Il Superuovo

Catullo e i Pinguini tattici nucleari ci raccontano cosa succede quando finisce un amore

Catullo e i Pinguini tattici nucleari ci raccontano cosa succede quando finisce un amore

Come reagiamo quando finisce un amore? Ce lo raccontano Catullo e i Pinguini tattici nucleari. 

A tutti è capitato di soffrire per amore, e nonostante ogni storia sia diversa, tutti reagiamo più o meno allo stesso modo, Catullo e i Pinguini tattici nucleari ci ricordano le sofferenze di un cuore spezzato, con una risata amara.

L’amore è un grande Tiger

Sei stata come Tiger

Non mi mancava niente

E poi dentro m’hai distrutto

Perché mi sono accorto che mi mancava tutto

 

Immaginate di essere in un negozio di Tiger e di vedere un temperamatite a forma di cactus blu, non ne avete bisogno, eppure, da quando l’avete visto, non volete altro che quel temperamatite, potreste averne altri 100 e di migliore qualità, ma voi volete proprio quello e lo volete subito e, anche se sapete che presto si romperà, probabilmente ne comprerete un altro: questo è tutto ció che so sull’amore.

Diciamolo a gran voce: l’amore è un grande Tiger; un labirinto a senso unico pieno di inutili dolcezze e cianfrusaglie, di cui ti rendi conto di non aver bisogno solo una volta arrivato alla cassa, quando ormai non puoi più scappare. 

I Pinguini tattici nucleari in “Ridere” del loro album “Fuori dall’hype – Ringo Star”, parlano di una relazione ormai conclusa, ricordata con un sorriso dolce e amaro dall’innamorato, che ricorda i vecchi tempi e pensa alla sua ex fidanzata stretta adesso tra le braccia di un altro, che adesso le uccide i ragni al posto suo. 

Cosa c’è, in fondo, di più doloroso di una storia che finisce se non di ricordare i bei momenti di felicitá? 

 

Catullo: amore e disperazione

Se è vero, come è vero, che Catullo non comprava i temperini da Tiger, è altrettanto vero che dei poeti latini nessuno meglio di lui sa descrivere l’amore come un sentimento doloroso e lacerante. 

Nel carme ottavo, Catullo, deluso dalla sua amata Lesbia, inscena un dialogo con sè stesso in cui talvolta lamenta la sua condizione, talvolta si da coraggio con tono perentorio e severo.

 

E non inseguire lei che fugge, e non vivere come un infelice

 

Ma anche il poeta, così come Il protagonista della canzone dei Pinguini tattici nucleari, ricorda il passato con la distaccata malinconia di chi sa che il passato non tornerà; così, tra il ricordo di un bacio e di una carezza, si fa sempre più prepotente l’idea di Catullo che nessuno più amerá Lesbia come ha fatto lui.

 

Ma tu sì che te ne dorrai, quando non ti saranno rivolte preghiere: sciagurata, guai a te! Quale vita ti resta?

 

Tra gelosia e rassegnazione

Chi ora si avvicinerà a te? A chi sembrerai bella? 

Chi ora amerai? Di chi si dirà che tu sia l’amata? 

Chi bacerai? A chi morderai le labbra?”

 

Nonostante i rimproveri a sè stesso, ma anche a Lesbia, Catullo risente del mostro dagli occhi verdi di Shakespeare, e si interroga così su chi troverá bella la sua amata, su chi verrá baciato dalle sue labbra. Chiudendo peró il suo carme con l’invito a resistere e non cadere nelle trappole dell’amore, è la nota aspra che chiude il componimento, lasciandoci un retrogusto amaro in bocca, che differenzia la rabbia di Catullo dal “ridere” della canzone dei Pinguini tattici nucleari: il protagonista della canzone giura che rifarebbe tutto da capo, e ,anche se gli occhi e i nei della ragazza che ama non sono più suoi, le chiede di ricordare i loro momenti felici nei momenti di sconforto.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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