Il Superuovo

Anniversario dell’Unicef: ricostruiamo le origini della sua nascita e il clima postbellico

Anniversario dell’Unicef: ricostruiamo le origini della sua nascita e il clima postbellico

L’Unicef compie gli anni: l’organo  fu fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale. Oggi più che mai è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale.

 

 

L’organo sussidiario è presente in 190 Paesi, ma la sede centrale si trova a New York e si occupa di assistenza umanitaria, nei Paesi in via di sviluppo. L’organo dell’Onu ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1965.

Origini dell’Unicef

Inizialmente lo scopo di questa organizzazione era semplice e chiaro: fornire cibo, vestiti e assistenza sanitaria ai bambini vittime del conflitto e alle loro famiglie. Proprio questo, dato che la situazione economico-sociale dopo il secondo conflitto mondiale era disastrosa, anche in Europa. Inizialmente quindi si era costituita solo per fronteggiare l’emergenza postbellica. Nel 1953 l’UNICEF fu trasformata in un organo sussidiario permanente dell’Onu, impegnato in 100 paesi a contrastare carestie, povertà e malattie. Ebbe un ruolo particolarmente importante anche durante la Guerra Fredda, riuscendo nell’impresa di superare barriere e cortine di ferro, che caratterizzarono proprio gli anni della rivalità tra Usa e Urss. Nel 1965, dopo vent’anni dalla fondazione, ottenne il primo importante riconoscimento: il Nobel per la Pace. Ciò contribuì a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulle battaglie, aumentandone la visibilità internazionale e il numero di donatori. Molto efficacie fu anche il ruolo dei nuovi ambasciatori UNICEF.

Una battaglia che continua

Nel corso dei decenni, il programma di interventi si è esteso sempre di più. L’abilità di questa organizzazione è stata quella di aggiornare continuamente i propri obiettivi, per far fronte alle emergenze internazionali, spesso impreviste, che si sono presentate nel corso degli anni. Un forte impegno è avvenuto nel continente africano, per combattere la povertà ma non solo. Un’ importante battaglia è stata quella che  combattuta contro l’epidemia di Ebola nell’Africa occidentale, che ha letteralmente messo in ginocchio questa zona. Un gande impegno è avvenuto anche per far fronte alla pandemia di COVID-19, lanciando la campagna ”Supporting Families and Children Beyond Covid-19”: una forma di protezione sociale nei Paesi in via di sviluppo, in cui si analizza in che modo l’impatto sociale ed economico della pandemia potrebbe colpire i bambini.

Le misure di ripresa dopo la seconda guerra mondiale

I mutamenti avvenuti nel secondo dopoguerra sono di enorme portata e investono tutti gli ambiti della vita collettiva, a livello planetario. La fine della guerra porta innanzitutto alla fine della lunga crisi del 29′, che aveva devastato l’economia globale. Una forte importanza hanno avuto soprattutto gli aiuti economici, in particolare degli Stati Uniti, che puntarono all’esportazione del proprio sistema capitalista. Nascono organismi come l’Onu, la World Trade Organization (WTO), che si occupò del commercio internazionale,  accordi sullo scambio di merci (GATT), sullo scambio di servizi (GATS). Uno dei più importanti aiuti fu però il Piano Marshall, lanciato dagli Stati Uniti nel 1947 e durato quattro anni, noto anche come (ERP), European Recovery Program. Il Piano Marshall reso infatti possbile il miracolo economico, creandone i presupposti: portò ad una modernizzazione strutturale dell’industria italiana, che ricevette un forte impulso, che mai avvenne prima d’ora. Ebbe anche un ruolo chiave nel diffondere una moderna mentalità imprenditoriale e incentivò sicuramente un processo l’integrazione europea, che porterà anni più tardi ad una cooperazione economica europea.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: