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“Bastardi senza gloria” e Nietzsche: cosa vuol dire cambiare la storia

“Bastardi senza gloria” e Nietzsche: cosa vuol dire cambiare la storia

Cambiare la storia per migliorare il presente? Il consiglio di Nietzsche accolto da Quentin Tarantino in “Bastardi senza gloria”.

La storia è passata, e non possiamo fare niente per cambiarla. Certo però essa non è solo rose e fiori, anzi è piena zeppa di episodi negativi i quali possono arrivare a farci vergognare. Non sarebbe bello cambiare il passato? Non solo bello, fare questo potrebbe essere anche una questione di vita o di morte. Se è vero infatti, come afferma Nietzsche, che siamo animali storici, significa anche che noi siamo figli di quella stessa storia che a volte può essere ripugnante. Significa che essa determina quello che siamo. Some slegarsi da queste catene? Dove sta la nostra libertà? Questo è il problema che coglie Nietzsche, e la sua soluzione sta nel cambiare la storia stessa, operazione non priva di problematiche. Questa è la sua storia critica. Quentin Tarantino, quasi un secolo e mezzo dopo sembra fare lo stesso nel suo Bastardi senza gloria.

I Bastardi riscrivono la storia

Quentin Tarantino, regista famoso per le sue scene cruente, è anche il creatore di Bastardi senza gloria, film del 2009 candidato a diversi premi Oscar (Attenzione: quello che sta per seguire è anche uno spoiler del film). L’epoca in cui è ambientato è quello del periodo nazista della seconda guerra mondiale. Siamo in territorio europeo e un gruppo di ebrei, comandati dal tenente Aldo Raine, si associano con l’obiettivo di combattere i tedeschi, in particolare le famigerate SS. Sono molto bravi nel farlo, e la loro fama è riconosciuta e suscita timore fra i tedeschi, tra i quali sono conosciuti come I Bastardi. Contemporaneamente in Francia Shosanna Dreyfus è la proprietaria di un cinema proprio all’interno del territorio occupato dai tedeschi, arrivati fino a Parigi. Ella ha un conto aperto con loro, in quanto da piccola dovette assistere al massacro della sua famiglia proprio per mano dei nazisti. Quindi abbiamo da una parte i bastardi, e dall’altra Shosanna, entrambi accomunati da un odio per quei militari. Ad unirli in un obiettivo comune ci pensa Bridget Von Hammersmark, agente segreto che sta organizzando un piano per far cadere gli esponenti più altri del Terzo Reich, tra i quali l’obiettivo più grande è niente meno che Hitler. L’idea è questa: i tedeschi più importanti, tra i quali i comandanti più alti dell’esercito, devono ritrovarsi nel cinema di Shosanna per assistere alla prima di un film. Quello che faranno i bastardi, in accordo con la proprietaria del cinema, sarà organizzare un agguato proprio in quella occasione, per sorprenderli in un unico posto tutti insieme. Il piano, non senza intoppi, andrà a buon fine e il risultato sarà un cinema andato completamente a fuoco e tutti i tedeschi morti, tra i quali Hitler in particolare. 

Una strana conclusione

Il finale di questo film lascia con una strana sensazione addosso, appunto a causa del fatto che la storia narrata è opposta a quella che conosciamo. Tutti sanno delle atrocità commesse dai nazisti comandati da Hitler, con riferimento particolare all’olocausto, e non mancarono nella realtà effettivi tentativi di uccidere il Führer, che però finirono tutti in un fallimento. Impossibile non immaginare come sarebbe andata la storia se uno di quei tentativi fosse riuscito, se non altro è quello che sembra fare Quentin in questo film. Quello che ne esce è un qualcosa che subito sembra strano ma che forse una importanza ce l’ha. Vediamo cosa ha da dirci Nietzsche al riguardo.

Nietzsche e la sua storia critica

Insomma, molte volte la storia non piace, e quello che fa Quentin è proporre un modo in cui potrebbe essere andata diversamente. Se ci rendiamo conto inoltre della importanza che ha la storia nel determinare quello che siamo, o quello che è un popolo, questa prospettiva si rivela ancora più interessante. La dimensione storica è quella che più determina l’uomo secondo Nietzsche, al punto che arriva a definirlo animale storico. Non possiamo sfuggire da questa dimensione, in quanto abbiamo la memoria, ma allo stesso tempo essa può essere una catena che limita la nostra libertà. La storicità insomma non deve essere né troppa ne troppo poca, è necessario un equilibrio. Al tal fine Nietzsche individua tre tipi di storia che possono essere utili all’uomo, che sono: quella antiquaria, quella monumentale e quella critica. 

Tutta un’altra storia

La storia monumentale aiuta l’essere umano attivo e potente, fornendogli modelli che lo possano aiutare nelle sue azioni (esempio di questa sono i monumenti di eroi, questi danno un esempio). La storia antiquaria preserva la storia, in quanto essa rappresenta l’identità di un popolo. La storia critica infine, che ci interessa in particolare, è quella riscrive la storia stessa per come sarebbe dovuta essere. È come se la mettesse davanti ad un tribunale, il cui verdetto sarà sempre una condanna da richiedere quindi una sua modificazione. È vero che certe parti della storia, magari la maggior parte, non ci piacciono, ma Nietzsche arriva ad affermare che addirittura tutta la storia sia sbagliata, perché questo? Basta pensare a che cos’è il progresso storico stesso, che consiste in modificazioni del presente negando il passato. Negare il passato significa anche ritenerlo ingiusto. Questo è quello che afferma Nietzsche, è la sua soluzione è quella di modificare il passato stesso. Ma in che modo? Beh quando guardiamo al passato e ne vediamo un certo disegno che giustifica il presente è un esempio di come cambiamo la storia, la stiamo interpretato. Certo la realtà degli eventi rimane la stessa e ciò che modifichiamo è dentro il nostro animo, ma è quello che basta.

Cambia il passato per migliorare il futuro

Un altro modo di cambiare la storia può essere quello che fa Quentin in Bastardi senza gloria. La realtà dei fatti rimane, ma almeno nell’immaginazione il finale è diverso, è almeno uno dei modi alternativi con cui le cose sarebbero potute andare. Se questa operazione può aver qualche effetto su di noi, come credeva Nietzsche, significa che la storia non è una rigida catena che ci impedisce di muoverci. La nostra libertà c’è, e questo è un modo di esercitarla. Non ti piace il tuo passato? Riscrivilo, puoi farlo.

 

 

 

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