Chi è Arturo Toscanini? Conosciamo la sua storia nel 66° anniversario dalla sua morte

Il 16 gennaio 1957 muore a New York City uno dei più grandi direttori d’orchestra di sempre, Arturo Toscanini.

Un’immagine di Toscanini mentre dirige l’orchestra (Google)

Toscanini è stata una figura di spicco del panorama musicale internazionale del XX secolo.

La vita di Arturo Toscanini

Arturo Toscanini nacque a Parma il 25 marzo del 1867.
Ad accorgersi della sua genialità fu la maestra Vernoni che notò come Toscanini memorizzava facilmente le poesie dopo averle lette solo una volta e senza più dimenticarle.
L’insegnante si offrì quindi di dargli gratuitamente alcune lezioni di solfeggio e pianoforte.
Il giovane prodigio dimostrò una memoria eccezionale, riuscendo a riprodurre al piano musiche che aveva sentito solo canticchiare.
La signora Vernoni quindi suggerì ai genitori di iscrivere il bambino alla Regia Scuola di Musica, che diventò poi il conservatorio di Parma, quando Toscanini aveva appena 9 anni.
A 13 anni gli fu offerto di esibirsi come violoncellista presso il Teatro Regio di Parma.
Nel 1885 ottenne il diploma con lode.
Nel 1886 si unì come violoncellista a una compagnia operistica per una tournée in Sudamerica. In Brasile il direttore d’orchestra Leopoldo Miguez in contrasto con gli orchestrali, abbandonò la compagnia dopo una sola opera.
Il 30 giugno 1886 la compagnia doveva rappresentare al Teatro Lirico di Rio de Janeiro l’ “Aida” con un direttore sostituto, Carlo Superti, che però fu però contestato dal pubblico e non riuscì neanche a dare l’attacco all’orchestra.
Nel totale caos Toscanini, incitato da alcuni strumentisti per la sua conoscenza dell’opera, prese la bacchetta, chiuse la partitura e incominciò a dirigere l’orchestra a memoria.
Il successo ottenuto fu così grande che a soli 19 anni iniziò la sua carriera di direttore d’orchestra.
Successivamente riprese per un breve periodo la sua carriera di violoncellista.
Nel 1895 avvenne il suo esordio ufficiale da direttore al Teatro Regio di Torino con un’opera di Wagner.
Collaborò anche con il Teatro alla Scala di Milano.

Un’immagine di Arturo Toscanini al pianoforte (Google)

Arturo Toscanini e le guerre

Con l’arrivo della Grande Guerra e schieratosi dalla parte interventista, Toscanini si esibì per beneficienza, anche nella città di Fiume dove incontrò l’amico Gabriele D’Annunzio.
Gli anni passarono e la fama di Toscanini non fece che crescere.
Nel 1933 infranse i rapporti anche con la Germania nazista rispondendo con un secco e diretto rifiuto a un invito personale di Adolf Hitler a quello che sarebbe stato il suo 3° Festival di Bayreuth.
Le sue idee avverse al nazismo e all’antisemitismo lo portarono ad esibirsi in Palestina, dove il 26 dicembre 1936 fu chiamato a Tel Aviv per il concerto inaugurale dell’Orchestra Filarmonica di Palestina (che diresse gratuitamente) destinata ad accogliere e a dare lavoro ai musicisti ebrei europei in fuga Nel 1938, dopo l’annessione tedesca dell’Austria, abbandonò anche il Festival di Salisburgo
Nello stesso anno inaugurò il Festival di Lucerna dove arrivarono molti italiani contrari al nazi-fascismo.
Quando il governo italiano, in linea con l’alleato tedesco, adottò una politica antisemita dando il via alle leggi razziali del 1938, Toscanini fece infuriare il Duce arrivando a definire, durante una telefonata, questi provvedimenti “roba da Medioevo”.
L’anno successivo, anche a causa della dilagante persecuzione razziale, abbandonò totalmente l’Europa per trasferirsi negli Stati Uniti d’America.
Dagli States continuò a servirsi della musica per manifestare il suo dissenso nei confronti della follia che imperava in Europa e si esibì solo per beneficenza.

L’11 maggio 1946 il 79 enne Arturo Toscanini ritornò in Italia per la prima volta dopo 15 anni per dirigere lo storico concerto di riapertura del Teatro alla Scala.
Il 5 dicembre 1949 venne nominato senatore a vita per gli alti meriti artistici.
Si spense, a quasi 90 anni, il 16 gennaio 1957 nella sua casa newyorkese di Riverdale.

Il successo e la fama di Arturo Toscanini

Arturo Toscanini è considerato uno dei direttori d’orchestra più grandi di tutti i tempi per l’intensità del suono, per la sua grande cura dei dettagli, per il perfezionismo e per la sua abitudine di dirigere senza spartiti.
Ad oggi è ritenuto in particolare uno dei più autorevoli interpreti di Beethoven, Verdi, Wagner e Brahms.
E’ stato uno dei musicisti più acclamati di fine XIX secolo e dell’inizio del XX secolo.
Grazie alle trasmissioni radiofoniche, televisive e alle incisioni della NBC Symphony Orchestra,
ha raggiunto in fretta una grande fama internazionale.
Molti sono stati i riconoscimenti a lui attribuiti, tra i quali premi e decorazioni di ogni tipo.
Toscanini arrivò addirittura a rifiutare la nomina a senatore a vita proposta da Einaudi.
A trent’anni dalla sua morte fu insignito del riconoscimento Grammy Lifetime Achievement Award.
Nel dicembre 2011, un sondaggio della rivista “Classic Voice” lo ha inserito al 4° posto dei più grandi direttori d’orchestri di tutti i tempi. I primi 3 sono Carlos Kleiber, Leonard Bernstein e Herbert von Karajan.
Solo al 5° posto si trova il suo nemico d’arte Wilhelm Furtwängler.

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