenti. In pratica, seguiamo una moda per comodità, per risparmiare energia e soprattutto per impedire ad altre persone di giudicare il nostro gusto e il nostro pensiero. L’individuo si libera così dal tormento della scelta e fa si che essa sembri un prodotto di tutto il gruppo sociale.

Siamo schiavi della moda?

Perché seguiamo le mode? Perché vogliamo a tutti i costi identificarci in qualcosa o in qualcuno?

Quando non sappiamo come comportarci cerchiamo di imitare i comportamenti delle altre persone. Questo modo di agire ci garantisce sicurezza e ci permette di sentirci parte di un qualcosa, di un gruppo, di un modo di essere… Il sentimento di appartenenza ci fa sentire in grado di fronteggiare al meglio le difficoltà. Percepire delle difficoltà e degli ostacoli ha un impatto negativo sull’autostima. Dal momento che l’autostima è un fattore importante per l’autorealizzazione, il fatto di sentirsi più preparati in merito a svantaggi e ad ostacoli ci rende più rilassati e rafforza la nostra identificazione nel gruppo.

Il perseguimento di una moda è qualcosa di inadeguato per principio? Credo che non vi sia nulla di male nell’identificarsi con una moda di qualche tipo. O meglio, ci sono sicuramente i pro e i contro, ma la tendenza all’imitazione è un’atteggiamento naturale e presente da innumerevoli secoli. Ad esempio, Petronio all’epoca dei romani era colui che dettava legge sulla moda di corte, era un dandy dell’antichità.

La consapevolezza necessaria quando si ha a che fare con uno dei mondi della moda (nel significato più ampio del termine) deve essere quella che una propria identità ed un proprio pensiero critico siano fattori necessari e imprescindibili per il mantenimento di una propria identità.

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